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Ma cosa fate in classe?

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Impara digitale… Ma cosa fate in classe?

di Dianora Bardi – mercoledì 25 aprile 2012

Ma… Cosa fate in classe? Come svolgete una lezione? Questa è la domanda che più mi sento rivolgere quando incontro altri docenti o genitori o ragazzi: non è facile spiegare un metodo così articolato, potremmo banalizzarlo dicendo: si insegna seguendo le competenze chiave europee, quelle di cittadinanza, si lavora in piccoli gruppi, si fanno molti laboratori, si vanno a consultare risorse direttamente in internet – e vanno validate, recensite, elaborate – si prova a costruire una traccia del percorso che si sta facendo, si creano ebook multimediali delle Unità di Apprendimento trasversali.

Ancora: si condivide quasi sempre, coi compagni, con quelli di altre classi, con chi resta a casa. In altri termini ci si trova – come dice Caterina Cangià – nella “bottega” e si lavora insieme; in una scuola aperta, senza pareti, dove il professore è il mastro, il regista, il “regolatore”, il coach, l’accompagnatore dei suoi studenti verso la conoscenza, la trasformazione di sé e del mondo attraverso quanto avranno appreso. Il cloud learning… il cooperative learning… direi “l’apprendimento personalizzato dove al centro c’è lo studente, la sua personalità e la sua creatività”.

Nulla di nuovo, quanti hanno svolto lezioni in questo modo… Credo ce ne siano e forse non pochi, i progetti pullulano, le classi 2.0, la scuola 2.0! Per la scuola italiana sarebbe importantissimo avere la disponibilità di leggere e conoscere queste esperienze, purtroppo la letteratura in tal senso è veramente miserrima, ed ogni volta che dobbiamo affrontare un nuovo percorso rincominciamo da capo, senza riferimenti. Questo perché non siamo abituati a documentare, a consegnare le nostre ricerche, ad aprirci fattivamente alla rete, quasi gelosi di ciò che abbiamo sperimentato o semplicemente incapaci di comunicarlo.

Nel primo anno del nostro progetto, con l’aiuto dell’USR per la Lombardia e del prof. Rotta, abbiamo monitorato e valutato tutti i nostri processi di apprendimento, scrivendo un libro, OLTRE LA CARTA, in cui abbiamo riportato la nostra esperienza, pubblicando tutto su un sito, presentandoci a miriade di convegni, offrendo a chiunque volesse di collaborare con noi per una crescita non autoreferenziale…. incominciamo a crescere!

Ricordo un incontro, a luglio del 2011 con padre Eraldo Cacchione, un giovane gesuita giunto da poco al Leone XIII di Milano, mi aveva invitato a “una intervista” (ma i gesuiti intervistano?? Devo dire che all’inzio ero un po’ perplessa..), mi parlava di Mac Luhan e di De Kerckhove (quest’ultimo mio grande amico), aveva percepito perfettamente l’importanza del cambiamento a cui oggi noi docenti siamo chiamati: è bastata un’ora di colloquio per capire che doveva nascere qualche cosa, “facciamo un movimento, che parta dal basso, che coinvolga la scuola nel suo vivere quotidiano, offriamo la nostra esperienza”. Una proposta che non potevo non accettare: neppure un anno ed è nato il Centro Studi impara Digitale, una trentina di scuole collaborano con noi, le aziende ci stanno supportando dandoci tecnologie da provare, i nostri tutor saranno i docenti dell’Università Bocconi… una goccia nel mare, ma io non credo nella formazione istituzionalizzata che ci piove dall’alto e che non tiene conto delle esigenze delle singole scuole, non credo nelle grandissime riforme dove il docente si sente costretto a fare ciò che non appartiene al proprio DNA.

Credo nel cambiamento, credo che la scuola debba mutare, è a un bivio da cui non si può tornare indietro: o si va avanti e si trovano nuove strade per insegnare ai nostri ragazzi o il gap diverrà talmente ampio tra noi e le nuove generazioni che perderemo l’unica vera occasione che abbiamo per recuperare tutte quelle conoscenze che noi docenti pensiamo lo studente debba possedere per farlo entrare positivamente in un mondo del lavoro sempre più ostico e difficile per i giovani. Ma ogni scuola, ogni classe ha una sua identità, che va rispettata, proprie esigenze: si possono dare linee guida comuni, punti di riferimento, strategie, modalità di lavoro ma si deve lasciare spazio ai singoli consigli di classe di curvare la propria didattica guardando i propri studenti.
Dalle esperienze di tutti, se positivamente condivise, potrà nascere un vero modello comune… almeno è quello che stiamo tentando di fare, ma.. e le tecnologie? E i nostri cari libri di testo?

Valutare la Competenza Digitale
Prove per la scuola primaria e secondaria

 

La 3° Dimensione se ne sta andando…

Cosa intendiamo?

Mentre il 2012 sta’ passando, e’ urgente rivelare il seguente messaggio perche’ sta’ letteralmente finendo il tempo conosciuto come 3° Dimensione . In semplici termini il pensare, sentire e vivere nella 3° Dimensione si sta’ consumando e sparendo. Tutti noi, che lo vogliamo o no, ci stiamo spostando sulla 4° Dimensione di consapevolezza. E poi in seguito ci sposteremo sulla 5° Dimensione.

La maggior parte degli esseri sulla terra non sono consapevoli del tempo che stiamo vivendo e quindi non sono preparati adeguatamente, questo causera’ loro un grande sconforto purtroppo e non sarà piacevole per loro. Per coloro che sono pronti e che si sono preparati da tempo, invece sara’ un’esperienza piacevole e divertente. La ragione di questo messaggio e’ di prepararci a comprendere il cambio di coscienza e ad avere un’adeguata preparazione per facilitare il processo che, ripeto, comunque succedera’.

Parliamo di semplici attenzioni su come agiamo, su come agire sui nostri pensieri ed emozioni, chiunque può ampliare la propria coscienza, effettuare il salto di coscienza. Se non sai cosa siano le dimensioni , tranquillo non sei il solo. La maggior parte di noi gioca il gioco della vita senza un manuale che spieghi quali sono le regole del gioco, per giocare con successo e in piena tranquillità. Questo articolo informa su quali sono le regole di base, e spiega cosa sono la 3°, la 4° e la 5° Dimensione.

Se comprendi come giocare e la struttura delle Dimensioni puoi vivere agevolmente fra esse senza sforzi o tensioni, che purtroppo sono il pane quotidiano nelle nostre vite.

Per prima cosa definiamo cosa non sono le Dimensioni.

Le Dimensioni non sono dei luoghi, non sono in progressione 3,4,5,6, non sono delle pareti intorno a noi ne’ una sedia su cui sederci, o la stessa terra. Tutto questo e’ FORMA ed esiste solo sulla 3° D e lo sarà dominante anche sulla 4° D, quando la 3° D sparira’.

In generale le Dimensioni sono degli stati di coscienza disponibili e percepibili a chiunque vibra in risonanza con esse come frequenza e opportunità offerte. Si puo’ definire e pensare a ciascuna Dimensione come un ambito di gioco con sue peculiari regole di gioco su cosa sia possibile per gli esseri che decidono di giocarlo sullo stesso piano.

CHE COSA E’ LA 3° DIMENSIONE

La 3° D e’ una scatola con rigide credenze e relativamente inflessibili regole di gioco e limitazioni. La maggior parte di noi ha vissuto e giocato questo gioco a lungo, quindi abbiamo rafforzata la convinzione che quello sia l’unico gioco possibile, fatto di battaglie, di sforzi per avere successo, per distinguersi sugli altri, per lottare e sopravvivere. Ma nulla di cio’ e’ verita’. Uno dei principi piu’ rigidi che strutturano le nostre vite, il nostro pensare, sentire e agire e’ il tempo lineare. Il tempo lineare e’ una struttura di pensiero che ci fa percepire l’ essere nel passato, nel futuro e poi alla fine si muore. Tutto cio’ e’ percepito dalla mente come un percorso lineare, con un’ inizio e una fine, pensiamo di essere su un treno che si muove nel tempo. Il problema e’ che il tempo non esiste e che in realta’ le rotaie non vanno da un punto all’ altro ma girano intorno ricongiungendosi in un cerchio senza un inizio e una fine. Poiche’ questa credenza e’ un assunto di miglioni di persone allora tendiamo a credere che questa sia la sola realtà ed agiamo su questo scenario.

Ora però è tempo di uscire da queste false credenze, come comprenderai via via che avrai più consapevolezza, che la 3° D e’ un salto di coscienza, in altre parole, nollo stato di coscienza in cui ti trovi ora, ciò che pensi sia il passato è ciò su cui poni l’attenzione ora, e quindi il tuo futuro è una proiezione del tuo passato, quindi ripeti sempre la stessa struttura o scenario del gioco e quindi fai sempre la stessa esperienza.

Quindi la 3° D è una percezione limitata, mentre se vivi la stessa esperienza sulla 4° o 5° D e via via su Dimensioni superiori sarà enormemente appagante perchè avrai aperto il tuo orizzonte.

Tutto è limitato nella 3° D e condizionato. Il concetto di Amore Incondizionato per esempio non può esistere sulla 3° D. Se sperimenti amore incondizionato e pace interiore significa che sei gia’ sulla 4° D. Comprenderai allora che cio’ che percepisci nella tua vita e’ 3° D e la maggior parte degli individui sono e stanno vivendo in 3° D. La 3° D non offre scelta, non scegliamo cosa pensare sentire o agire, quest’ultima è una preprogativa della 4° D e 5° D. Nella 3° D reagiamo in base a credenze inconscie che ci presentano delle situazioni senza poterle scegliere, cio’ rende la vita un inferno di ansia e paure, dato che non possiamo prevedere cio’ che ci accade.

La Dualità è un’altra struttura rigida della 3° D, tutto deve avere un contrario, sopra sotto, bianco e nero, buono e cattivo ecc. Il giudizio incoscio domina la 3° D, in piu’ percepiamo la 3° D essenzialmente con il cervello sinistro o logico, il cervello razionale utilizza solo il 5 – 10 % delle proprietà del cervello, che è quello che ci serve per giocare sulla 3° D, il restante 85 % del cervello rimane un mistero su come funziona e a cosa serve. In realtà l’ 85% di cio’ che non usiamo nella 3°D serve per avere l’accesso alla 4° e 5° D e alla percezione delle energie superiori. Abbiamo già in noi tutto il potenziale biochimico e energetic per avere coscienza delle energie superiori e per poter interagire con esse. Ma l’ abitudine di vivere nella 3° D ci tiene chiusi.L’ emisfero sinistro sà cio’ che sà e non sà cio’ che non sà. E continuamente riafferma

la sua percezione tenedoci dentro alla percezione nella 3° D. L’ aumento di Luce, Energia e frequenza del cambio che stiamo vivendo, sta cambiando e modificando anche il nostro cervello dandoci molte informazioni; queste meravigliose energie ci stanno preparando al salto di coscienza per percepire la 4° e la 5° D, e stanno rimuovendo le strutture limitanti della 3° D. Anche se non ce ne rendiamo conto
una nuova coscinza si stà facendo strada e spazzando via i vecchi poteri costituiti sull’ egoismo e sulla prevaricazione.

ALLORA COSA E’ LA 4 DIMENSIONE?

La regola della 4° D provvede a darci più confidenza, fiducia e coraggio rispetto alle energie della 3°D. Il tempo nella 4°D è il qui e ora, il focus è in ogni momento. I nostri corpi fisici conoscono solo il tempo presente, non conoscono il passato e il futuro, anche se possono mantenere memorie legate al dolore fisico ed emozionale. Quindi il corpo fisico non ha bisogno di adattarsi, è già nella 4° D . Quando l’ attenzione è al presente sciegliere diventa normale e possibile. Nella 4° D diventiamo osservatori delle situazioni, con senso di distacco da cio’ che ci circonda, ci interessiamo solo per informazione e possiamo quindi scegliere su come rispondere alle situazioni. Un concetto chiamato Paradosso, diventa possibile, il Paradosso significa che una situazione può essere vera ora e non più vera due minuti dopo o viceversa. Ciò significa che non operiamo più secondo schemi precisi stabiliti, ma scegliamo l’ opportunità del momento in base alla risonanza energetico – vibrazionale della situazione in quell preciso momento.

E’ interessante notare che la coscinza nella 4°D non è una dimensione definitiva e non ci servirà per molto, la 4° D serve come passo necessario ma breve per passare alla 5° D che è l’obiettivo della Terra e dei suoi abitanti. Gli Arcangeli affermano che la Terra entrerà nella 5° D nel 2015. E’ essenziale passare per l’esperienza della coscienza nella 4° D per poterci preparare alla 5° D e imparare a dominare i nostri pensieri e le nostre emozioni che sono parte del bagaglio della 3° D e che dobbiamo necessariamente lasciarci alle spalle.

CHE COSA E’ LA 5 DIMENSIONE

La 5° D funziona in modo molto differente dalla 3° e 4° D. Il tempo, nella 5° D, è istantaneo, cioe’ tutte le possibilita’ succedono simultaneamente nello stesso posto. Nella 5° D dove poniamo l’ attenzione accade! Chiedi e ti sara’ dato.

Nella 5° D non esiste lo sforzo, tutto si realizza in base al nostro focus concentrato su una frequenza vibratoria. Nella 5° D non si crea in base alla forma ma in base alla luce,a i suoni, ai colori e alle forme geometriche. Coscintemente interagiamo con il Creatore e con gli Esseri di Luce. Su queste alte frequenze la mente razionale non agisce se non marginalmente per sostenere in vita il corpo fisico.

Ritorno sul concetto che prima bisogna diventare Maestri della 4° D, come facciamo?

Come prima descritto il tempo nella 4° D è nel presente, il tempo presente ha Quattro livelli. Nel 2010 siamo passati al terzo livello, mentre ci avviciniamo alla fine del 2012 passeremo sul quarto e ultimo livello, su quel livello quando pensiamo” Voglio una mela “ essa compare nella nostra mano. Tutti si eccitano quando affermo questo concetto, ma è necessario essere Maestri delle nostre emozioni e pensieri, chi rimaniamo nella mente della 3° D che va dal passatro al presente al futuro si preoccupa, si spaventa non può fare il salto di coscienza.

La maggior parte delle persone non sono preparate a governare i propri pensieri e le proprie emozioni, tuttavia non c’è’ scelta perchè ci stiamo comunque spostando sulla 4° D e quello che succederà è che le persone non preparate al salto di coscinza impazziranno, avranno le loro paure amplificate, e non sarà piacevole per loro. Una delle ragioni per cui è stata creata la 3° D è che dovevamo padroneggiare il gioco dell’illusione della dualità, sicchè molte persone sono frustrate perchè i loro desideri non si realizzano, nonostante siamo tutti creativi, ebbene la ragione stà nel fatto che nella 3° D è stato creato un ritardo tra il pensiero e la realizzazione del desiderio, sappiate che durante il 2012 questo ritardo diventerà sempre piu’ sottile, a causa delle intense energie, per cui sarà molto piu’ facile realizzare i nostri desideri, sempre se manteniamo il focus su di essi.

Per fortuna abbiamo semplici aiuti per poter essere Maestri dei nostri pensieri ed emozioni, preparandoci a questa meravigliosa convergenza di possibilità che ci permetterà di creare consapevolmente la nsotra vita nel tempo presente delle Dimensioni Superiori.

PERMETTI AL CAMBIAMENTO DI COSCIENZA DI RIPULIRE PENSIERI ED EMOZIONI INCOSCIE NEGATIVE.

In termini semplici il cambiamento usa un’onda di energia per ripulire ciò che non siamo e un’ altra onda di energia per ricordarci cosa siamo in realtà. Il cambiamento di coscinza è intelligente e sa dove immagaziniamo abitudini inconscie ed emozioni non necessarie e la Luce e I codici energetici ci stanno pulendo tutte le forme pensiero non necessarie. Tuttavia la pulizia delle forme pensiero comporta che vengano in superficie affinche la nostra coscienza le veda e le riconosca, e di conseguenza magnetizziamo persone e situazioni che fungono da specchio perchè le possiamo vedere.

Come si fa a padroneggiare queste forme caotiche?

Permettiamo che si manifestino e rimaniamo semplicemente a guardare, con senso di distacco, sapendo che si palesano solo per essere pulite, una volta che si palesano sono anche scomparse e non ritorneranno più. Ma se le tieni e ti perdi a lamentarti e a disperarti perchè ti accade, sentendoti colpevole, allora non si ripuliranno e per te sarà un bell’ inferno perchè rimarrai incastrato.

Ricorda sempre che ciò che accade non ti appartiene, quando succede fai due respiri profondi va a fare una passeggiata, ascolta musica e mantieni i pensieri su alte vibrazioni.

COMPRENDERE LE VIBRAZIONI BASSE E ALTE DELLA 4° DIMENSIONE

Per semplificare un altro aspetto importante del cambio di coscinza, immagina che la 4° D sia in due parti, una a bassa vibrazione e una ad alta vibrazione (Non è tecnicamente vero tuttavia serve per comprendere meglio). Come si diceva prima la 3° D sparirà, vedremo ancora gli alberi, l’ erba e le automobili, ma spariranno la paura , il giudizio, il senso di colpa e la vergogna, il concetto di giusto e sbagliato; spariranno tutte queste dense energie emozionali che sono le sole a trattenerci dal vivere nelle dimensioni superiori, spariranno dalla nostra percezione.

Tuttavia tutto dipende dalla vibrazione dei tuoi pensieri, se essi saranno calibrati sulla 3° D ti ritroverai a vibrare nella 4° D bassa, o se sceglierai di pensare secondo la vibrazione nella 4° D alta. La 4° D bassa è la dimensione astrale, o spazio del sogno, che trattiene tutti i pensieri della 4° D bassa e quindi della 3° D. Comprenderai che i pensieri non spariscono dopo che sono stati creati, continuano a
vivere in forma vibratoria nello spazio o dimensione 4° D bassa con specifica vibrazione, peso, tessitura, e densità emotive. Non solo ma tendono ad aggregarsi a pensieri dello stesso tipo vibratorio, creando delle egregore o masse dense. Pensieri come dominazione, schiavitu’, Guerra, conflitto, odio, li percepiamo come pesanti, scuri e appiccicosi. Pensieri invece come i bambini che giocano, la primavera con i fiori
che si schiudono, gioia interiore, amore e bellezza, sono molto leggeri e piacevoli. Dobbiamo quindi forzare noi stessi ad uscire dall’ ambito della 3° D!

Se pronunciamo Bellezza, nel linguaggio della 4° D bassa rappresenta qualcosa o qualcuno o un oggetto bello nel senso della sua forma; se usciamo dalla 4° D bassa e viviamo intensamente la Bellezza allora siamo sulla 4° D superiore.

Vivere da Maestri della 4° D alta significa avere dei pensieri leggeri che escono dal cuore, e di vivere intensamente il pensiero di bellezza e di amore. Noterete che pensieri come “ Non sono adatto” “ non sono capace” tendono a rimanere a lungo nello spazio di coscienza della 3° D, cio’ accade perche’ i pensieri emotivi negativi sono magnetici. Mentre parole leggere come amore, luce, fiore, grazioso sono volatili e leggeri. Il magnetismo delle emozioni negative è pesante perchè queste si attaccano e amplificano con i pensieri dello stesso tipo nella 3° D e diventano pericolosi e pesanti. Noi siamo tutti perfettamente capaci di vivere la vita, di amare e di sostenerci nell’ abbondanza.

Penso che hai compreso ora quanto sia importante l’ avere sempre pensieri di amore e ad alta vibrazione. Per fortuna la seconda onda di energie servirà a pulire molti pensieri pesanti e renderà sempre più facile ancorarsi a pensieri di bellezza e di amore. La luce ci stà trasformando e con un piccolo sforzo da parte nostra renderà facile il separarsi da queste dense energie e ritrovare la nostra vera identità, rendendo sempre più difficile riconoscersi con energie basse e dense.

Cominciamo a vivere allineati al nostro cuore, perchè è questo il nostro vero essere, l’ allineamento con dimensioni della 5°, 6° e 7° D. Dobbiamo però prestare attenzione a ciò che la mente produce, il giudizio, la negazione, la vergogna, il risentimento, l’odio, diventano come zavorra, su un Pallone aerostatico, ci limitano sul dove dobbiamo andare. Ciascuno di noi è responsabile al 100 % del processo, Piu’ peso togliamo con vibrazione bassa attraverso i nostri pensieri, opere, ed emozioni e più alta sarà la vibrazione che la Madre terra potrà incorporare e più facile sarà per tutti di elevarci a Dimensioni superiori, aprire i nostri cuori, le nostre menti e la nostra coscienza. Nella 4° D superiore puoi scegliere la paura o le preoccupazioni, e lasciarle andare nella 4° D inferiore. E’ un processo naturael e spontaneo, che ci appartiene per grazia Divina di nascita. Fino a questo momento il centro della tua testa era il posto dove la tua attenzione raccoglieva i pensieri degli altri, che vivono intorno a te, ora è il tempo dove riprendi il controllo della tua vita, e ponendo l’ attenzione al momento presente puoi scegliere bellezza, capacità, amore e benessere. Vibrando in modo semplice e facile, automaticcamente ciò pulirà le emozioni e pensieri pesanti dal tuo essere. Scegli una parola graziosa ogni giorno e vivi intensamente con essa, sentila e percepiscila continuamente.

Presto diventerà una piacevole abitudine che riempirà la tua testa di vibrazioni alte. Ti allineerai con il tuo sè superiore e la tua anima che risiede nel tuo cuore, e cioè la pienezza del tuo essere IO SONO. Semplice no? Ciò richiede l’attenzione e la scelta nel tempo presente? Assolutamente!

Pensi che stando seduto a guardare e sperando, qualcosa succeda la fuori ? NO!

Un enorme flusso di luce magnetica ci stà inondando ora! Dalle Dimensioni superiori Molte persone non saranno in grado di sopportale e decideranno di uscire dai loro corpi . E molti seguiranno man mano che le vibrazioni aumenteranno . Come vedi tutti ci stiamo spostando sulla 4° e 5° D ma non tutti lo faranno con semplicità e fluidità, nello stesso tempo.

Tu, Cosa scelgli di fare?

Tante Benedizioni

Dalla traduzione di Giorgio Capuzzo dal sito http://lightworkers.org/

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02

DisperatiMai

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DISPERATI MAI di Radio24

Con questo Progetto Radio 24 dà voce agli imprenditori in difficoltà

Trea le segnalazioni di chi, tra le istituzioni e il terzo settore, dà aiuto e supporto a chi è in difficoltà c’è anche la CoCreationProEvolution Ass. Cult.

Questo è l’annuncio pubblicato il 27 Aprile 2012 su 

“La CoCreationProEvolution Ass.Cult. di Massanzago-PD,già in contatto con l’Ass.”SperanzaaLavoro” della prov. di Venezia, mette a disposizione volontariamente per le prov.del nord-est, le proprie competenze attraverso attività rivolte al sostegno degli imprenditori in difficoltà e dei loro familiari.

Tali percorsi formativi rientrano in un Progetto denominato

e si pongono l’obiettivo di:

>Accedere più facilmente alle proprie potenzialità inespresse.
>Come gestire o neutralizzare le emozioni negative.
>Definizione dei propri obiettivi e come raggiungerli.
>Cambiare le abitudini negative adottando comportamenti potenzianti.
>Come entrare in sintonia con le altre persone.
>La gestione della comunicazione efficace.
>I principi cardine della motivazione.
ed altri………

La CoCreation si adopera inoltre per creare un team di professionisti che vogliano prestare volontariamente le proprie consulenze tecnologiche, legali e fiscali a sostegno dei nostri imprenditori in difficoltà e di mettere a disposizione del Progetto “DisperatiMai” di Radio24 uno spazio all’interno del proprio portale sulla crescita personale www.ilfilodimaggy.it.
Per ogni ulteriore informazione potete contattarmi co.pro@ilfilodimaggy.it e seguire il Blog del Progetto

CoCreationProEvolution
Il Presidente
Sonia Guerra

Segui il Blog del Progetto qui

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apr
11

Feed back of Change your Life

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Feed Back

“Change your life”

24 Marzo 2012

Zelarino – Venezia

** domanda**  

Cosa ti ha spinto a partecipare a questo Seminario?

Alcune delle risposte …

  • Torno volentieri qui oggi ad assistere al nuovo appuntamento con Andrea Frittajon perchè è un ulteriore opportunità che mi viene data di Crescita ed Approfondimento di tematiche che hanno a che fare con il nostro animo, il nostro Spirito e le componenti della nostra vita quotidiana;


  • Da un pò di tempo partecipo agli incontri tenuti da Andrea Frittajon perchè, in qualche modo, cresco ed ho l’opportunità di trovarmi con altre persone che cercano di conoscersi più a fondo;


  • E’ la prima volta che partecipo agli incontri organizzati da CoCreation, la prima volta che incontro Andrea Frittajon, sono stato attirato dal titolo del Seminario, dalla tematica proposta, che mi ha incoriosito tantissimo. Lascio poi all’evolversi della giornata, non mi sono posto nè limiti iniziali nè limiti finali;


  • Mi trovo qui oggi perchè conosco questo gruppo, non è la prima volta che partecipo agli incontri di Andrea Frittajon e l’argomento di oggi mi sembra molto interessante;


  • E’ la seconda volta che partecipo a questi incontri con spirito di avventura e scoperta interiore;


  • Non è la prima volta che partecipo agli incontri organizzati da CoCreation e tenuti da Andrea Frittajon ed ogni volta mi porto a casa qualcosa in più che mi fa riflettere e mi fa crescere; per questo continuo con piacere il percorso di ricerca con Andrea


  • Seguo da molto il sito ilfidimaggy ed oggi mi trovo qui soprattutto spinta dalla curiosità della tematica;


  • Seguo le attività di Sonia e de ilfilodimaggy, oggi assisto per la prima volta all’incontro di Andra Frittajon e vediamo cosa mi porterò a casa oggi…;


  • Vengo da un paesino della provincia di Vicenza, voglio godermi questa esperienza lasciando ogni porta aperta….


  • Eì la prima volta che partecipo ai vostri incontri, sono entrato in contatto con Sonia e mi sono iscritto a questo seminario perchè sono interessato a tutto ciò che riguarda la motivazione;


  • Partecipo a questo incontro per apprendere qualcosa in più che allarghi la mia mente.


  • Vengo a questi incontri ascoltando poi come influiscono sui miei stati d’animo e anche perchè ho fiducia in Andrea e Sonia, nelle loro attività.


Mi Presento…

Mi chiamo Andrea Frittajon, ho 60 anni, nonno di 5 nipoti, ho 3 figli, è da molto che teniamo incontri sul senso della vita e sulla conoscenza interiore per meglio comprendere come siamo fatti. Il motivo per cui mi trovo qui è che voglio condividere con voi una serie di riflessioni che non sono completamente nuove ma una cosa è fare delle considerazioni a livello personale sulle proprie esperienze, altra cosa è condividerle con gli altri, fermandosi un attimo, prendendosi del tempo e cercare di vivere un pomeriggio in modo diverso, all’insegna di una riflessione collettiva. Ci porteremo a casa appunto delle nuove riflessioni sul senso della vita, su come siamo fatti e sul come possiamo rendere la nostra vita migliore o quanto meno migliorarne la sua Percezione.

 

Cosa ci siamo portati a casa…

  • Sono molto soddisfatta del lavoro fatto oggi insieme, mi sono sentita coinvolta, mi porto a casa tanti spunti, in particolare comprendo che non c’è alternativa, dobbiamo crescere..


  • Mi porto a casa la consapevolezza che sto impiegando le mie energie nella direzione ottimale verso il miglioramento personale..


  • Mi sento rigenerato, mi porto a casa una porta aperta..


  • Ho due grandi obiettivi e l’incontro di oggi mi è stato utile per andare incontro a questi..


  • Mi porto a casa maggiore chiarezza…


  • Mi porto a casa un meraviglioso pomeriggio e nuovi dati da elaborare che metabolizzerò nel tempo…


  • Mi porto a casa la consapevolezza di risorse che non pensavamo di avere…


  • Sento che la strada verso il miglioramento è ancora tortuosa per me..


  • Le informazioni che mi sono arrivate sono veramente tante e preziose, cercherò di metabolizzare pian piano.. oggi mi sono reso conto che non sono solo nel percorso di crescita personale. Sono felice di essere tra coloro che si mette in gioco, in discussione e che ha voglia di migliorarsi.


  • Mi rendo conto che dovrei essere un pò più determinato e disciplinato in questo percorso di crescita personale e che ho un grosso passo da compiere: l’Accettazione.


  • Questo incontro ha dato nuova energia al cammino già iniziato..


  • Mi porto a casa la consapevolezza che ci sono tante opportunità che spesso non riusciamo a cogliere, che possono migliorare la nostra vita.


Colgo l’occasione per ringraziare tutti i partecipanti, per i feed back che ci hanno lasciato; Andrea Frittajon per la sua preziosa conduzione e la CoCreationProEvolution per l’organizzazione dell’evento.

Maggy

www.ilfilodimaggy.it


mar
16

19 Marzo

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E’ il dipinto di Van Gogh intitolato “Primi passi
Lo trovo particolarmente espressivo della modalità delle due figure genitoriali.

La mamma protettiva, china sul figlio, forse troppo concentrata su di lui …
Il papà pronto ad accogliere lasciando che sia il figlio a impegnarsi nel percorso…
La mamma è protesa a “far star bene” il figlio, il papà lo sospinge ad “essere capace”

Caro papà!
Tuo figlio, per crescere, ha bisogno da te questo atteggiamento: pronto a ricevere, proteso ad accogliere , senza facilitare il percorso… senza sostituirti!
“Ci sono… Vieni! … Ti aspetto…Coraggio!…”
Così, si diventa significativi per i figli.
Non dimenticarlo.

Te lo auguro con tutto il cuore.
Maria Grazia Trovati -A.Ge (Associazione Genitori) – I.R.S.E.F (Istituto di Ricerche e Studi sull’Educazione e la Famiglia)

Mi associo agli auguri di Maria Grazia e invito tutte le donne, mogli e madri ad inoltrare il messaggio a tutti i Papà che conoscono….

Grazie

Sonia Maggy

apr
23

LA TERRA DENTRO

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LA TERRA “DENTRO”

terra

Ogni racconto puo’ rappresentare sia un’intera vita, sia i cicli degli stati d’animo che si alternano nella vita di tutti i giorni. I cosiddetti “alti e bassi”, dove gli “alti” sono dati da una bella notizia, da una giornata di sole, da una piacevole scoperta e dall’armonia che percepiamo in quel particolare momento. I momenti “bassi” invece sono dati dallo sconforto, dal panico, dello smarrimento etc.

Nelle fiabe l’affrontare il deserto, il bosco o la foresta, rappresenta il momento dello smarrimento e del perdersi, poiche’ questi sono i luoghi dell’inaccessibile, rispetto alle aspettative coscienti, dove regna il “come dovrebbero andare le cose secondo noi”. In questi luoghi, spesso senza un motivo apparente, perdiamo le nostre certezze e vediamo sgretolarsi le illusioni, come quando nel quotidiano ci assale un’improvvisa e apparentemente inspiegabile tristezza e malinconia.

Se nella vita questi momenti sono definiti da termini come sconforto, apatia, abbattimento, disperazione, etc., nelle fiabe essi assumono l’aspetto della paura di non riuscire piu’ a trovare l’uscita dal luogo buio, oscuro e misterioso.

Luogo dentro il quale segue anche un ritrovamento assicurato: e’ proprio nell’oscurita’ e nell’incognita della foresta che giunge un nuovo stimolo, una prova, un personaggio strano, o un’ animale, … insomma un’opportunità’ di una nuova relazione su un piano diverso, con una parte di noi, oltre alla possibilita’ di scoprire e cogliere i suggerimenti di un inedito e ritrovato alleato interiore.

Grazie alle fiabe e ai simboli, i momenti “no” possono parlarci attraverso le piccole o grandi presenze che emergono dal fitto buio della foresta e vanno incontro (o contro) all’eroe (a noi stessi) che le dobbiamo affrontare e… “ascoltare”.

Nella foresta (se vogliamo uscirne) impariamo, volenti o nolenti, a prestare attenzione a cosa ha da dirci quella particolare energia dentro di noi (spesso rappresentata da un’animale), rimasta fino a quel momento relegata e in attesa di incontrarci.

In tal modo essa puo’ dare forza al nostro eroe interno, al suo potere… e al nostro potere. Dopo questo contatto profondo, nella vita di tutti i giorni sara’ sufficiente applicare anche solo un piccolo suggerimento, di quel personaggio, oggetto o animale parlante. Cosi’ che nel fitto della boscaglia incomincia a penetrare la luce del sole. Il nostro stato d’animo cambia, si rasserena e… perche’ no, potrebbe anche rallegrarsi.

I paesaggi delle fiabe dunque sono fondamentali. Essi non sono solo un contorno, bensi’ un contenitore inesauribile di prove e di risorse che permettono all’Eroe del racconto il compimento della sua funzione nell’ambito della storia, cosi’ come nella psiche umana e nella vita.

Ogni cosa che ci circonda e ogni cosa esistente sulla Terra e’ percio’ un simbolo, in quanto catalizzatore di significati molto piu’ ampi rispetto a cio’ che sembra.

Non siamo mai soli, dunque. Come recipiente inestinguibile, la natura ci trasmette costantemente che un popolo di simboli vive dentro di noi.

Ecco perche’ LA NATURA E’ L’UNICA VERA TERAPIA. E’ l’unica effettiva artefice del mutamento: solo Lei e’ ispiratrice del nuovo. All’uomo che vuole innescare un cambiamento non resta che usare metafore.

A tutti noi non resta che usare un linguaggio simbolico.

Ogni oggetto, animale, pianta, fiore, frutto, etc… gia’ per il fatto di esistere, si esprime in tutte le sue massime possibilita’ di colori, forme, odori, suoni, senzazioni, azioni etc., che purtroppo noi esseri umani riusciamo a cogliere solo superficialmente.

Infatti un simbolo e’ come un’ incarnazione (in sintesi) di un concetto molto piu’ ampio che la psiche profonda individua immediatamente, mentre la coscienza, per comprenderlo, necessita di un’elaborazione logica piu’ capillare.

Solo il vocabolario del mondo magico e della fantasia ha la licenza e l’efficacia di far comprendere a noi esseri umani (anche se solo a livello inconscio) il sottile senso del prodigioso e del Divino, adempiendo e onorando il bisogno dell’umanita’ di condividere con i propri simili le esperienze incantate e sorprendenti della vita; affinche’ l’inspiegabile si tramuti in evidente e conoscibile, per poter far avvicinare il mistero soprannaturale al rigore dell’umano ragionamento logico.

Ogni cosa che vediamo e’ automaticamente un simbolo e se un qualche cosa ci “tocca”, vuol dire che ha bisogno di parlarci, dimostrandoci di essere ben oltre a cio’ che mostra di se.

Pertanto tutto cio’ che e’ fuori di noi e’ anche dentro di noi. Il vero e unico problema dell’essere umano e’ pensare di essere separato da cio’ che lo circonda e non rendersi realmente conto che tutto quanto puo’ essere assunto a simbolo, e pertanto essere interno ed esterno, alto e basso, macro e micro…

Tutto percio’ puo’ ispirarci e dal momento che ci influenza, evoca dentro di noi il suo stesso riflesso che risiede nell’inconscio collettivo… forse la stessa potenza e il medesimo influsso che ha alimentato nuove visioni nei nostri antenati.

Come dire che, se vediamo un albero bellissimo e maestoso e ne restiamo colpiti, dentro di noi verra’ risvegliata l’energia dell’albero e tutto il suo universo energetico e vitale.

Dunque come puoi sentirti un povero essere solo e “dimenticato da Dio”, se nella materia di cui siamo fatti ci sono tutti gli ingredienti di cio’ di cui si sono nutriti (e di cui sono fatti) i nostri antenati, i nostri padri … e quindi noi stessi?

Evocare il mondo e la natura attraverso il mondo magico dei miti e delle fiabe diventa un lavoro di profonda connessione con l’Origine, con la Fonte… con lo Spirito Supremo e col nostro Se Superiore. Evocare ci permette, come conseguenza quasi “fisiologica”, di uniformarci all’immagine stessa della Creazione, a Dio… per sentire finalmente in ogni nostra cellula quanto veramente siamo a “sua immagine e somiglianza”.

Evocare e ri-creare per ri-costruire continuamente. Poiche’ nessuno puo’ dare vita al nuovo.

Se un folletto ci facesse chiudere gli occhi per farci immaginare un qualche cosa di assolutamente nuovo, mai pensato e mai visto… questa cosa, pur stravagante e assurda che fosse, non sarebbe mai totalmente nuova, in quanto conterrebbe sempre una piccolissima forma o elemento conosciuti dalla mente umana.

Dunque non possiamo inventare niente, oltre a tutto cio’ che gia’ esiste.

Il regno della fantasia e’ fatto solo di cose gia’ conosciute. Di elementi tangibili. Unica differenza col mondo reale e’ l’interazione tra loro e l’ordine della loro apparizione: sparso e stravagante, anziche’ logico e razionale. Il nuovo assoluto e’ solo un’illusione del linguaggio.

Noi possiamo solamente ri-creare, ri-produrre, ri-allacciare, ri-collegare, ri-mescolare… secondo il detto che “Tutte le cose sono artificiali, poiche’ la natura e’ l’arte di Dio” (Thomas Brown, Dei Sogni, “Religio Medici” 1642 – Frase incisa su targa c/o il museo della bambola – Rocca Borromeo di Angera).

Se riuscissimo a rendere questa sorta di artificialita’ come un modo per onorare il mondo, riproponendolo nell’arte, nella letteratura, nella scienza, etc…. saremmo certamente consapevoli di essere figli della natura e di questa nostra cara Terra. L’artificiale sta nel ri-creare l’arte di Dio. Se lo sapessimo veramente saremmo consapelovi della nostra felicita’.

L’uomo puo’ permettersi di inventare, solo perche’ i paesaggi esteriori si ricreano nella sua psiche. Egli non avrebbe genio se non fosse costantemente ispirato dalla Natura, dall’Ambiente che lo circonda, da Animali e Piante… insomma dalla Terra nella sua interezza e globalita’.

Verso il nostro pianeta non abbiamo solo un debito materiale e fisico: gli “dobbiamo la vita”!!! Abbiamo anche e soprattutto un debito introspettivo e (solo apparentemente) immateriale.

Qualcuno ha detto che “l’uomo esplora solo cio’ che riesce ad immaginare”.

Aggiungo che “l’uomo immagina solo cio’ che esiste ed e’ reale al suo sguardo”.

Un’ umanita’ senza boschi e foreste non potrebbe immaginarle e non potrebbe ricrearle nemmeno nel luogo piu’ fantastico che ci sia: il Regno delle fiabe.

Le fiabe senza un bosco non permettono all’eroe di affrontare il buio, di scoprire nuove cose e nuove strade… di trovare alleati.

Non permettono a noi di superare il cupo e il tenebroso.

La natura nelle fiabe ci parla, e’ viva… ancora piu’ viva di quanto lo e’ nella realta’.

E’ la natura che ha sempre ispirato le fiaba e i miti. La natura come fonte suprema di mistero e di magia. Una sfida continua per l’uomo, che fin dalla notte dei tempi ha dovuto sopravvivere alle sue incognite e ai suoi aspetti incomprensibili.

Col tempo la scienza, pur scoprendone i segreti, non ha tolto nulla all’immaginario dell’umanita’. Anzi ha contribuito ad esaltare della natura, proprio il fascino di ogni suo meccanismo, quasi a rivelarci la segreta intenzione di Dio.

Noi siamo i Suoi Figli e al “Figlio della Luce e’ concesso tutto”, tranne distruggere il suo presente. Senza di esso non potra’ mai immaginare il futuro.

http://www.fiabopoli.it/La%20Terra%20dentro.htm

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PER UNA VITA SENTIMENTALE SODDISFACIENTE

Mediante il Love Coaching puoi cambiare gli schemi mentali che portano a ripetere quelle situazioni sentimentali simili fra loro e non soddisfacenti, che non portano dove tu desideri. E’ arrivato il momento di capire che la soluzione non è fuori da te ma la soluzione è dentro di te. Non fartene una colpa, tu NON hai nessuna colpa. Semplicemente è importante cambiare le dinamiche mentali inconsce che tendono a riportarti le stesse situazioni, o addirittura a riportarti ciò che temi di più. Con una nuova apertura, con una nuova fiducia in te stesso, fiducia negli altri, fiducia nelle persone, fiducia nell’ amore che puoi dare e nell’amore che puoi ricevere, che è molto di più di ciò che pensi ora. Prova ad indossare un un altro paio d’occhiali affinché tu  possa  vedere e realizzare il tuo futuro sentimentale in un modo nuovo. Ma soprattutto è importante lavorare sul tuo stato mentale. Quante volte hai svolto mansioni non tue per compiacere altre persone? Oppure ti sei trovato in situazioni che non ti piacevano solo per cercare di “guadagnarti” affetto ed approvazione da altri. Quante volte ti sei chiuso/a per evitare di soffrire ancora? E’ importante comunicare con Il tuo inconscio, capire ciò che ti aspetti e ciò che pensi di meritare e cambiare quegli stati mentali che ti limitano o ti isolano. Forse è necessario cambiare i tuoi condizionamenti inconsci limitanti ed auto-protettivi con nuovi stati mentali potenzianti di fiducia, apertura, accoglienza, accettazione ed amore. Ricorda che non esistono gli “errori” ma esistono solo le esperienze che servono per crescere ed apprendere. Per maturare e diventare più forti. Ricorda che non hai mai perso tempo, ogni istante della tua vita è stato vissuto ed è stato utile alla tua crescita come persona.

Innanzitutto prima di potere amare ed essere amato/a dobbiamo imparare ad amare noi stessi. Sembra tanto semplice, ma purtroppo la mancanza di fiducia in sé stessi, di amore per sé, di autostima e di auto-accettazione sono i mali che affliggono la nostra epoca. Lo vediamo nel momento storico che stiamo attraversando in relazione ai sentimenti e alla famiglia, nuovo per la nostra società e che non esisteva fino a solo 30 o 40 anni fa circa. Oggi le persone che a 30-40 o anche 50 anni e talvolta oltre si trovano senza una propria famiglia sono molte, e spesso dopo alcuni tentativi falliti (matrimoni, convivenze, fidanzamenti, rapporti ecc…) si trovano a vivere in solitudine fra casa e lavoro e pochi amici oppure a sentirsi in colpa nel desiderare uno svago del tutto lecito per l’essere umano. Prima di tutto è importante portare equilibrio nella propria vita e capire cosa si desidera veramente per sè stessi senza condizionamenti esterni. Le interferenze degli altri spesso purtroppo sono dannose. Appaiono come consigli detti a fin di bene, in realtà ti allontanano dal “TUO vero sentire”. E tu sei l’unica persona al mondo a sapere cosa è giusto per te. Devi solo ritornare ad ascoltarti dentro, come facevi in modo naturale quando eri bambino. E lo sai che lo sapevi fare molto bene. Era tutto spontaneo e naturale. Da bambino o da bambina sapevi cosa ti piaceva e di cosa avevi bisogno. Poi sei cresciuto/a e fra i tanti “no, non farlo, questa cosa va bene, questo non va bene, devi fare questo, non devi fare questo altro, questo non è giusto per te, è giusto questo!” hai iniziato ad imparare che era più importante ascoltare le voci fuori da te che la tua vocina interiore, la vocina che viene dal tuo cuore. Probabilmente sentivi che non potevi fare le cose che ti piacevano ma “dovevi” fare le cose che non ti piacevano e senza tante spiegazioni ti prestavi a compiere ciò che era più conveniente per la tua sopravvivenza in quel momento. E forse hai imparato a rispondere alle aspettative altrui anziché alle tue aspettative su te stesso. Forse da bambino ti è stato insegnato che l’’amore va meritato e tu hai fatto di tutto per dimostrare che lo meritavi e hai risposto alle aspettative in cambio del premio desiderato: l’affetto e l’accettazione. Nessuno ha colpa di niente. Tutti noi cerchiamo amore e lo facciamo con gli strumenti che conosciamo e che pensiamo essere giusti. Tutti gli esseri umani cercano di proteggersi dalla sofferenza e magari il prezzo da pagare è la solitudine o la difficoltà a cambiare quando una relazione non funziona. Impariamo a cambiare gli schemi mentali attraverso il LOVE COACHING e ad avere la vita sentimentale soddisfacente che desideri e che meriti di avere.

Anna De Angelis

www.buonerelazioni.it

mag
25

L’ormone della Fiducia

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L’ormone della Fiducia


Viene rilasciata durante il parto ma anche durante l’orgasmo. E perfino quando vediamo una faccia che ci ispira fiducia. Le ultime scoperte sull’ossitocina:

Lo dicono tutte le neomamme quando accolgono tra le braccia la creatura che hanno appena partorito: il dolore intenso del travaglio sembra passare all’istante, per lasciare il posto a una sensazione di intimità e di rilassamento unita a un legame profondo e a un desiderio di dedizione totale per un altro essere umano, che pure quel dolore l’aveva provocato, ma che diventa all’improvviso la persona più importante della Terra. In quel particolare momento della vita di una donna nel circolo sanguigno si registra il picco massimo di un ormone: l’ossitocina. Non è una semplice coincidenza.

Ormone di serie B?

L’ossitocina fino a pochi anni fa occupava solo qualche riga nei trattati di endocrinologia. Il suo unico ruolo sembrava essere quello di regolare le contrazioni uterine durante il parto (la parola “ossitocina” deriva dal greco e significa letteralmente “parto rapido”) e di contribuire a stimolare la produzione di latte da parte della ghiandola mammaria. Eppure un indizio evidente avrebbe dovuto invitare a non sottovalutarne troppo l’importanza: l’ossitocina è uno dei pochissimi ormoni prodotti direttamente dal cervello, e precisamente dall’ipotalamo, una regione che entra in gioco in una serie di meccanismi primordiali, come la fame, la sete e la regolazione della temperatura, e la sessualità.

Il primo passo per capire il vero ruolo giocato dall’ossitocina è venuto dall’osservazione degli altri animali. Non siamo infatti l’unica specie che stabilisce legami profondi e duraturi con la prole. L’attaccamento che mostra una mucca per il suo vitellino o una gatta per i suoi micini è assai simile a quello di una mamma umana verso un neonato. Che alla base ci sia lo stesso meccanismo biologico? Diversi studi hanno provato che è proprio l’ossitocina, rilasciata nell’organismo durante la gravidanza, il parto e l’allattamento, a innescare questo senso di accudimento: un’infusione di ossitocina a una pecora, per esempio, la spinge a riempire di amorevoli attenzioni un agnello non suo. L’ossitocina che inonda la circolazione sanguigna al momento del parto va infatti a legarsi a particolari recettori del cervello che inducono riorganizzazioni neuronali il cui risultato finale, nelle femmine della maggior parte dei mammiferi, è quello di potenziare il legame nei confronti del figlio appena nato. 
Ma non finisce qui.

Fiducia in spray

Nel 2004 l’ossitocina risveglia l’attenzione degli economisti. Il merito è degli studi di Paul Zak, direttore del centro di neuroeconomia dell’Università di Claremont, in California, che scopre una nuova proprietà dell’ormone: quando una persona ci ispira fiducia, al punto tale da indurci a prestarle denaro senza garanzie di restituzione, nel nostro sangue si alza il livello di ossitocina. “Sembra proprio che possediamo un sistema interno di guida che ci spinge a fidarci o meno degli altri” afferma lo scienziato. Quello di Zak si aggiunge a una serie di studi che mostrano chiaramente che il ruolo dell’ossitocina non si limita alla gravidanza. Viene infatti rilasciata quando una persona istintivamente ci piace (per i suoi modi di fare, per quello che dice, o semplicemente per la sua faccia), provocando, sia negli uomini che nelle donne, un senso di benessere e di gratificazione mentale che favorisce l’empatia e la socializzazione e che spinge a essere più generosi e bendisposti di quello che si è normalmente. Da ormone della gravidanza l’ossitocina viene battezzata “ormone della fiducia”. Ernst Fehr all’università di Zurigo prova a spruzzarne un po’ nel naso di alcuni volontari per verificare se diventano più disponibili ad affidare il proprio denaro ad altri. L’esperimento riesce.

Topi monogami

Ma la scoperta più interessante è un’altra, e viene ancora dall’osservazione degli animali. O meglio: di qualcosa che, fino a pochi anni fa, si è sempre ritenuto peculiare della specie umana. Si tratta di quel particolare legame che tiene unita una coppia per lungo tempo o addirittura per la vita, e che viene comunemente chiamato “amore”. Decantato da poeti, musicisti e romanzieri per secoli, è sempre stato associato a un cervello più evoluto, capace di trasformare gli istinti primordiali in nobili sentimenti. A sgonfiare gli entusiasmi ci ha pensato Larry Young, professore alla Emory University di Atlanta. Secondo il biologo americano, l’amore romantico non è affatto un’esclusiva umana: a condividere un attaccamento viscerale e profondo verso il proprio partner, al punto da giurargli fedeltà per la vita, c’è almeno un altro mammifero, diffuso in nordamerica: l’arvicola della prateria, un roditore simile al nostro topo campagnolo.

Quando due arvicole si accoppiano, mettono in atto un vero e proprio tour de force sessuale, che comprende una quindicina di accoppiamenti in un solo giorno. Dopo questa maratona d’amore i due roditori non si lasceranno mai più: il maschio arriva addirittura a cacciare le femmine in calore che lo importunano. La ragione, come è stato dimostrato, starebbe proprio nell’ossitocina liberata durante i rapporti sessuali. Iniezioni di ossitocina li inducono infatti a legarsi anche senza accoppiamenti, mentre antagonisti dell’ossitocina bloccano la nascita di un legame. Ma c’è di più: se si manipola il genoma dell normalissimo topo (uno degli animali più infedeli che ci sia) facendo iperesprimere l’ossitocina, lo si trasforma in uno specchio di fedeltà. Insomma, secondo Young quello stato emotivo persistente che porta a focalizzarsi continuamente su un altro essere umano, che induce anche a sacrificare se stessi e le proprie esigenze per la persona amata, è strettamente imparentato con l’amore materno, ed è mediato dai medesimi meccanismi ormonali.

Freud aveva ragione

Ed ecco quindi messo l’ultimo pezzo del puzzle. L’ipotesi per cui l’amore coniugale segua gli stessi meccanismi dell’amore materno spiegherebbe infatti certe caratteristiche uniche della sessualità umana. Per esempio il fatto che l’ossitocina venga ampiamente prodotta in entrambi i sessi durante i rapporti sessuali, e in particolare durante l’orgasmo. O il fatto che il desiderio sessuale femminile non sia presente solo durante il periodo della fertilità: per mantenere il legame amoroso, i due partner devono accoppiarsi molto spesso. E anche la grande valenza erotica del seno per il maschio avrebbe una ragione: attiva gli antichi sistemi dell’amore materno. La stimolazione della cervice uterina e delle mammelle durante l’atto sessuale, che riproducono la “meccanica” del parto e dell’allattamento, rinforzerebbero il legame con il partner. Si spiegherebbe anche perché l’innamoramento e l’amore romantico provochino una sorta di regressione infantile nel linguaggio e nei comportamenti. Perfino il bacio, che suggella e rinforza il nascente legame tra due persone, potrebbe ricalcare l’antico modo in cui la madre nutriva il figlio, passandogli il cibo con la bocca. Insomma, la scienza darebbe un’altra volta ragione a Freud, che ravvisava, nell’amore per un partner, la riproduzione di quel legame biunivoco di esclusività già vissuto alla nascita.

Come una droga

Ma in che modo agisce l’ossitocina nel cervello? Sembra che agisca a livello dei centri del piacere, incrementando la secrezione di dopamina. Questa induce piacere e benessere, rinforzando i comportamenti che ne favoriscono la produzione, fino a indurre talvolta forme di dipendenza. Queste aree cerebrali hanno infatti la funzione fondamentale di motivare persone e animali a cercare il cibo e il sesso, e sono anche le aree su cui agiscono droghe come la nicotina, l’eroina o la cocaina.

Anche se il suo ruolo appare oggi determinante, l’ossitocina non è tuttavia l’unico ormone implicato nell’amore. Oggi i riflettori si stanno accendendo anche sulla vasopressina, anch’essa prodotta dall’ipotalamo e finora sottovalutata (attualmente è noto soprattutto per il suo potere antidiuretico). La vasopressina sembra importante soprattutto nel maschio, contribuendo a cementare il legame con la femmina, a stimolare l’aggressione verso i potenziali rivali e a favorire l’istinto paterno, cioè la predisposizione a mantenere e nutrire i figli. Si è anche visto che nell’uomo variazioni del gene della vasopressina determinano una qualità diversa del legame di coppia: c’è una particolare variante più frequente tra gli scapoli e tra i mariti di donne che si definiscono insoddisfatte. I due ormoni ipotalamici, pur essendo prodotti in entrambi i sessi, mostrano tuttavia alcune differenze non del tutto chiare: nell’uomo il livello di vasopressina nel sangue sale anche durante la fase di attesa sessuale, oltre che, come l’ossitocina, durante l’orgasmo. Nella donna sembra che l’ossitocina sia importante sia nella fase di flirt che durante il rapporto sessuale.

Oltre a questi, restano ancora diversi misteri da svelare. Il sentimento iniziale di innamoramento, per esempio, segue probabilmente circuiti diversi. In una prima fase, infatti, più che un senso di piacevole benessere, prevale una componente euforica e ossessiva, che sembra essere mediata soprattutto da altri neurotrasmettittori, come la serotonina e la feniletilenamina, una sostanza che agisce in maniera simile all’anfetamina. Un gruppo di ricerca di Pisa, coordinato da Donatella Marazziti) ha dimostrato che nelle prime fasi gioca un ruolo fondamentale la serotonina, un neuromodulatore implicato anche nei disturbi ossessivo-compulsivi. Questa fase durerebbe solo i primi mesi, dal momento che un anno dopo i primi tumulti amorosi la concentrazione di serotonina si normalizza.

Filtri d’amore

Quel che è certo è che le nuove conoscenze hanno importanti ricadute. Se l’amore è scatenato da una strana miscela di neuropeptidi e neurotrasmettitori, potrebbe essere favorito o inibito artificialmente. Si potrebbero cioè sintetizzare farmaci allo scopo di rinforzare un legame d’amore (in Australia sono in fase di studio speciali “coadiuvanti della terapia di coppia”) oppure per diminuire un sentimento nei confronti di un ex che non ci ama più ma che non riusciamo a dimenticare. E un domani, dopo aver accumulato un certo numero di delusioni, ci si potrà forse vaccinare contro l’amore.

Qualcosa in commercio già esiste. Su internet è in vendita l’”Enhanced Liquid Trust”, uno sciroppo a base di ossitocina e feromoni che dovrebbe rinforzare la fiducia, e che ricorda il mitico filtro d’amore da sciogliere di nascosto nel bicchiere di una persona che amiamo ma che non ci degna di uno sguardo. Inoltre sono in fase di studio test genetici che potrebbero aiutarci a giudicare, recuperando il DNA della persona con cui vorremmo convolare a nozze, se il nostro futuro partner è portato per la vita di coppia o meno. Nel caso non lo fosse, si potrà sempre ricorrere a qualche “iniezione di monogamia”…

Marta Erba

tratto in parte da FOCUS EXTRA n. 38 – Che cos’è l’amore

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Il mistero del Bacio

Noi siamo ciò che pensiamo

mag
12

Il mistero del Bacio

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IL BACIO

Il mistero del bacio:

più gioia e meno stress
con ossitocina
e cortisolo


Dall`apostrofo rosa, all`ormone del benessere, della felicità e della fiducia. Se un famoso proverbio definisce il bacio “l`apostrofo rosa tra le parole t`amo”, un gruppo di psicologi statunitensi lo ha invece definito “una questione chimica”. Così, se per la saggezza popolare un bacio regala sensazioni positive perché suggella l`affetto tra due persone, per gli studiosi americani il segreto del benessere dettato dallo sfiorarsi le labbra è invece nella catena di reazioni chimiche che il bacio provoca. La ricerca, condotta da un gruppo di ricercatori del College Lafayette (Pennsilvanya) guidati da Wendy Hill, ha per la prima volta dimostrato che il bacio agisce positivamente sull`umore delle persone poiché abbassa i livelli di cortisolo – l`ormone dello stress – e alza quelli dell`ossitocina – l`ormone del benessere e della socialità.

Dal bacio un piacere “chimico”. Il piacere che deriva dal bacio, dunque, è una questione chimica, e dipende direttamente dal cervello. Come dire: lingua e labbra sono veicoli di un cambiamento che influisce direttamente sui nostri centri nervosi. La scoperta verrà presentata a Chicago all`American Association for the Advancement of Science nei prossimi giorni.

Lo studio del Lafayette College. Gli studiosi hanno per la prima volta individuato i cambiamenti nel corpo umano causati dal bacio, per capire come mai lo sfregamento delle bocche – accompagnato spesso dall`umidità della lingua che accarezza le labbra – generi una sensazione di benessere. I ricercatori hanno allora testato i livelli di cortisolo – l`ormone dello stress – e dell`ossitocina – l`ormone del benessere – in 15 coppie prima e dopo essersi baciate.

I risultati. Dai risultati è emerso che tanto negli uomini quanto nelle donne il livello di cortisolo risultava più basso dopo il bacio, con conseguente sensazione di benessere dovuta alla diminuzione dello stress per entrambi, mentre l`ossitocina, cioè l`ormone del benessere e della socialità, risultava aumentata solo negli uomini. In quest`ultimo caso la differenza tra i due sessi, spiegano i ricercatori, sarebbe dovuta al fatto che i baci sono stati scambiati, per poterne monitorare le conseguenze, in laboratorio, e di conseguenza la scenografia “poco romantica” potrebbe aver inibito le donne, generalmente più sensibili degli uomini all`atmosfera che le circonda. Non è comunque ancora del tutto chiaro come baciare possa provocare queste reazioni ormonali, spiega Hill, ma alcuni scienziati ritengono che la molla che fa scattare il meccanismo sia lo scambio di feromoni attraverso la saliva.

Come una droga? Per rimanere in tema di attività chimiche scatenate da un semplice bacio, diversi studi avrebbero anche dimostrato che i baci hanno uno stretto legame con l`attività neurologica, e che scatenano nel nostro cervello effetti simili a quelli provocati dalla cocaina, in modo positivo.

Miriam Cesta

Quanti insegnanti si trovano nella condizione di dover gestire alcune situazioni imbarazzanti, difficili, con i propri alunni e quanti genitori si sentono in difficoltà a comunicare con i docenti dei propri figli che esprimono un disagio usando atteggiamenti poco consoni all’ambiente scolastico.
Vi propongo ora il seguente documento che ci offre appunto delle riflessioni sugli atteggiamenti da evitare in situazioni di disagio dei ragazzi, tenendo presente che in ogni caso i ragazzi vogliono esprimere e comunicarci qualcosa, sta a noi insegnanti e genitori ascoltare e cogliere il messaggio andando oltre all’immediata parte esteriore dell’atteggiamento adottato dall’alunno in un determinato frangente.
Una volta compreso il messaggio, si valuta come procedere…..

Sonia Maggy

Riflessioni sulla relazione Docenti – Studenti

Alcuni esempi di relazioni disfunzionali che possono creare delle

barriere nella comunicazione docente-studente”.

SITUAZIONE

Carlo, un ragazzo di 13 anni di seconda media , giunge in classe, un giorno con un paio di occhiali da sole. Seduto in prima fila sfoggia i suoi occhiali da sole, dopo aver deposto quelli da vista. L’insegnante di lettere, arrivato in classe, dopo aver controllato i presenti, invita il ragazzo a mettere via gli occhiali da sole e a riprendere quelli da vista per leggere un testo ad alta voce. Carlo non ha nessuna intenzione di mettere via gli occhiali da sole, così l’insegnante inizia ad irritarsi e ad assumere atteggiamenti impositivi. Insomma inizia una specie di braccio di ferro tra docente ed alunno, in cui nessuno dei due intende smettere, strutturando in questo modo il rapporto persecutore-vittima.

STILE INTOLLERANTE E DESPOSTA

Si determina quando l’insegnante dinanzi ad un allievo che lo sfida o che insiste sul suo comportamento disfunzionale , reagisce immediatamente in modo dispotico e impaziente.

Nel caso riportato potrebbe urlare frasi del tipo, “come ti permetti”, “dove credi di essere”, “maleducato”, “vai dal preside”, “ fuori , vai fuori.” L’insegnante si avvale della critica, del rimprovero, della sospensione. Questo atteggiamento intransigente può presentare dei vantaggi immediati, infatti è facile che l’allievo ceda e metta da parte gli occhiali, mostri rispetto per l’autorità, tuttavia l’insegnante-educatore non può accontentarsi dell’adattamento superficiali e della compiacenza, ciò non incide sull’interiorità del discente ed è di breve durata.

STILE POLEMICO E LITIGIOSO

In questo caso l’insegnante potrebbe attaccare l’allievo e deriderlo agli occhi dei compagni.
“Togli quegli occhiali così lasci vedere la tua bella faccia”.
Questo atteggiamento è rischioso in quanto può innescare dinamiche distruttive.
Allievo: ma professoressa, perché ce l’ha sempre con me.
Insegnante. Perché tu sei bello.
Allievo: professoressa, ma quale bello, io non la toccherei neanche con un bastone lungo 3 mt.
A questo punto l’insegnante sorrise e scrisse una nota sul registro , chiedendo che l’allievo fosse sospeso per 3 giorni.
Il tipo di interazione è semiludica e quasi umoristica. La modalità seguita dal docente è quella dell’ attaccabrighe, che induce l’allievo a rispondere sullo stesso piano e a dimenticare che sta interagendo pur sempre con il suo docente.

STILE TIMOROSO

Un altro possibile atteggiamento dinanzi all’allievo dell’esempio, è quello di chi subisce tollerando pazientemente .Spesso gli alunni la interpretano come un permesso a persistere nel comportamento distruttivo. L’atteggiamento da martire , timido, trasmette l’idea di un docente che lascia correre e che permette agli allievi di abusare della sua pazienza.

STILE CALCOLATORE

E’ lo stile di chi ricorre ad un atteggiamento logico, razionale, preciso , freddo.

Esternamente il docente apparirà impassibile, dimostrerà calma e padronanza di sé, controllerà i suoi sentimenti e non si farà coinvolgere emotivamente, ma cercherà di discutere con l’allievo per farlo ragionare sul suo comportamento.

INTERVENTI COMUNEMENTE IMPIEGATI PER GESTIRE

RELAZIONI CONFLITTUALI

Verranno esaminate alcune strategie comuni adottate in classe per gestire le situazioni educative complesse : ignorare, sopportare in silenzio, critica, predica, rimprovero, punizione , sospensione.

Sebbene non soddisfino gli insegnanti e si rivelino sostanzialmente improduttive, risultano largamente impiegate in classe.

IGNORARE, SOPPORTARE IN SILENZIO

Dinanzi ad una situazione di disagio in classe (es. , risata svalutante, allievo che sbatte la porta in modo provocatorio ecc.), L’insegnante può ignorare quanto sta avvenendo , preoccupandosi di continuare il lavoro, per non “rinforzare” il comportamento problematico. Non è detto che i risultati siano soddisfacenti, infatti Montuschi sottolinea che nel linguaggio educativo ciò che non è esplicitamente vietato rischia di essere autorizzato. A volte il comportamento problematico dell’allievo può essere una richiesta di attenzioni, per cui il fatto di ignorarlo induce l’allievo a persistere .

LA PREDICA

E’ uno degli interventi più usati , dianzi all’allievo che non studia, a quello che disturba. Si tratta di un intervento genitoriale volto a impartire regole e istruzioni. Montuschi mette in guardia dal rischio derivante dall’uso della predica all’intera classe, essa rischia di diventare più uno sfogo dell’educatore che un dialogo diretto a delle persone, in quanto l’anonimato fa sentire al riparo i singoli. La predica , sia che venga rivolta alla classe o al singolo, risulta poco efficace , perché invita ad un adattamento e non ad un cambiamento.

CRITICA E RIMPROVERO

La critica, il rimprovero , il richiamo diretto non sono interventi efficaci, perché si basano sull’addestramento dell’allievo e producono cambiamenti compiacenti provvisori e precari.

C’è poi il rischio che l’allievo organizzi le mosse successive di rivincita. Secondo Montuschi può anche essere che sentimento spiacevole derivante dalla critica provochi nell’alunno un ripensamento , ma può essere solo un modo per evitare la critica piuttosto che cambiare il suo comportamento.

PUNIZIONE

Ancora assai diffusa, anche se non necessariamente sotto forma di punizione fisica. Essendo un intervento volto a cancellare il disturbo, può portare a vantaggi tangibili: riprendere il lavoro interrotto, catturare l’attenzione, ripristinare il silenzio ecc.

Essa non si fonda sulla comprensione della situazione problematica e non interviene sul problema, per cui è un intervento banale, ripetitivo e poco efficace dal punto di vista educativo.

LA SOSPENSIONE

Si ricorre alla sospensione di solito per motivi di condotta, essa non risulta efficace come strategia di intervento, è improduttiva , non risolve il problema e interviene sulla manifestazione esterna del disagio. Oltre che banale, la sospensione ha la valenza di rinuncia a gestire la situazione da parte dell’insegnante e della scuola. Si di un intervento che equivale a gettare la spugna, a fuggire al problema, rinunciando a rispondere ai bisogni di un alunno attraverso interventi particolarmente qualificati.

Da quanto esaminato si comprende come tutti questi interventi siano inutili dal punto di vista educativo e sebbene il problema immediato a volte sembri risolto, il problema reale, sotteso non è nemmeno sfiorato. Si corre il rischio che a lungo andare l’allievo possa sentirsi indirettamene invitato a lasciare la scuola .

Le strategie improduttive prese in esame hanno una caratteristica in comune, si basano sull’aspetto esterno ed evidente del disagio con l’aspettativa che sparisca. di . Il rischio è quello considerare e di trattare la manifestazione del disagio come se fosse il disagio stesso ed intervenire per cancellarlo ed eliminarla. Bisogna studiare i sintomi per formulare una diagnosi , risalendo alle cause soggiacenti. Finchè non si comprenderà e agirà sul meccanismo che alimenta il sintomo esterno, gli interventi del docente potranno solo contenere temporaneamente il disagio. Alcuni disagi peggiorano assai se non vengono gestiti nei tempi e nei modi opportuni.

Xodo Antonella

Riferimenti bibliografici
G. Amenta , Gestire il disagio a scuola , da Scuola e Didattica, La Scuola , Brescia 2002
Montuschi: F. Competenza affettiva e apprendimento . Dalla alfabetizzazione affettiva alla pedagogia speciale, Brescia , La Scuola 1993
Di Pietro M. 1999, l’ABC delle mie emozioni, Trento,EricKson
Berne 1971, Analisi transazionale e psicoterapia , Roma , Astrolabio

Lettura consigliata:

Adesso Basta. Ascoltami!
Educare i ragazzi al rispetto delle regole

Dettagli
Prima che educatori il passo è riconoscersi maestri di vita impegnati a dar supporto alle nuove generazioni. Di fronte alla disobbedienza il punto non è aggirare le regole ma la comprensione del motivo per il quale non si ottiene obbedienza, l’ascolto disinteressato.

* Autore: Francesco Berto
* Editore: Edizioni la Meridiana
* Data pubblicazione: Marzo 2004
* Tipo: Libro
* Pagine: 119
* Formato: 21×25
* Stato: Disponibile in pronta consegna
* Categorie: Comunicazione, Guide per genitori ed educatori, Psicologia e salute, Salute dei bambini

mag
08

Aiutare Veramente

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Molti si preoccupano del mondo, aggravandone così la condizione. L’umanità ha bisogno di soluzioni, non di ulteriori preoccupazioni. Occuparsene con qualità rigenera il genere umano, preoccuparsene lo degenera. Chi conosce le soluzioni si occupa, non si preoccupa.
Preoccuparsi è facile, bisogna soltanto continuare a essere ciò che si è.
Occuparsi è difficile, bisogna migliorare se stessi, accrescere la consapevolezza, aumentare la qualità di emozioni e pensieri, liberarsi dai meccanismi controproducenti.
Aiutare veramente è semplice e facile. Non esige alcuno sforzo. La mente pienamente consapevole non può fare a meno di essere d’aiuto all’umanità, poiché è Amore è aiuto, anche se può sembrare non porgerne alcuno.
Il problema dell’umanità è la superficialità. La soluzione è operare in profondità, dall’intimità dell’essere. Dal regno dell’Amore. Può farlo solamente, lo fa costantemente, chi ha dissolto in sé ogni diversità tra superficiale e profondo, trasformandosi integralmente in ciò di cui l’umanità ha più bisogno: Pace-Amore.
Le parole non possono veramente risolvere i problemi del mondo. Sono esse stesse una ragione dei problemi e del mondo. Il sapere comunicato con qualità può aiutare l’umanità, ma la soluzione vera è la conoscenza esente da pensieri. Non si può esprimerla con le parole. Si può soltanto emanarla, quando la si è integralmente, non si può fare a meno di irradiarla costantemente.

Tratto da Realtà e Amore di Andrea Pangos

http://www.andreapangos.it/Libro_spiritualita_opera_spirituale.html


Cari amici

Oggi Leo Babauta, uno dei migliori blogger “zen” è sbarcato in Italia con uno dei suoi ottimi lavori!

Ci hanno pensato gli amici di I Feel Good a tradurre il suo ottimo ebook

“Zen to Done – Organizzati la vita!”

Leo ti guida alla scoperta dei principi che ti permettono di GESTIRE IL TEMPO
al meglio, dando la giusta priorità alle cose importanti e portando a termine
tutti i compiti che ti prefiggi!

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Scopri di cosa si tratta cliccando sull’immagine qui sotto:

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L’ebook di Leo Babauta è completamente in italiano, costa MENO DI 10 EURO
e in più, acquistandolo, avrai la possibilità di GUADAGNARE da subito
rivendendolo ai tuoi contatti, con una commissione del… 100%!

Credo fermamente nel lavoro di Leo Babauta e
lo reputo un autore straordinario, ho scaricato l’Ebook
e sto mettendo in pratica i suoi preziosi consigli con ottimi risultati !

Tutti i dettagli sono qui:

Quando lo leggerai capirai, già dalle prime pagine, che sarà semplice, immediato
e soprattutto entusiasmante riuscire a mettere in pratica i consigli di Leo Babauta.

Troverai in questo ebook anche note aggiuntive, illustrazioni e
consigli pratici originali, oltre alla sezione esclusiva “Vitagenda
con tutti i segreti di un’Agenda Planner favolosa per organizzare
i tuoi spazi di lavoro e di piacere senza dover rinunciare a nulla.

A questo punto non mi resta che augurarti Buona Lettura e a presto!

Sonia Maggy

Categories : Libri, Sapevi che..., Tutti
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set
02

SOS mamme

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SOS mamme, stress sotto controllo!

Figli, famiglia, lavoro, casa: le mamme di oggi hanno troppi impegni da gestire da sole e troppo poco tempo. I consigli della psicoterapeuta per fare (quasi) tutto e tenere a bada lo stress.

SOS mamme stressate! La società nella quale viviamo ci chiede di essere donne, mamme, lavoratrici, compagne, ‘manager’ del nostro menage famigliare, e sempre al top della perfezione. Ma come si fa? Il tempo è poco, il più delle volte ci ritroviamo sole a gestire tutti gli impegni e lo stress è sempre alle porte!

Ecco alcuni ‘consigli di sopravvivenza’ della psicoterapeuta Anna Salvo, docente di psicologia dinamica dell’Università degli studi della Calabria e autrice di numerosi libri su tematiche psicologiche femminili, come “Depressione e sentimenti”, “Madri e figlie”, editi da Mondadori.

LE SETTE REGOLE D’ORO ANTI-STRESS

- La perfezione non esiste!
Spazziamo via una volta per tutte il mito che una madre debba essere sempre perfetta. “È una sorta di ‘virus’ che si è diffuso nel mondo occidentale quello che la mamma debba essere sempre al top delle sue performances e non si possa concedere neanche uno scatto” esordisce Anna Salvo.

“Impariamo invece ad essere sufficientemente adeguate, disponibili, efficienti e finalmente in pace con noi stesse, perché le corse verso una perfezione irraggiungibile generano solo ansie e stress, che si ritorcono automaticamente contro di noi! È nelle commedie americane o in certi spot pubblicitari che tutti sono sempre sorridenti, pacati, disponibili, ma la realtà è fatta di persone con le loro debolezze, a volte sorridenti e serene, a volte prese dai loro pensieri o arrabbiate, e se per una volta abbiamo uno scatto di nervi con il nostro bambino non per questo dobbiamo sentirci delle mamme scellerate.

Accettiamo l’imperfezione come una cosa normale e positiva: immaginate quanto sarebbe insopportabile un genitore perfetto”?

- Impara a chiedere aiuto
Un altro mito di noi donne è quello dell’onnipotenza infallibile: a volte pensiamo di poter fare tutto da sole e di non aver bisogno degli altri. È vero, come accudiamo noi nostro figlio non lo sa fare nessuno, nessuno sa meglio di noi come mettere in ordine la casa e dove riporre ogni cosa, nessuno sa cosa e come comprare al supermercato, ma se ne abbiamo la possibilità, approfittiamo pure dell’aiuto della mamma, di una vicina di casa, di una tata o di una donna delle pulizie, che ci aiutino col bebè o nelle faccende domestiche. E quando è disponibile, deleghiamo qualche incombenza pratica anche al papà!

- Possessiva, no grazie
Confessiamolo: uno dei motivi principali per qui non vogliamo delegare l’accudimento del bambino ad altre persone è la nostra possessività. “Bisogna scrollarsela di dosso” consiglia la psicoterapeuta: “Il bambino non è una cosa nostra, ma si può affidare tranquillamente ad altri senza che ce lo ‘rovinino’. La nonna gli dà sempre le caramelle? Per quelle poche volte che capita non gli faranno certo del male!

All’asilo non lo lavano come faremmo noi? Pazienza, rimedieremo quando tornerà a casa!” Altro timore: quello che, stando spesso con altre figure, possa alla lunga affezionarsi a loro di più che a noi. “Mettiamoci l’animo in pace” prosegue Anna Salvo: “la mamma occuperà sempre un posto privilegiato, che si è costruito e consolidato sin dai primi mesi di vita e che nessuno le potrà togliere mai!

Insomma, se una volta tanto vogliamo concederci una giornata di evasione, per andare al cinema, a fare shopping o incontrare un’amica, lasciamo pure il pargolo dai nonni o dalla tata, senza sensi di colpa!

Teniamo presente che fino ad alcuni decenni fa nelle famiglie borghesi i bambini venivano allevati dalle tate e incontravano i genitori solo un paio di volte al giorno: era un eccesso, certo, ma oggi forse stiamo eccedendo nel senso opposto!

Infine, può essere difficile per noi da ammettere, ma spesso i bambini, anche se lontani da noi, si divertono e non vivono solo e sempre nell’attesa che la mamma ritorni!”

- Sul lavoro devi darti delle priorità
Se abbiamo un bambino di pochi mesi sarà ben difficile che riusciremo ad assolvere agli impegni di lavoro con la stessa serietà di prima. “Se abbiamo un lavoro autonomo, creiamoci delle priorità e rimandiamo le cose più impegnative a un altro momento, senza pensare che in questo modo ‘perdiamo il treno’” evidenzia Anna Salvo.

“Nella nostra società è diventata predominante l’idea dell’ora o mai più. Invece dobbiamo pensare che il nostro ‘ora’ è invaso dalla presenza importante del nostro bambino: il resto può attendere”.

- Coltiva la vita di coppia
Teniamo presente che un figlio non rappresenta per il padre lo stesso oggetto d’amore che rappresenta per la mamma. Anzi, il padre si aspetta di essere riconosciuto lui stesso come oggetto d’amore. Per quando inebriante sia il rapporto mamma-bambino, allora, non si può pretendere che gli unici discorsi tra moglie e marito siano incentrati su quel che ha mangiato il bambino, quante volte si è sporcato o i progressi che ha fatto durante il giorno.

“Ci vuole una distribuzione equa di attenzioni” dice l’esperta; “ricordiamoci che abbiamo scelto quell’uomo come compagno di viaggio, un viaggio che non si può interrompere adesso che il bebè è piccolo per poi essere ripreso quando diventerà grande”.

Il segreto per coltivare il rapporto di coppia? Condividere gli impegni e ritagliarsi ogni volta che si può dei momenti tutti per sé.

- Non prendere tutto come un attacco personale
Man mano che il bambino cresce, acquisisce un suo mondo interiore, che non è necessariamente legato a noi. Se a volte non ha fame o se fa i capricci, non pensiamo che ‘ce l’ha con noi’. Le mamme sono portate a colpevolizzarsi facilmente e a pensare sempre di aver sbagliato qualcosa.

“Togliamoci colpe che non abbiamo e cerchiamo piuttosto di capire che cosa in quel momento disturba il nostro bambino” suggerisce la Salvo: “e questo potremo farlo solo mantenendoci serene. Oltretutto i bambini hanno delle antenne formidabili e captano subito se la mamma ha un cambio di umore o una tensione ed ecco che diventano ancor più capricciosi ed irritabili. È un giro vizioso che si può interrompere, ma non dobbiamo attenderci che sia lui a farlo: tocca a noi”.

- Concedi al bambino spazi di puro ozio

A volte le mamme si stressano perché nel pomeriggio devono districarsi fra le varie attività extrascolastiche del bambino: dal corso di inglese alla piscina, dalle lezioni di piano alla pallavolo. Ebbene, leviamoci dalla testa l’idea che il bambino debba essere intrattenuto sempre con qualche attività, ‘altrimenti si annoia’. Leggi anche Lo sport fa bene ai bambini

È giusto che ai bambini sia concessa anche l’esperienza dell’ozio – in cui restano sdraiati a guardare il soffitto, sognano ad occhi aperti, seguono le loro fantasie – e l’esperienza del gioco libero, magari in compagnia del loro amichetto del cuore. Se ne gioverà lui ma ne trarremo giovamento anche noi mamme, che magari riusciremo a dedicarci un po’ a noi stesse!

In conclusione … “Le mamme si portano addosso un bagaglio troppo pesante di ‘istruzioni per l’uso’ e principi di prestazione: intorno a noi c’è un ciarpame di indicazioni, regole, divieti che può annientare la nostra spontaneità e il nostro istinto materno. Il bambino non è un ‘prodotto’ che deve venire benissimo: lasciamolo e lasciamoci vivere!” conclude Anna Salvo.

http://www.nostrofiglio.it/il-bebe/9-12-mesi/SOS-mamme-stress-sotto-controllo.html

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Essere Genitori

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11

Donne verso l’emancipazione

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La corsa a ostacoli delle donne verso l’emancipazione


I giornali non passa giorno che non abbiano titoli allarmanti e riportino notizie negative, scandali, drammi e abusi di ogni tipo, costringendoci ogni volta a meravigliarci di tanta miseria e a interrogarci sul senso del concetto di “società civile”. Di fronte ai tremendi delitti che hanno occupato le cronache delle ultime settimane, non possiamo non rimanere confusi. Mi riferisco ai recenti fatti di cronaca che hanno come oggetto le violenze sulle donne. Non è certo questa la sede per tentare analisi criminologiche o sociologiche, ma mi sento in dovere di fare alcune brevi considerazioni sul ruolo della donna oggi e di proporre un’alternativa positiva.

Ci poniamo domande sul perché di tanta efferatezza, che cosa spinga a infierire così brutalmente. “Un uomo tranquillo” dicono i vicini; “Un ragazzo senza grilli per la testa” raccontano i giornali; “Una persona perbene” per la televisione. Dai fatti emerge una costante: la presenza, in molti, di una visione distorta del rapporto uomo-donna deriva spesso da un modello culturale superato, che porta alla disperazione e all’abbandono della ragione e dell’etica. Al di là dei motivi individuali che spingono a tali episodi, forse allora dobbiamo interrogarci sul terreno culturale in cui maturano certe situazioni e, in generale, sui modelli sociali che ci pervadono.

L’immagine della donna come “oggetto” è ancora oggi molto diffusa; significati e rappresentazioni che trasmettono l’idea del “possesso” tendono gradualmente a comporsi in un “sentire comune”, che a sua volta può costituire l’ambiente culturale favorevole allo sviluppo di comportamenti quantomeno discriminatori. Il rafforzamento di una mentalità di questo tipo può alterare la scala dei valori etici e cancellare il confine fra libertà individuale e volontà altrui, col rischio di sfociare in episodi anche gravi. Così non funziona. Occorre ribaltare questo modello e riappropriarci del concetto di “società civile” come comunità che si prende cura dei propri membri senza discriminazioni e a ciascuno garantisce pari opportunità per realizzarsi come persona, garantendone la dignità. Per esempio, il lavoro ha come obiettivo primario quello di aumentare il livello di benessere degli individui, inteso anche come soddisfazione personale, e della società in generale; ma, in questo contesto, la difesa del lavoro fa parte di una cultura del rispetto che è anche un modo per garantire l’emancipazione della donna come soggetto sociale.

E qui vengo al secondo punto. Nel nostro piccolo, all’IZSVe, abbiamo cercato di proporre questo modello, tanto “normale” per noi quanto così frequentemente disatteso in altre realtà. Le donne in Istituto sono i due terzi degli occupati e hanno ruoli altrettanto importanti di quelli dei colleghi uomini. Sarebbe sorprendente se così non fosse! È una fortuna avere donne con un così alto livello di professionalità in tutti i settori dell’Istituto, nei laboratori come negli uffici; molte di queste sono anche madri, molte addirittura riescono a coltivare altri interessi personali con grande profitto. Donne che lavorano con straordinaria dedizione, che si fanno carico della famiglia, che riescono anche a trovare il tempo per dedicarsi ad altre passioni.

Valorizzare questa risorsa, anche partendo dal lavoro, significa riconoscere l’autonomia e l’indipendenza sociale di una “categoria” cui spesso vengono imposti un carico e una responsabilità sociale troppo grandi. La nostra filosofia è questa, vogliamo proteggere questo “capitale prezioso” attraverso strumenti in grado di conciliare i tempi della professione e quelli della famiglia.

La tutela dei diritti della lavoratrice e l’accesso alle pari opportunità non salvano la donna dalle violenze, ma senz’altro è una tappa significativa di quel cambiamento culturale che vede la donna come “soggetto” libero e non come “oggetto” di libertà altrui. In fondo, se il termine “emancipare” altro non significa che “liberare dal dominio”, anche il lavoro contribuisce a quel lungo processo di liberazione sociale della donna, cominciato a metà dell’Ottocento, ma che ancora oggi incontra straordinarie resistenze culturali.

Il direttore generale Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie
Igino Andrighetto

http://www.izsvenezie.it


LETTURE CONSIGLIATE

dic
22

Unisciti a noi

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Unisciti a noi.

Costruiamo una scuola per i bimbi

della Guinea Bissau

Projecto de Construção de Unidade Escolar a  Pessaque

REPÚBLICA DA Guiné-bissau

Ogni bambino – in qualsiasi luogo del mondo nasca – ha diritto a un’infanzia felice e ad un’istruzione completa. Noi tutti possiamo fare qualcosa.

Il sostegno all’istruzione, anche per questi bimbi, è un atto di solidarietà concreta che ha un impatto reale sulla vita di ogni bambino. Grazie al contributo di tutti possiamo garantire loro un adeguato ambiente di studio, facilmente raggiungibile da tutte le famiglie che al momento sono costrette a percorrere lunghe distanze per raggiungere la scuola più vicina con un’evidente dispendio di energia e motivazione allo studio.

Tale iniziativa consente una sensibile riduzione dell’analfabetismo garantendo quell’educazione che, come prevista dall’UNESCO, è diritto fondamentale dell’essere umano.

Nel rispetto dell’impegno di tutti i sostenitori

Associazione Culturale 

in collaborazione con il portale  www.ilfilodimaggy.it si impegna a garantire una completa trasparenza sulla gestione delle donazioni.

Aderisci ora

Per maggiori informazioni vedi i dettagli del Progetto

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22

Projecto Guiné-bissau

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Associazione Culturale

REPÚBLICA DA  Guiné-bissau

Projecto de Construção de Unidade Escolar a  Pessaque

Introduzione

VILLAGGIO DI PESSAQUE

1. Ubicazione — Settore Autonomo di Bissau (capitale della Guinea) Ubicazione rispetto alla città (distanza) – 9 km

2. Popolazione: 15000 abitanti delle quali:uomini  4350, donne 7000,  bambini 9200

3. Attività: Agricoltura,  Pesca e produzione di olio di palma

4. Descrizione del luogo della Costruzione : Il villaggio di Pessaque, situato a 9km dalla città (Capitale) è popolato da 20550 abitanti, di cui 4350 uomini, 7000 donne  e 9200 bambini.  E’ una comunità di contadini originari dell’interno del Paese che si sono spostati per cercare migliori condizioni di sopravvivenza. Pratica l’agricoltura come attività principale integrandola con la pesca e la produzione di olio di palma, l’estrazione del sale, l’allevamento di bestiame.   La mancanza di sostegno di varia natura, é uno degli aspetti che influenza la situazione di questa umile popolazione.  Mancano le infrastrutture sociali tra le quali le scuole e il tasso di analfabetismo raggiunge l’85%. La popolazione del villaggio di  Pessaque, affronta difficoltà di vario genere che soffocano notevolmente il suo sviluppo quotidiano, tra i vari problemi, figura quello della mancanza di infrastrutture sociali tra cui la Scuola per l’istruzione dei minori. Il villaggio si trova a  9 km dalla città di Bissau, che malgrado il numero elevato di abitanti possiede un’unica scuola, e alcune baracche costruite con materiali locali (quirintins)  dove trovano ospitalità solo gli alunni del 1ª al 6ª livello con aule che mancano anche dei banchi.

Queste aule non sono sufficienti ad ospitare la maggior parte dei bambini del villaggio che devono frequentare i livelli di istruzione dal 7° all’11°, sono quindi obbligati ad affrontare ogni giorno un lungo cammino per coprire la distanza che separa la popolazione fino alla scuola.  Una buona parte di questi alunni finisce per desistere tra il 2° ed il 3° livello perdendo così l’anno scolastico.  Questa situazione promuove condizioni che danno per risultato aspetti come:

  • Perdita da parte dei genitori della volontà di offrire le risorse per l’acquisto dei materiali didattici per i figli negli anni seguenti ;
  • Demotivazione nei bambini in età scolare a partecipare al processo educativo
  • Aumento o crescita costante del tasso di analfabetismo.
  • Riduzione della partecipazione dei residenti nei vari eventi dello sviluppo;
  • Fuga dei giovani alla ricerca di luoghi ove possano affrontare la scuola, ovvero esodo dalle campagne che riduce la partecipazione produttiva locale con successivo indebolimento del volume della produzione.

5. Durata del Progetto –  Dall’arrivo dei fondi  mesi 6.

6. Beneficiari

  • Popolazione residente nel villaggio di Pessaque per un totale di 20550 abitanti  e i villagi
  • Quartiere Militare, Djolo , Bra, Plak1 con una popolazione di più di  36000 abitanti.

6. Costi Acquisto dei materiali da costruzione; Pagamento di manodopera specializzata; Costo del trasporto dei materiali; Acquisizione di banchi.

  • Costo progetto 14.500 euro
  • Valorizzazione e lavoro locale 4500 euro
  • Fondi già ricevuti da un benefattore Italiano : 5000 euro

  • Quota mancante : 5000 euro

8. Bozza di Progetto – Costruzione di 1, Padiglione con  3 aule, 1sala professori  e 1 ufficio del Direttore,possibilità in funzione del finanziamento di acqua e luce (pannelli solari)

9. Obiettivo del Progetto In termini specifici il progetto presenta i seguenti obiettivi

  • Garantire il funzionamento adeguato delle classi per tutti  i bambini
  • Proporzionare e ridurre il tasso di analfabetismo;
  • Contribuire alla messa in atto della convenzione delle Nazioni Unite sul diritto all’istruzione dei bambini;
  • Contribuire alla formazione di persone nuove per il futuro;
  • Ridurre la fuga dei giovani in cerca di buone scuole;
  • Coinvolgere buona parte dei residenti nel percorso di “salvezza” tramite lo scambio reciproco di azioni.

10. Azioni

  • Sostegno alla popolazione di Pessaque per lo sviluppo dell’istruzione nel villaggio
  • Fornitura di risorse per l’acquisizione di materiali da costruzione e attrezzature;
  • Costruzione della scuola e delle sue attrezzature;
  • Coivolgimento della comunità locale nel processo di gestione della scuola (Cura/manutenzione)
  • Organizzazione di un comitato di gestione.
  • Raggiungimento di un accordo con il Ministero dell’Educazione.

11. Attività

  • Confezionamento di mattoni e laterizi per la costruzione della scuola;
  • Innalzamento di pareti  (edificazione della scuola);
  • Acquisto e trasporto di materiali, lamiere, porte finestre, serrature, chiusure, calce e colorante;
  • Armatura di legno e copertura
  • Sensibilizzazione della popolazione affinché i bambini matricole di entrambi i sessi partecipino al programma di alfabetizzazione funzionale.

12. Risultati Attesi

  • Disponibilità di unità scolastica con 3 aule e lavagne;
  • Disponibilità di venti banchi per ogni aula  (60 banchi / 3 aule) e altre attrezzature;
  • Frequenza o uso adeguato della scuola;
  • Coinvolgimento di almeno 80% dei bambini in età scolare e giovani in questa scuola.
  • Possibilità di attrezzare la scuola con luce e acqua

13. Risorse  locali

  • Risorse Umane

La comunità é formata da persone dinamiche interessate all’attuazione del progetto. Così si ritiene che tutta la popolazione residente si renderà disponibile per effettuare la gestione delle risorse.  Vi sono tecnici edili nelvillaggio, in grado di eseguire i lavori tecnici dell’opera (Muratore / Carpentiere).

  • Risorse Materiali

Materiali locali disponbili nelquadro delcontributo locale, precisamente, acqua, secchi, sabbia, pietre e ghiaia.. I materiali al di fuori della portata della comunità sono inclusi nell’insieme delle richieste. 14. Organizzazione

  • Coordinamento

o    Parrocchia Fr Renato Chiomento

  • Comunità Locale

I residenti (i Padri e gli incaricati dell’Istruzione), senza escludere elementi dell’Associazione, dovranno mettere a disposizione i materiali locali necessari per l’esecuzione dell’Opera (Progetto), così come daranno il loro supporto alla manodopera.  La manutenzione ordinaria dell’edificio sarà sotto la responsabilità dei beneficiari in vista della messa a disposizione e della sua sostenibilità.

  • Comitato di gestione composto dai seguenti organi

o    Un Presidente (scelto dalla Parrocchia)

o    Un Segretario

o   Un responsabile del Patrimonio

*** Contattaci qui co.pro@ilfilodimaggy.it oppure itacanelsole@libero.it ti invieremo tutti i dettagli per effettuare una donazione

Presentazione Attività

Domenica 17 Luglio 2011

dalle 9,00 alle 12.30


“per il SINGOLO, la FAMIGLIA,

i GRUPPI, la COMUNITA“

 

dove?

 

Massanzago – Padova

in occasione della Sagra del Melone

in Villa Baglioni – Via Roma 59

Clicca e visualizza il  Video Presentazione CoCreationProEvolution

 

LABORATORI di Dialoghi Familiari

Dott.ssa Clementina Tassone

Psicologa – Psicoterapeuta – Esperta in Educazione di Ambito Familiare

Verso una nuova umanità: Come migliorare nell’impegnativa missione dell’Essere Genitore, condividendo esperienze a confronto, strategie e nuovi approci in favore di relazioni familiari efficaci e felici.

Per la prossima stagione proponiamo i seguenti Laboratori:

• Prendersi cura di Se per prendersi cura dei Figli

• I Bisogni: le nostre domande. I bisogni della coppia e i bisogni dei figli.

• I Valori: le nostre risposte.Valori Maschili e  Femminili, come coniugarli, viverli, trasmetterli.

(I laboratori sono aperti a:Insegnanti/Educatori/Genitori e Figli adulti)

LABORATORIO OLO-BIMBI:

Sonia Guerra

Formazione Esperta in Educazione di Ambito Familiare; Diploma di Conduttrice Olo-Bimbi (Movimento Giocoso Educativo) – Operatrice Reiki Usui II Liv – Conduttrice laboratori espressivi e di rilassamento

Con l’OLO-BIMBI vogliamo proporre ai bambini un insieme organico di giochi, danze ed esercizi espressivi e comunicativi. L’età a cui è rivolto l’attuale assetto di questi giochi è quella compresa tra i 4 e i  7-8 anni, in quanto per noi questa si potrebbe chiamare l’età dell’incanto attivo, per la forte presenza della simbolizzazione, del senso dello stupore e della capacità di coinvolgersi in modo particolarmente fresco e vitale nelle situazioni reali o immaginate. Lasciando spalancata la porta dei mondi possibili durante l’infanzia, “da grandi” non si sarà tanto uniformabili e prevedibili.

“I bambini sono delle creature magiche, capaci di vedere cose che gli adulti non sanno più vedere”

(L’OLO-BIMBI si può attuare anche all’interno delle attività della scuola per l’infanzia e della primaria)

PERCORSO DI ANALISI TRANSAZIONALE:

Andrea Frittajon  Esperto docente di primarie Società Italiane – Docente di Programmazione Neurolinguistica e di Analisi Transazionale

Rapporti & Legami (seminario a numero chiuso max 15 persone)

L’argomento che ci proponiamo di affrontare ha a che fare con uno degli aspetti fondamentali dell’Esistenza: “il valore e il senso delle relazioni nella nostra vita, quelle relazioni che scandiscono la nostra esistenza” .

Ogni istante della nostra vita è un continuo susseguirsi di relazioni tra noi e gli altri. Sono relazioni che ci promuovono oppure ci osteggiano, o hanno un atteggiamento di indifferenza…. comunque sempre relazioni che ci portano delle nuove occasioni per agire, per pensare, per capire, per comprendere.

A chiarire meglio queste difficoltà ci viene in aiuto l’Analisi Transazionale (AT) una teoria della personalità e, in quanto tale, ci fornisce un quadro di come siamo strutturati.

WhyMap: UN METODO SEMPLICE E RIVOLUZIONARIO PER CAMBIARE LA NOSTRA VITA

Dott. Luciano Rizzo

La Vita in un Diagramma

Trasformati in un genio creativo

Quali regole servono per migliorare la nostra società?

Come possiamo muoverci in maniera funzionale e intelligente?

Quali sono i valori fondamentali che dobbiamo perseguire per essere felici?

La risposta a queste domande si trova nella WhyMap, diagramma che racchiude tutte le strategie del comportamento umano come la stupidità, la competizione, l’altruismo, l’amore e la genialità.

Utilizzandola impareremo a diventare efficienti e creativi nei nostri progetti.

COUNSELING – UNO SGUARDO DENTRO:

Antonietta Verduci

Chi è il Counselor?

E’ quella figura professionale che attraverso le proprie conoscenze e competenze è in grado di favorire la soluzione ad un quesito che crea disagio esistenziale e relazionale ad un individuo o un gruppo di individui.

Quando rivolgersi ad un COUNSELOR

Il Counselor ha il compito di fornire sostegno ed aiuto personalizzati, partendo dalle potenzialità e caratteristiche della persona, e dal contesto di riferimento.

Ci si può rivolgere al counselor in momenti di:

  • crisi di fronte ad un cambiamento
  • disagio emotivo
  • difficoltà nelle relazioni interpersonali
  • momenti di crisi nello studio e nel lavoro
  • conflitti verso decisioni e scelte da affrontare

Per informazioni contattare la segreteria dell’Associazione:

Via della Pieve, 5 – Loc. Zeminiana – 35010 Massanzago (PD)

mail: co.pro@ilfilodimaggy.it cell. 340 7969041   tel. 049 5720374

Ringrazio l’invito dell’Amministrazione Comunale di Massanzago e la preziosa collaborazione dei professionisti (Andrea Frittajon – Clementina Tassone – Antonietta Verduci – Luciano Rizzo) che hanno collaborato all’organizzazione della manifestazione e che, in sintonia con gli intenti e la mission dell’Associazione, si sono messi in rete creando potenti sinergie, garantendo qualità e continuità alle attività. L’evoluzione costante delle persone che vi collaborano viene, di volta in volta, messa a disposizione e trasmessa ai gruppi che prendono parte in modo attivo alle iniziative proposte.

Cari amici sono felice di potervi incontrare in occasione di questa manifestazione domenica mattina 17 Luglio 2011 a Massanzago, in Villa Baglioni, Via Roma 59.

Un caro abbraccio

Sonia Maggy

 

lug
27

Buone Abitudini Alimentari

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Le Alimentari

 

Facendo nostre

queste semplici regole quotidiane

avremo già fatto molto per la nostra salute.


  • Bere almeno un litro e mezzo di acqua o infusi al giorno, preferibilmente lontano dai pasti;
  • Acquistare più frutta e verdura del solito;
  • Consumare, lontano dai pasti, 1 o 2 frutti (limitare banane e fichi);
  • Consumare al massimo 2 cucchiai di olio di oliva al giorno (frazionarli in cucchiaini);
  • Fare il “soffritto” usando il vino bianco, non l’olio;
  • Evitare fritti, insaccati, zucchero e sale raffinati, burro, margarina, superalcolici;
  • Abolire pane bianco, crackers, grissini, a favore del pane integrale;
  • Ridurre il consumo di sale, per insaporire i cibi utilizzare le erbe aromatiche;
  • Limitare il consumo di caffè, prediligere caffè d’orzo, thè verde, tisane di erbe;
  • Durante il pasto trovare il modo di sedersi e di “staccare la spina”;
  • Muoversi, muoversi, MUOVERSI!!! Camminiamo, saliamo e scendiamo le scale, parcheggiamo l’auto lontano dal lavoro, scendiamo dall’autobus la permata precedente, l’importante è fare movimento. L’ideale sarebbe camminare a passo veloce mezz’ora al giorno.

Dai consigli di Naturhouse su nutrizione, dietetica e rieducazione alimentare.

 

Auguro a tutti un felice percorso di ritrovato benessere!

Sonia Maggy

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“Movimento Giocoso Educativo”  -   Metodo Olodanza®

P R O P O N E

“Olo-bimbi”

Il Movimento Giocoso Educativo per i bambini dai 4 ai  7/8 anni, pensato e ideato dal dott.  Romano Angelo Sartori, è frutto di una sua preparazione psicopedagogica che tiene conto delle tappe dell’età evolutiva e della effettiva maturazione cognitivo-emotiva,  propone giochi di movimento, danze, esercizi caratterizzati da una ambientazione prettamente simbolico-narrativa a misura di bambino. Inoltre questo metodo sensibilizza ad una educazione all’umanità scevra da confini geografici, di razza, di cultura, di sesso e di età.

  • I nostri bambini, in allegra compagnia, giocano, si divertono, esercitano del sano movimento e tengono in allenamento il corpo, lo spirito, la mente e scoprono, attraverso la fantasia, i propri talenti.
  • Insieme ai bambini l’intento è di costruire vissuti di benessere, restituire (e non dare, perché il bambino li ha già dentro!), tirare fuori i significati che ognuno di loro, nella sua specificità, esprime, dicendogli che i loro gesti, la loro voce e i loro pensieri sono degni di attenzione e di interesse.
  • La conduttrice li tiene nella mente e nel cuore con tenerezza, ironia, senso di umorismo, dando a ciascuno il proprio spazio. Si pone come impalcatura, capace di sostenere i vissuti emotivi che i bambini esprimono, per lo più, con il gesto del corpo e la vocalizzazione.

Olo-Bimbi

Massanzago – Padova

I corsi inizieranno al raggiungimento del numero minimo di partecipanti necessario e si svolgeranno presso due sedi: Massanzago (PD) e Chirignago (VE), precisamente:

Dove: Palestra D.N.A. Fitness Club – Massanzago Z.Ind. – Padova

Quando: Da Novembre a Giugno (escluse vacanze scolastiche) per un totale di 18 lezioni, a cadenza settimanale, suddivise in 3 cicli

Incontri: di Venerdì dalle ore 17,00 alle 18,00 – E’ possibile effettuare una lezione di prova e l’inserimento può avvenire anche a ciclo iniziato

Promozione Iscrizione
Inserire età del bimbo/a
Inserire Nome del bimbo/a

___________________________________________________________________

Dove: Chirignago – Venezia presso il Centro Multidisciplinare Olistico di Via Pugliese 20

Quando: Da Novembre a Giugno (escluse vacanze scolastiche) per un totale di 18 lezioni, a cadenza settimanale, suddivise in 3 cicli

Incontri: di martedì dalle ore 17,30 alle 18,30 – E’ possibile effettuare una lezione di prova e l’inserimento può avvenire anche a ciclo iniziato

___________________________________________________________________

Gruppo: max 10 bimbi

Conduttrice: Sonia Guerra, Presidente dell’Ass.Cult. CoCreationProEvolution “Essere-Esprimere-Trasformare-Trasmettere” in Massanzago PD; formazione Esperta in Educazione di Ambito Familiare” presso IRSEF (Istituto di Ricerca e Studi sull’Educazione e la Famiglia); Diploma di Conduttrice Olo-Bimbi (Movimento Giocoso Educativo Metodo Olodanza® del dott. Romano Angelo Sartori); Operatrice Reiki Usui II Liv; Conduttrice laboratori espressivi e di rilassamento.

 Per iscrizioni e informazioni: 049/57.20.374 – 340/79.69.041 co.pro@ilfilodimaggy.it

Obiettivi Formativi dell’ Olo-bimbi

  1. Coordinare i movimenti del corpo a livello globale e segmentario
  2. Eseguire percorsi e piccole coreografie su indicazioni verbali e non verbali
  3. Acquisire fiducia nelle proprie capacità comunicative ed espressive
  4. Favorire il benessere fisico ed emotivo proprio ed altrui
  5. Approfondire la capacità di relazionarsi con gli altri in modo rispettoso, empatico e creativo

Campi di esperienza interessati

  1. Corpo, movimento, salute
  2. Fruizione e produzione di messaggi
  3. Esplorare, conoscere e progettare
  4. Il sé e l’altro

 

Obiettivi relativi ai vari campi di esperienza

Corpo, movimento, salute

  1. Esprimere idee, immagini ed emozioni mediante il movimento e la danza
  2. Orientarsi equilibratamente nello spazio
  3. Ridurre l’ansia e armonizzare la propria energia

Fruizione e produzione di messaggi

  1. Comprendere istruzioni e suggerimenti
  2. Comunicare i propri contenuti attraverso diversi registri: motorio, verbale, grafico
  3. Sperimentare tipi di movimento e tecniche grafiche sviluppando la propria creatività ed immaginazione

Esplorare, conoscere e progettare

  1. Rappresentare dinamicamente e poi graficamente alcuni dei propri vissuti

Il sé e l’altro

  1. Comprendere e rispettare le regole del vivere insieme
  2. Superare gradualmente la posizione egocentrica imparando a collaborare
  3. Riconoscere le proprie ed altrui emozioni
  4. Promuovere l’autoconsapevolezza e l’accettazione di sé e dell’altro

Verifiche

Le verifiche consistono in osservazioni in situazione, conversazioni, interviste ai bambini, rappresentazioni grafico-pittoriche.

 

 

 

 

Articoli attinenti:

Unico ed Irripetibile

Comportamento e Relazioni

Relazioni e Cambiamento (I parte)

Educando

I bambini della Nuova Era

SOS mamme

Scuola:relazione docenti – studenti

Adesso Basta. Ascoltami!
Educare i ragazzi al rispetto delle regole

Più Umiltà e Rispetto

Una persona speciale…

“Piedibus”: Piccoli Gesti, Grande Futuro

Coraggio e Determinazione o Tristezza e Rassegnazione? L’atteggiamento mentale di Jessica Cox

Corso Patrocinato dal Comune di Massanzago PD

Lo stress è una tensione generata dell’organismo in risposta a stimoli interni o esterni.
L’aumento della tensione si attiva al fine di renderci più efficienti di fronte a certe situazioni problematiche, tuttavia se l’individuo non trova delle soluzioni adeguate, lo stato di tensione cresce al punto da rendere più vulnerabile l’organismo.
Non sono i fatti in sé a stressarci, ma piuttosto gli atteggiamenti e le idee riconducibili al nostro carattere, al giudizio che diamo a noi stessi, a delle aspettative troppo elevate ecc.
Quanto più si è orientati a doveri, valori, ideologie, sogni preconfezionati, obiettivi di status elevati, tanto più l’orizzonte si restringe facendoci sentire dentro un abito scomodo.

Le situazioni che provocano stress sono
∟ Situazioni di pericolo
∟ Competitività eccessiva o ossessiva
∟ Iperattività professionale
∟ Senso di inadeguatezza
∟ Aspettative troppo elevate
∟ Sostenere una prova d’esame o atletica
∟ Lutti improvvisi
∟ Malattie croniche
∟ Licenziamento

Il nostro corpo ci avvisa in tempo se stiamo entrando in eccessiva tensione attraverso dei campanelli d’allarme, quali:
∟ Dolori muscolari
∟ Ipersudorazione, pruriti diffusi nel corpo
∟ Bruciori allo stomaco, irritazione al colon
∟ Alterazione del ciclo mestruale
∟ Perdita o aumento di peso
∟ Dermatiti
∟ Cefalea o tensioni cervicali
∟ Diminuzione della concentrazione
∟ Dimenticanza

Per una buona gestione dello stress, la stima che un individuo ha di sé e la sua consapevolezza sono indispensabili.
Quindi allenare l’individuo all’autostima, aumentando la percezione di sé, delle proprie capacità, sviluppando una maggiore sicurezza, è senza ombra di dubbio alla base per gestire certi stati emotivi che possono provocare stress.

Pierluigi Pittacolo Gestalt Counselor, agevolatore nella relazione d’aiuto e conduttore di gruppi ad indirizzo Gestaltico per lo sviluppo e la crescita personale a disposizione per incontri individuali presso:

Massanzago – Padova

per info e appuntamenti mail: co.pro@ilfilodimaggy.it

+39 340 7969041 fisso +39 049 5720374

Aperte iscrizioni per Sedute Indivuduali e di gruppo (minimo 4 – 8 persone massimo, al raggiungimento del numero minimo di partecipanti) – info Ass.CoCreationProEvolution ai riferimenti sopra indicati

“Energy-No Stress”

Neuro Trading per potenziare l’energia vitale ed eliminare lo Stress

metodo che ti permette di:

  • lasciar andare i continui condizionamenti negativi,
  • riprogrammare la mente alla vitalità e alla salute,
  • rendenderti resistente allo stress ed alle malattie.
set
21

Rapporti & Legami

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Progetto Rapporti & Legami

Seminario di Analisi Transazionale

organizzato da

Le nostre Relazioni

L’argomento che ci proponiamo di affrontare ha a che fare con uno degli aspetti fondamentali dell’esistenza:

“il valore e il senso delle relazioni nella nostra vita, quelle relazioni che scandiscono la nostra esistenza”.

Ogni istante della nostra vita è un continuo susseguirsi di relazioni tra noi e gli altri.

Sono relazioni che ci promuovono oppure ci osteggiano, o hanno un atteggiamento di indifferenza… comunque sempre relazioni che ci portano delle nuove occasioni per agire, per pensare, per capire, per comprendere.

A chiarire meglio queste difficoltà, ci viene in aiuto l’Analisi Transazionale.

L’Analisi Transazionale (AT) è una teoria della personalità e in quanto tale, ci fornisce un quadro di come siamo strutturati psicologicamente.

Io sono OK tu sei OK

Punto di partenza per ogni essere umano è sentirsi “OK”:

Nascere, riconoscersi ed essere riconosciuto OK è la condizione essenziale per prendere e far prendere coscienza della posizione esistenziale “Io sono OK, Tu sei OK”.

Perchè partecipare?

L’ Analisi Transazionale vuole essere un metodo di insegnamento per:

  • sviluppare le potenzialità delle persone, individuando la parte OK che è in noi e negli altri,
  • comprendere il motivo per cui adottiamo determinati comportamenti,
  • comprendere il motivo per cui  nascondiamo i nostri reali sentimenti quando ci sentiamo a disagio,
  • apprendere nuovi atteggiamenti e reazioni a fronte del comportamento degli altri,
  • capire come evitare le situazioni conflittuali vivendo in armonia nel contesto in cui viviamo.

Modelli di comportamento

Tutti hanno una idea di chi sia un bambino, un adulto o un genitore.

Tuttavia non tutti sanno che ognuno di noi è associato a queste componenti attraverso i propri comportamenti.

Eric Berne (1910-1970) verso la fine degli anni 50 ideò una teoria sistematica della personalità e delle dinamiche sociali che chiamò “Analisi Transazionale” (AT).

Tale modello ci aiuta a capire come funzioniamo e come esprimiamo la nostra personalità in termini di comportamento.

Come sistema di psicoterapia l’AT è utilizzata nel trattamento delle difficoltà di ogni tipo: dai problemi più comuni della vita alle psicosi.

Progetto Rapporti & Legami

Seminario di Analisi Transazionale

 

Tenuto da Andrea Frittajon Esperto docente di primarie Società Italiane – Docente di Programmazione Neurolinguistica e di Analisi Transazionale

Informazioni e prenotazioni: +39 3407969041  +39 0495720374 mail: co.pro@ilfilodimaggy.it

Partecipazione ed:

Sconto promozionale per chi procede all’Iscrizione entro il 15.11.2011

clicca sul pulsante sottostante

Promozione Iscrizione

Trovi costi Seminario e Hotel all’interno della seguente scheda partecipazione SEMINARIO AT Abano Terme che invierai alla seguente mail: co.pro@ilfilodimaggy.it a titolo di Prenotazione obbligatoria (fai attenzione alla promozione… AFFRETTATI!

Il seminario è a numero chiuso per un massimo di 15 persone.

Informazioni e prenotazioni: +39 3407969041  +39 0495720374 mail: co.pro@ilfilodimaggy.it

Regalati un Week End dedicato a Te,

alla tua crescita personale, al Relax ed alle Relazioni con gli Altri

 

Abano Terme – Padova

10 – 11 Dicembre 2011

 

Il seminario è articolato in un modulo di un week end per un totale di 13 ore così organizzato:

-          sabato dalle 10,00 alle 18,30 compresi coffee break e pausa pranzo;

-          domenica dalle 9,30 alle 16,30 compresi coffee break e pausa pranzo

 

La tua formazione

è importante per lo sviluppo umano

Il Seminario è rivolto a coloro che sono interessati ad approfondire la conoscenza di sé e delle dinamiche interpersonali e a coloro che desiderano accrescere la propria professionalità (insegnanti, educatori, imprenditori, orientatori, genitori, operatori del volontariato…)

Informazioni e prenotazioni: +39 3407969041 +39 0495720374 mail: co.pro@ilfilodimaggy.it

Compila ed invia la seguente scheda di partecipazione al SEMINARIO AT Abano Termea co.pro@ilfilodimaggy.it

Promozione Iscrizione

 

COME ARRIVARE:

* in auto dalla A13 nel tratto tra Padova e Rovigo uscire a Terme Euganee > proseguire per Abano – Montegrotto – Giunti ad Abano portarsi in Piazza della Repubblica, meglio conosciuta da tutti come Piazza della Fontana – dalla piazza prendere via Flacco e al secondo incrocio girare a destra – avanti 200 metri sulla destra trovate l’hotel (edificio giallo) – L’hotel è di fronte alla pizzeria Lo Zodiaco e all’hotel Metropol -

* in treno da Padova, Terme Euganee si raggiunge in 10 minuti con treni che partono ogni ora o in 15 minuti in autobus – chi viene in treno ci può avvisare per organizzare una navetta per l’hotel

Quanto tempo dedichi a te stesso?

Ti prendi mai del tempo per te, per rilassarti o divertirti, stare in compagnia di persone che condividono i tuoi interessi o semplicemente per fare qualcosa che ti piace?

Il valore attribuito al tempo dedicato a se stessi statisticamente prova che sia maggiore per le donne che, rispetto agli uomini, usano maggiormente l’emisfero destro del cervello (che dà spazio alle emozioni, alla spiritualità) mentre risulta più difficile riconoscere il valore di questo aspetto fondamentale per chi come l’uomo usa prevalentemente l’emisfero sinistro (la razionalità).

La CoCreationProEvolution tra le varie missions cerca di creare occasioni di incontro tra le persone, formando gruppi di studio e lavoro, di condivisione tali da favorire il distacco dalla quotidianità e la dedizione, di una piccola parte del proprio tempo, a se stessi. Staccare dunque la spina dalla quotidianità, dalla quale ci facciamo facilmente assorbire senza consapevolizzare il momento presente, il qui e ora. Detto questo, invito gli uomini a sfatare questa statistica e facciamo ora alcune considerazioni sul tema dei Rapporti e Legami. Sappiamo che  i RAPPORTI si riferiscono a tutte le relazioni tra le persone mentre i LEGAMI sono quelle relazioni che si trasformano in qualcosa di più profondo come le relazioni affettive tra genitori e figli o quelle sentimentali di coppia.

L’Analisi Transazionale interviene su Rapporti e Legami in quanto in ogni relazione c’è una transazione, uno scambio di comunicazione tra più soggetti e molto spesso la comunicazione è difficile. Citiamo a tal proposito la frase del narratore, drammaturgo e saggista irlandese George Bernard Shaw:” Il progresso è impossibile senza cambiamento” e qui entriamo in un argomento delicato, quello del cambiamento della propria mente, di una sua rieducazione. In cosa consiste questo, da che parte si comincia..  molte volte è un imprevisto che ci costringe a cambiare un’abitudine ormai radicata o a cambiare la nostra visione della vita. In molti casi tendiamo a mantenere ed a ripetere dei comportamenti e delle abitudini senza esserne consapevoli; basti pensare ad una una cosa banale, quella del nostro posto a sedere a tavola; chi di noi si sogna di cambiare il proprio posto a sedere a tavola? Guai diremmo noi.. Guai a farci spostare di posizione quando siamo a tavola.  Solo la mente aperta è quella disposta a cambiare; il cambiamento è dunque un processo lungo.

Ci domandiamo quindi: “COSA significa cambiare la propria mente? E COME possiamo cambiarla…
Sappiamo quanto sia faticoso seguire un percorso di cambiamento, molti iniziano e poi abbandonano.. Il processo di cambiamento richiede una forte motivazione, uno sforzo iniziale ed una costanza non indifferenti. Se manca una forte motivazione, l’energia per il cambiamento è debole e si esaurisce prima che se ne possano trarre i benefici.
Ti aspetto per sviscerare ogni domanda e risposta in merito al cambiamento ed al miglioramento dei rapporti con noi stessi e con gli altri al per-corso “Rapporti & Legami”

Sonia Maggy


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ott
21

Comportamento e Relazioni

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Quante volte capita di sentirsi agitati anche senza saperne il motivo? Questo accade spesso anche ai bambini e nel momento in cui si chiede loro la spiegazione di un comportamento del genere, il più delle volte non sanno motivarlo. Molte volte la soluzione sembra essere la sgridata o la punizione, ma queste fungono da semplice palliativo e non risolvono il problema.
E’ necessario, invece, andare alla fonte di un comportamento di questo tipo e lo strumento più semplice ed efficace è insegnare ai bambini come scoprire e utilizzare la propria calma interiore.

Spiegarlo a parole risulta essere una vera e propria missione che spesso finisce in un cumulo di tentativi andati a vuoto. Ma i genitori possono stare sereni perché un modo c’è ed è quello di lavorare sul subconscio in maniera divertente. Questa meditazione induce gentilmente i bambini a fare ricorso alla propria calma interiore e a contenere atteggiamenti aggressivi e reazioni esagerate. Durante l’ascolto della registrazione, il bambino sarà invitato ad entrare in un mare magico dove avvertirà una magnifica sensazione di calma, viaggiando all’interno di sé stesso e collegandosi con la fonte infinita di serenità di cui tutti noi siamo dotati.

Imparando a fare questo a livello subconscio, diventerà normale per il piccolo fare ricorso alla calma in ogni situazione. Un dono immenso che gli sarà molto utile per tutta la vita.

www.storiexbambini.com

Ricordiamo l’Appuntamento con il per-corso per Genitori/Educatori/Insegnanti


Gli incontri patrocinati dal Comune di Massanzago

si teranno presso la Sede delle Associazioni –

Loc. San Dono . Massanzago – Padova

Le date stabilite per i 6 incontri sono:

4 – 11 e 24 Novembre 2011

2 – 15 e 22 Dicembre 2011

dalle 20,30 alle 22,30

Ulteriori info e dettagli sul per-corso a questa pagina

o ai recapiti dell’Associazione +39 0495720374  +39 3407969041 mail: co.pro@ilfilodimaggy.it

Ora anche su

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27

Unico ed Irripetibile

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E’ molto importante che i bambini imparino a percepire se stessi come individui differenziati dagli altri, con proprie particolarità, pensieri, interessi e opinioni. E’ necessario consentire ai bambini di essere se stessi, di concepirsi come unici ed irripetibili, sebbene nel rispetto dell’individualità altrui.
Questo criterio è necessario per l’autorealizzazione, che Maslow annovera tra i bisogni peculari degli esseri umani, una personalità sana è spinta ad avere un “proprio progetto” e a cercare di realizzarlo. Anche Erickson ritiene che la presa di coscienza della propria individualità è necessaria per costruire un’identità personale: un’identità diffusa determina periodi di stallo e gravi sofferenze personali.
Gli agenti educativi devono essere coscienti dell’importanza di aiutare i soggetti a strutturare una loro identità e di quanto il loro contributo sia determinante in questa direzione. Gli educatori hanno il ruolo di aiutare i ragazzi a costruirsi un locus of control interno, affinchè gli educandi divengano capaci di riflettere sui propri pensieri e stati d’animo. Il bambino deve essere rispettato per le proprie opinioni e ne va rispettata la sua dignità, va guidato a trovare un proprio interesse, una fonte di soddisfazione personale.
Un educatore che voglia aiutare il bambino a divenire un adulto con un’identità stabile non può essere iperprotettivo, ma deve stimolare il soggetto ad assumersi responsabilità proporzionate all’età e alle competenze del soggetto in questione, senza concedere una prematura autonomia ed è bene evitare gli autoritarismi, perchè è preferibile un atteggiamento assertivo.
Per i bambini è molto significativo ed incoraggiante sentire di avere il supporto emotivo delle figure educative di riferimento, ma considerare il fanciullo un estensione di sè e proiettare sulla sua esistenza le proprie aspirazioni, può essere molto dannoso.

“Mediazione dell’individualità e della differenza psicologica
Di Nadia Scarnecchia, applicatrice e valutatrice Feuerstein, Rivalta di Torino.

“La mediazione dell’individualità e della differenza psicologica è, per certi versi, l’opposto della condivisione. La condivisione è la fusione tra due persone, l’individualità e la differenza mettono, al contrario, l’accento su come distinguersi dagli altri.”

http://unmomentostopensando.blogspot.com

Maria Luisa Boninelli – Mantova
Docente specializzata nelle attività di recupero e potenziamento cognitivo. Da diversi anni lavoro a Mantova e a Verona con bambini e ragazzi che presentano difficoltà cognitive, comportamentali o disturbi specifici dell’apprendimento, utilizzando il Metodo Feuerstein. Formatrice e applicatrice Metodo Feuerstein, faccio parte del gruppo di Studio e Ricerca del Centro Studi Feuerstein (Direttore del centro Prof.re Mario Di Mauro)- Centro Interateneo per la Ricerca Didattica e la Formazione avanzata-Università Cà Foscari di Venezia. Dal 2001 sono collaboratore a contratto per l’Università Cà Foscari di Venezia nei corsi di Specializzazione SSIS e SOS. Dal 2008 collaboro con il Centro Studi Erickson per la formazione docenti di ogni ordine e grado. Per ulteriori informazioni, potete contattarmi al seguente indirizzo mail: m.boninelli@unive.it o al seguente recapito telefonico: 347.9028180

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Letture Consigliate

Come Insegnare l'Intelligenza ai Vostri Bambini
Il famoso metodo Feuerstein alla portata di tutti i genitori

Come Stimolare Giorno per Giorno l'Intelligenza dei Vostri Bambini
Il secondo grande libro sul famoso metodo Feuerstein

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Ti aspettiamo al  per-corso

per Genitori/Educatori/Insegnanti

“EDUCANDO”

Genitori in divenire…

patrocinato dal Comune di Massanzago

che si sviluppa in 6 incontri di 2 ore ciascuno (20,30 – 22,30)

Dove?

presso la Sede delle Associazioni – Loc. San Dono . MASSANZAGO – PADOVA

Quando?

4 – 11 e 24 Novembre 2011
2 – 15 e 22 Dicembre 2011

a numero chiuso, per un gruppo di genitori/educatori/insegnanti di 10 max 15 persone

Ulteriori info e dettagli sul per-corso a questa pagina

o ai recapiti dell’Associazione +39 0495720374  +39 3407969041 mail: co.pro@ilfilodimaggy.it

 


ott
31

Eventi in corso…

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Categories : Appuntamenti, Tutti
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nov
22

21 giorni senza lamentarsi

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21 giorni senza lamentarsi

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Sarà facile? difficile? Perchè proprio 21 giorni? Vi dico subito che è molto difficile realizzare un digiuno ininterrotto di 21 giorni senza lamentarsi. La media giornaliera di lamenti di un uomo (0 donna), e di circa 20 lamentele al giorno. E qui bisogna realizzare una serie di 21 giorni consecutivi senza lamentarsi. Ad ogni lamento bisogna ripartire il conteggio da zero, ed iniziare una nuova serie. Perchè 21 giorni? perchè secondo una credenza della Moderna Psicologia, 21 giorni sono il tempo minimo per stabilire nell’uomo una nuova abitudine: in questo caso l’abitudine di non lamentarsi.

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Il Metodo di Will Bowen

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Il Pastore Bowen ha anche fornito ai suoi fedeli un metodo per aiutarli a realizzare questo scopo. Bisogna indossare un braccialetto di plastica color viola in cui sta scritto “Io Non Mi Lamento” per quanto riguarda gli Italiani, oppure “A Complaint Free World” per quanto riguarda gli Anglofoni, oppure “Un Mundo Sin Quejas” per quelli di lingua spagnola. Quindi autoosservarsi, e ogni qual volta ci si accorge di lamentarsi, bisogna spostare il braccialetto viola nell’altro polso e ricominciare il conteggio da capo. Capito come funziona? Certo è che ogni volta che ti accorgi di lamentarti e sposti il tuo bracciale viola di polso, acquisisci sempre maggiore forza, esperienza e convinzione.

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Le lamentele

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Cosa intende il Pastore Bowen per lamentele? O meglio, cosa comprende questo termine nei suoi vari significati? Con il termine generico di lamentele il pastore Bowen intende di astenersi da ogni tipo di lamentela, di vittimismo, di brontolio, di malcontento, di imprecazione, di recriminazione, di critica, di polemica,di giudizio, di protesta, di pettegolezzo. E’ un po troppo? Chissà, ma quello che è certo è che lamentarsi è diventata ormai un’abitudine, un diletto, un riflesso condizionato del quale non riusciamo più a farne a meno. Ci lamentiamo per il tempo, ci lamentiamo per il traffico stradale, della situazione economica, della politica, della salute, del proprio partner, degli amici, dei colleghi di lavoro, del lavoro sia che c’è , sia che manca, etc. . Per non parlare dei pettegolezzi che sono sempre all’ordine del giorno in ogni salotto.

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Louise Hay

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A proposito di pettegolezzi ecco un’esperienza diretta di Louise Hay, la famosa scrittrice americana del Pensiero Positivo. Agli inizi del suo percorso Louise Hay si accorse sulla propria pelle degli effetti nocivi del pettegolezzo. Quindi decise che si sarebbe astenuta da ogni forma di pettegolezzo. Disse la stessa signora Hay, che per un mese intero rimase completamente muta, non aveva proprio nient’altro da dire. Ma dopo quel mese cominciarono a manifestarsi gli effetti positivi di quel digiuno di gossip, e riusciva a parlare di nuovo, senza dover per forza spettegolare di qualcuno o con qualcuno. Fu per lei una grande lezione e una grande dimostrazione del condizionamento umano alle abitudini.

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Il mio braccialetto faidate

Una precisazione

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Non contano le lamentele espresse mentalmente, ma non esternate. Se siete riusciti a trattenervi in tempo, le lamentele pensate non costituiscono una penalità. Un’ultima cosa, il rev. Will Bowen ha scritto un libro su questo argomento, che è venduto in tutto il mondo assieme ad un braccialetto viola di plastica. Ma tu non sei costretto nè a comprare il libro e nemmeno il braccialetto viola. Puoi usare un semplice fermaglio elastico dei capelli, come ho fatto io. Un’ultima notizia, nel primo semestre del 2006, da quando furono diffusi questi braccialetti anti-lamento, oltre sei milioni di persone hanno aderito alla sfida del rev. Will Bowen. Sebastiano ha cominciato da otto mesi, e dopo circa 3 mesi e mezzo realizzò la sua prima serie di 21 giorni senza lamentele, e a quanto dice, è stato un percorso fantastico.

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Chi vuole accettare la sfida?

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Le statistiche dicono che tutti possono riuscire a realizzare una serie di 21 giorni consecutivi senza lamentele, occorrono di media dai 4 ai nove mesi, ma il risultato ti ripaga enormemente del tuo tempo. Chi vuole accettare questa sfida? Non c’è nessun impegno verso nessuno, ma solo con voi stessi. Abbiamo solo da guadagnarci in termini di miglioramento personale, abbassamento dello stress ed un notevole miglioramento delle relazioni con gli altri, insomma una vita più felice. Perchè non provare? Sebastiano di http://scienzanewthought.wordpress.com stà continuando a farlo, ormai sono da quattro mesi che riesce a raggiungere i 21 giorni consecutivi senza lamentele. Provaci anche tu. Fammi sapere! Io ci provo….

http://scienzanewthought.files.wordpress.com

Provaci anche tu!… Io ci provo (Maggy)

Rendici partecipi della tua esperienza in questa sfida

raccontaci le tue difficoltà e le tue soddisfazioni

facci sapere quanto abbia contribuito questo atteggiamento a migliorare la tua vita

hai a disposizione la sezione commenti sotto all’articolo o clicca qui...

OPPURE

clicca sull’immagine ed ENTRA a far parte del Gruppo facebook ACCETTA LA SFIDA

 in bocca all’Assoluto!!!!

dic
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Sei un Brontolone?

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“Secondo voi il brontolare può rientrare nell’ambito dei cosiddetti disturbi del comportamento?

Leggiamo in questo interessante documento al riguardo cosa ci dice la medicina…..”

SIAMO TUTTI BRONTOLONI?


Alzi la mano chi negli ultimi dieci giorni   non ha mai, e dico proprio mai, brontolato almeno una
volta.
Può  essere  la   coda  alle  casse  del  supermercato  che  ci  fa  improvvisamente  venire  l’irrefrenabile
desiderio  di  sbuffare  e  di  fare  commenti  sulla  intollerabilità  dell’attesa;  può  essere  l’autobus  in
ritardo a  scatenare  un  sordo  desiderio  di esplicitare  ai presenti il  proprio disappunto;  oppure  può
essere il vicino di casa che non chiude il portone di ingresso; o il coniuge che, sistematicamente,
non  piega  il  giornale  dopo  averlo  letto;  o  lo  sconosciuto  che  parcheggia  malamente  la  propria
vettura;  o.si  potrebbe  andare  avanti  all’infinito  perché  i  motivi  per  brontolare  sono  veramente
infiniti,  tant’è  che,  in  un  certo  senso,  il  “brontolare”  può  quasi  essere  considerato  unosport  di
massa.
Ma  cosa è il brontolare?  Proveremo qui a darne una spiegazione psicologica, il che non significa
che  sia  una  patologia,  semplicemente  significa  che  ogni  nostro  comportamento è  riconducibile  a
meccanismi psichici la cui conoscenza ci può aiutare a meglio capire come “funzioniamo,”e anche a
capire se, magari, non ci andrebbe di apportare qualche modifica al nostro modo di essere.
Torniamo  alla  persona  in  fila  alle  casse  del  supermercato:  questa  persona  sa  benissimo  che  può
capitare  di  trovare  la  fila,  eppure  se  ne  stupisce,  come  se  si  trovasse  di  fronte  ad  un  fatto
assolutamente nuovo, imprevedibile e catastrofico.
Più sopra  ho fatto qualche  esempio di situazioni “classiche”  che  favoriscono il brontolare,  ma  vi
invito a trovare voi altri esempi che potete con facilità ricavare dalla vostra esperienza quotidiana:
se ci badate bene, le situazioni in cui il brontolone si scatena, non sono mai situazioni impreviste ed
imprevedibili, ma, al contrario, sono situazioni già abbondantemente sperimentate e che si ripetono.
Dopo un brevissimo tempo di tranquilla attesa, quella persona in fila alle casse inizia ad agitarsi, a
muoversi da un piede all’altro, magari batte anche ripetutamente il tacco a terra come se la gamba
fosse presa da un tremito, mentre ripete “non è possibile!”, “ma come si fa!” e altri commenti del
genere.
Nel  vostro  personale  esempio  state  trovando  qualcosa  di  simile?  E’probabile,  perché  una  delle
caratteristiche  del  brontolare  è  proprio  il  bisogno  di  muovere  il  corpo,  come  se  attraverso  il
movimento  delle  gambe,  della  testa  o  delle  braccia  (le  classiche  braccia  al  cielo)  si  cercasse  di
smaltire una “energia interna” che in quel momento sta “montando dentro” in modo spiacevole.
Mentre pronuncia le tipiche frasi del brontolone, la persona alle casse del supermercato si gira di
qua e di là, alla ricerca di qualcuno che condivida il suo disappunto, che le dia man forte, che si
aggreghi a lei e non la lasci sola.
Già, perché il brontolone è terrorizzato dalla solitudine e ha bisogno di sentirsi spalleggiato.
La  persona  del  nostro esempio  ha  attorno  a  sé  diverse  persone,  ma  anche  il brontolone  solitario,
quello che mugugna a casa sua, tanto per intenderci, non parla forse ad alta voce anche se è solo?
E perché si dovrebbe parlare ad  alta voce se non per rivolgersi ad un pubblico, vero o immaginario
che sia? Un pubblico da informare sulla intollerabilità della situazione e – già che ci siamo perché
no? – della vita.
Forse state pensando che io esageri, ma è proprio così: il brontolone non si limita ad esprimere il
disappunto, magari anche motivato, che prova in quella specifica situazione; il brontolone prende
spunto  da  una  specifica  situazione  per  esprimere  sentimenti  molto  più  vasti  i  quali,  man  mano
procede, danno voce ad uno scontento generalizzato, una insoddisfazione che cova nelle profondità
della  psiche,  una  serpeggiante  sensazione  di  dubbio  che  qualcuno,  da  qualche  parte,  lo  sta
“fregando”.
Volete la prova? Eccola: chi ha le sue buone ragioni di essere scontento di una situazione, ma non è
brontolone, cerca rapidamente di fare quello che in psicologia si chiama “esame di realtà”, ovvero
analizza cosa sta accadendo, ne trae delle conclusioni logiche e cerca la soluzione al problema.

Nella  situazione  alle  casse  del  supermercato  l’esame  di  realtà  potrebbe  portare  a  questi  possibili
sviluppi: 1) pensare “è meglio che la prossima volta cambi orario per fare la spesa, perché a questo
c’è veramente troppa ressa”; 2) pensare “non mi piace fare la fila, ma non c’è altra scelta, perciò
aspetto  con  calma  il  mio  turno.  Arrabbiarsi  fa  sprecare  energie  per  niente”.  3)  pensare  “  ho
veramente  i minuti contati,  chiedo se  mi fanno passare,  sapendo però che  anche gli altri possono
avere la mia stessa premura e che quindi potrei anche sentirmi dire di no”.
Insomma chi non è brontolone cerca una soluzione o, se questa non c’è, cerca di adattarsi alla realtà.
Il  brontolone  invece  non  vuole  la  soluzione!  Provate  a  dire  a  quella  persona  che  si  sta  agitando
“passi pure prima di me” e vi sentirete rispondere che no, che lei aspetterà eroicamente, che non
vuole fare ingiustizie, ma che si sappia che sta soffrendo.
E, se per caso accetta, non crediate che vi ringrazi! Prenderà la vostra offerta come un atto dovuto e
cercherà di farvi sentire anche in colpa, come se quella lunga attesa l’aveste escogitata proprio voi.
Non è  bella  la  vita  del brontolone  – sospesa  tra  la sensazione di un perenne possibile  agguato da
parte  di  una  realtà  ostile  e  la  nostalgia  di  un  mondo  dove  tutto  fila  liscio,  senza  intoppi  e  senza
conflitti  -  eppure  tutti,  chi  più  chi  meno,  ci  caschiamo  in  qualche  brontolata,  sapendo  già  in
partenza che non serve assolutamente a risolvere il problema che l’ha generata.
Perché? A quale bisogno profondo dà voce la brontolata?
Qui ci viene in aiuto la biologia, quando ci spiega che la più elementare risposta che un organismo
vivente, anche formato da un’unica cellula,  dà all’ambiente, è proprio basata sul riconoscimento di
uno stimolo “cattivo”.
Come dire: gli stimoli cattivi vengono subito riconosciuti, mentre lo stato di benessere no.
In altre parole: lo stimolo cattivo viene subito riconosciuto come pericolo, lo stato di benessere lo si
dà per scontato, è “ovvio” e, quindi, non viene riconosciuto.
Di conseguenza lo stimolo cattivo mette subito in subbuglio, mentre il riconoscimento dello stato di
benessere   richiede   un   percorso   molto   più   sofisticato   che   passa   attraverso   la   coscienza,   la
consapevolezza di sé, la capacità di relazionarsi con l’ambiente.
Secondo  questo  modello  di  interpretazione,  il  brontolone  cronico  è  una  persona  in  difficoltà  a
mantenere   con   l’ambiente  relazioni   articolate   e  “pensate”   e  tende  ad  esprimersi  in  termini
elementari (buono-cattivo; mi piace- non mi piace).
E’ una persona che soffre, senza saperlo, di una grande nostalgia per una sorta di “età dell’oro”, un
“paradiso terrestre”, un grembo materno, in cui lui era solo oggetto di cure date senza che nulla gli
venisse chiesto in cambio, in cui il nutrimento arrivava copioso senza che lui dovesse fare fatica, in
cui, per il solo fatto di esistere, riceveva continue gratificazioni.
E’ una persona che si sente profondamente sola in questo grande mondo di cui non riesce a capire
né il senso né le regole, e che vorrebbe tanto avere accanto a sé una figura materna soccorrevole e
disponibile,  pronta  a  prenderlo  in  braccio  e  a  cullarlo  per  farlo  calmare  nella  sua  improvvisa
disperazione.
A questo punto credo sia chiaro perché a tutti piace  cedere, almeno qualche volta, alla tentazione di
brontolare:  è  l’illusione  di  poter  ritrovare  l’infanzia  remota  che  non  può  più  rivelarsi  se  non
attraverso i sogni o i sintomi.
E’ la nostra parte infantile che grida ” mi avevate promesso che crescere sarebbe stato bello, ma non
è così!mi avete imbrogliato!fatemi scendere!”.
Tuttavia la brontolata non dà soddisfazione e, passato il primo momento in cui si ha la sensazione di
aver scaricato la tensione, resta una diffusa insoddisfazione e un senso spiacevole di impotenza che
rischia di instaurare un circolo vizioso.
Cosa fare? Qual è l’antidoto?
Il problema è complesso, perché, come si sarà capito, non si tratta di modificare aspetti esteriori del
comportamento, ma di cambiare il modo interno di rapportarsi alle cose.
Si tratta di rivalutare quelle competenze psichiche e relazionali che ci permettono di considerare le
esperienze  in  termini  più  articolati;  di  esercitare  quell’esame  di  realtà  che,  per  il  solo  fatto  di

riuscire a farlo, ci fa sentire bene, adulti, protagonisti della nostra vita; di sentire intimamente che il
senso della vita è attraversarla, come si farebbe in un lungo viaggio avventuroso.
E,  per  fare  questo,  è  necessario  sapersi  staccare  dall’illusione  infantile  di  un  mondo  magico  e
perfetto fatto a misura dei nostri desideri, per incontrarsi con le personali risorse che riguardano la
capacità logica, la capacità di tollerare le frustrazioni e, importantissima, la capacità di sorridere.
Adelaide Baldo
(medico psicoterapeuta)

Pubblicato su “Giornale di Brescia”
Pagina “Medicina e Salute”

Partecipa con noi a  questa divertente iniziativa, assisterai all’inizio del tuo cambiamento sulla strada verso il Miglioramento Personale che ti porterà all’Eccellenza .

Leggi il REGOLAMENTO qui o direttamente nella nostra pagina facebook

Ciò che caratterizza una qualità vincente di un soggetto rispetto ad un altro è la capacità di gestire il cambiamento, affrontando con maturità le sfide della vita, mettendosi continuamente in discussione anziché appoggiarsi alle scuse ricercando gli errori negli altri.

Se accetti la sfida, le SCHEDE DI AUTOVALUTAZIONE che troverai più avanti in questo documento, ti serviranno per monitorare il tuo impegno e per cominciare un percorso di autovalutazione e di Miglioramento Personale alla ricerca dell’Eccellenza.

A tutti coloro che accetteranno la sfida di Miglioramento Personale e che sistematicamente compileranno la scheda di valutazione e partecipazione, verrà riservata una piacevole SUPER sorpresa a ricordo di questo percorso condiviso, si tratta di un OMAGGIO A TE RISERVATO del valore di 150,00 €

Ci siamo!!!

Per facilitare la riuscita di questo difficile lavoro su se stessi abbiamo costruito un percorso per gradi, affinchè tu ti possa concentrare su alcuni punti ogni settimana, in questo modo ti apparirà più soft l’approcio al nuovo atteggiamento che desideriamo possa divenire automatico e quindi senza sforzo alcuno al termine dei 21 giorni.

Poichè come abbiamo accennato nel post 21 GIORNI SENZA LAMENTARSI, il termine LAMENTELA è troppo generico e va approfondito e sviscerato nello specifico, nella

PRIMA SETTIMANA di allenamento ti proponiamo di focalizzare la tua attenzione in particolare all’astensione dai seguenti atteggiamnti di seguito specificati:

  • BRONTOLIO – Atteggiamento di chi si lagna a voce più o meno bassa proferendo parole di risentimento
  • VITTIMISMO – Atteggiamento di chi si considera, spesso senza motivo, trascurato, maltrattato dagli altri, incompreso
  • PROTESTA – Contestazione, manifestazione espressamente dichiarata in modo sentito e forte di un sentimento, di una convinzione; una presa di posizione risentita contro chi o contro ciò che appare iniquo, illegittimo, dannoso

Per ogni obiettivo sopra elencato, suggerito per la PRIMA settimana di allenamento alla sospensione dalle lamentele,  che troverete anche nella scheda al link sottostante, seleziona per ogni domanda il punteggio che ritieni più rappresentativo della tua performance verso il tuo Miglioramento Personale.

Clicca qui per Compilare la tua SCHEDA di VALUTAZIONE – 1°  Settimana e per aver diritto al Super OMAGGIO del valore di € 150,00

 Dopo aver compilato la SCHEDA DI VALUTAZIONE, nella seconda pagina, troverete i risultati riferiti al punteggio ottenuto per scaglioni di valutazione che potrete consultare per una maggior consapevolezza del grado di autonomia ed automatismo raggiunti rispetto al nuovo atteggiamento/abitudine di astensione dalle lamentele.

Per la SECONDA SETTIMANA settimana di allenamento ti proponiamo di focalizzare la tua attenzione in particolare all’astensione dai seguenti atteggiamnti di seguito specificati:

  • IMPRECAZIONI -ovvero Bestemmie, Insulti, Invocazioni di malanni, di sventure su chi è oggetto di risentimento, di odio.
  • CRITICA/GIUDIZIO  – esternazione gratuita di ciò che si pensa di qualcuno o di qualcosa senza che ne venga fatta esplicita richiesta; una valutazione su fatti o persone che assume un tono di sentenza o verdetto tendenti al castigo o colpevolezza più che ad un feed back costruttivo.
  • POLEMICHE – Controversie, Discussioni vivaci e combattive, dettate da animosità, a livello scritto o verbale, condotte in un dibattito tra due o più persone spesso solo per il gusto di contraddire o per sfogo personale.

Per ogni obiettivo sopra elencato, suggerito per la SECONDA settimana di allenamento alla sospensione dalle lamentele,  che troverete anche nella scheda al link sottostante, seleziona per ogni domanda il punteggio che ritieni più rappresentativo della tua performance verso il tuo Miglioramento Personale.

Clicca qui per compilare la tua SCHEDA DI VALUTAZIONE – 2° Settimana e per aver diritto al Super OMAGGIO del valore di € 150,00

Per la TERZA SETTIMANA settimana di allenamento ti proponiamo di focalizzare la tua attenzione in particolare all’astensione dai seguenti atteggiamnti di seguito specificati:

  • RECRIMINAZIONI -Rimproveri o lamentele pervasi di rancore o meglio gli atti con in quali si ritorcono delle accuse contro gli accusatori.
  • MALCONTENTO  – l’esternazione di uno stato psicologico di chi non è soddisfatto
  • PETTEGOLEZZI – Chiacchiere inopportune e indiscrete, tese a mettere in cattiva luce qualcuno e a commentarne maliziosamente la condotta

Per ogni obiettivo sopra elencato, suggerito per la TERZA settimana di allenamento alla sospensione dalle lamentele,  che troverete anche nella scheda al link sottostante, seleziona per ogni domanda il punteggio che ritieni più rappresentativo della tua performance verso il tuo Miglioramento Personale.

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nov
27

La Vita

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“Com’è imbarazzante aver voluto imporre a qualcuno i miei desideri, pur sapendo che i tempi non erano maturi e la persona non era pronta, anche se quella persona ero io. Oggi so che questo si chiama “rispetto“.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di desiderare un’altra vita e mi sono accorto che tutto ciò che mi circonda è un invito a crescere. Oggi so che questo si chiama “maturità“…

Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho capito di trovarmi sempre ed in ogni occasione al posto giusto nel momento giusto e che tutto quello che succede va bene. Da allora ho potuto stare tranquillo. Oggi so che questo si chiama “stare in pace con se stessi“.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di privarmi del mio tempo libero e di concepire progetti grandiosi per il futuro. Oggi faccio solo ciò che mi procura gioia e divertimento, ciò che amo e che mi fa ridere, a modo mio e con i miei ritmi. Oggi so che questo si chiama “sincerità“.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono liberato di tutto ciò che non mi faceva del bene: persone, cose, situazioni e tutto ciò che mi tirava verso il basso allontanandomi da me stesso… all’inizio lo chiamavo “sano egoismo“… ma oggi so che questo è “amore di sé“.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di voler avere sempre ragione. E così ho commesso meno errori. Oggi mi sono reso conto che questo si chiama “semplicità“.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono rifiutato di vivere nel passato e di preoccuparmi del mio futuro. Ora vivo di più nel momento presente, in cui tutto ha un luogo. È la mia condizione di vita quotidiana e la chiamo “perfezione“.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono reso conto che il mio pensiero può rendermi miserabile e malato. Ma quando ho chiamato a raccolta le energie del mio cuore, l’intelletto è diventato un compagno importante. Oggi a questa unione do il nome di “saggezza interiore“. Non dobbiamo continuare a temere i contrasti, i conflitti e i problemi con noi stessi e con gli altri perché perfino le stelle, a volte, si scontrano fra loro dando origine a nuovi mondi. Oggi so che tutto questo è “la vita”.

 Charlie Chaplin

Il Libro della Saggezza Interiore
99 Storie intorno all’uomo

Partecipa con noi a  questa divertente iniziativa, assisterai all’inizio del tuo cambiamento sulla strada verso il Miglioramento Personale che ti porterà all’Eccellenza .

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A tutti coloro che accetteranno la sfida di Miglioramento Personale e che sistematicamente compileranno la scheda di valutazione e partecipazione, verrà riservata una piacevole SUPER sorpresa a ricordo di questo percorso condiviso, si tratta di un OMAGGIO A TE RISERVATO del valore di 150,00 €

Siamo un gruppo di partecipanti già numeroso ma aspettiamo anche te…. la condivisione del percorso è di grande aiuto a tutti e, oltretutto rende più divertente ed entusiasmante l’esperienza.. condividila con i tuoi amici e familiari…

Ciò che caratterizza una qualità vincente di un soggetto rispetto ad un altro è la capacità di gestire il cambiamento, affrontando con maturità le sfide della vita, mettendosi continuamente in discussione anziché appoggiarsi alle scuse ricercando gli errori negli altri.

Se accetti la sfida, le SCHEDE DI AUTOVALUTAZIONE che troverai più avanti in questo documento, ti serviranno per monitorare il tuo impegno e per cominciare un percorso di autovalutazione e di Miglioramento Personale alla ricerca dell’Eccellenza.

                Ci siamo!!!   Veniamo al Dunque..

Per facilitare la riuscita di questo difficile lavoro su se stessi abbiamo costruito un percorso per gradi,  in

7 PASSI

consigliandoti di concentrarti solo su alcuni atteggiamenti ogni settimana, ATTEGGIAMENTI meglio specificati in fondo a questa pagina. In questo modo ti apparirà più soft l’approcio al nuovo atteggiamento che desideriamo possa divenire automatico e quindi senza sforzo alcuno al termine dei 21 giorni.

Segui i 7 PASSI che ti renderanno la SFIDA chiara-semplice-divertente:

_________________________________________________________

  1. Leggi attentamente la premessa dell’Iniziativa a questa pagina dove potrai far proprio il Metodo di Will Bowen;
  2. Se hai un profilo facebook iscriviti all’Iniziativa qui dove potrai avvalerti della condivisione di tutti i partecipanti e ricevere i vari feed back;
  3. Poichè il termine Lamentela è troppo generico, ti consigliamo di focalizzare la tua attenzione, per ogni settimana di allenamento, in particolare agli atteggiamenti di astensione suggeriti in fondo a questa pagina;
  4. Al termine della PRIMA settimana di allenamento compila la   SCHEDA di AUTOVALUTAZIONE  ON LINE – 1°  Settimana per aver diritto al Super OMAGGIO del valore di € 150,00;
  5. Al termine della SECONDA settimana di allenamento compila la  SCHEDA DI AUTOVALUTAZIONE ON LINE – 2° Settimana, per aver diritto al Super OMAGGIO del valore di € 150,00;
  6. Al termine della TERZA settimana di allenamento compila la  SCHEDA DI AUTOVALUTAZIONE – 3° Settimana, per aver diritto al Super OMAGGIO del valore di € 150,00;
  7. Ad ogni invio dei dati relativi alla SCHEDA di AUTOVALUTAZIONE ON LINE potrai consultare i risultati, la valutazione del tuo percorso e gli eventuali consigli segnalati all’interno della SCHEDA DI AUTOVALUTAZIONE ON LINE.

_________________________________________________________

Riepilogando…..

 

Come abbiamo accennato nel post 21 GIORNI SENZA LAMENTARSI, il termine LAMENTELA è troppo generico e va approfondito e sviscerato nello specifico:

PRIMA SETTIMANA di allenamento: ti proponiamo di focalizzare la tua attenzione in particolare all’astensione dai seguenti atteggiamnti di seguito specificati:

  • BRONTOLIO – Atteggiamento di chi si lagna a voce più o meno bassa proferendo parole di risentimento
  • VITTIMISMO – Atteggiamento di chi si considera, spesso senza motivo, trascurato, maltrattato dagli altri, incompreso
  • PROTESTA – Contestazione, manifestazione espressamente dichiarata in modo sentito e forte di un sentimento, di una convinzione; una presa di posizione risentita contro chi o contro ciò che appare iniquo, illegittimo, dannoso

Per ogni obiettivo sopra elencato, suggerito per la PRIMA settimana di allenamento alla sospensione dalle lamentele,  che troverete anche nella scheda al link sottostante, seleziona per ogni domanda il punteggio che ritieni più rappresentativo della tua performance verso il tuo Miglioramento Personale.

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 Dopo aver compilato la SCHEDA DI VALUTAZIONE, nella seconda pagina, troverete i risultati riferiti al punteggio ottenuto per scaglioni di valutazione che potrete consultare per una maggior consapevolezza del grado di autonomia ed automatismo raggiunti rispetto al nuovo atteggiamento/abitudine di astensione dalle lamentele.

SECONDA SETTIMANA settimana di allenamento: ti proponiamo di focalizzare la tua attenzione in particolare all’astensione dai seguenti atteggiamnti di seguito specificati:

  • IMPRECAZIONI - Bestemmie, Insulti, Invocazioni di malanni, di sventure su chi è oggetto di risentimento, di odio.
  • CRITICA/GIUDIZIO  – esternazione gratuita di ciò che si pensa di qualcuno o di qualcosa senza che ne venga fatta esplicita richiesta; una valutazione su fatti o persone che assume un tono di sentenza o verdetto tendenti al castigo o colpevolezza più che ad un feed back costruttivo.
  • POLEMICHE – Controversie, Discussioni vivaci e combattive, dettate da animosità, a livello scritto o verbale, condotte in un dibattito tra due o più persone spesso solo per il gusto di contraddire o per sfogo personale.

Per ogni obiettivo sopra elencato, suggerito per la SECONDA settimana di allenamento alla sospensione dalle lamentele,  che troverete anche nella scheda al link sottostante, seleziona per ogni domanda il punteggio che ritieni più rappresentativo della tua performance verso il tuo Miglioramento Personale.

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TERZA SETTIMANA settimana di allenamento: ti proponiamo di focalizzare la tua attenzione in particolare all’astensione dai seguenti atteggiamnti di seguito specificati:

  • RECRIMINAZIONI -Rimproveri o lamentele pervasi di rancore o meglio gli atti con in quali si ritorcono delle accuse contro gli accusatori.
  • MALCONTENTO  – l’esternazione di uno stato psicologico di chi non è soddisfatto
  • PETTEGOLEZZI – Chiacchiere inopportune e indiscrete, tese a mettere in cattiva luce qualcuno e a commentarne maliziosamente la condotta

Per ogni obiettivo sopra elencato, suggerito per la TERZA settimana di allenamento alla sospensione dalle lamentele,  che troverete anche nella scheda al link sottostante, seleziona per ogni domanda il punteggio che ritieni più rappresentativo della tua performance verso il tuo Miglioramento Personale.

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A percorso ultimato ti verrà comunicato il contenuto dell’ OMAGGIO A TE RISERVATO.

A questo punto i tuoi sforzi si rivelano in tutto lo splendore di un approccio alla vita sereno e pronto per le nuove SFIDE verso il MIGLIORAMENTO PERSONALE.

Quali sfide???  Non ti preoccupare, a questo pensiamo noi a proportele, non sono altro che quelle della quotidianità, con la differenza che ti solleveranno dall’incombenza di affrontarle tutte assieme, bensì ti CHIAMERANNO A concentrare la tua attenzione in particolare ad UNA per UNA di queste. Le nuove abitudini diverrano positivi automatismi, come guidare la macchina ma con la piena Presenza Consapevole.

 

Che ne pensi? – ACCETTI LA SFIDA…..!?

 

 

 

“Change Your Life

Live Seminar

aa
- 24 Marzo 2012 - 
Zelarino/Mestre -Venezia

ore 15:00 – 19:00

“Vuoi tenere conto delle lezioni della vita soltanto quando non ti servono più?”

Se la tua risposta è ”NO”,

puoi continuare a leggere quanto abbiamo da dirti…

Sai bene che il passaggio verso il cambiamento passa attraverso la consapevolezza di come siamo, senza nascondere nulla a noi stessi e facendo una lunga analisi del nostro percorso che ci ha portato al momento presente.

*Se vogliamo cambiare/migliorare la nostra vita,

*se desideriamo porvi una svolta perché così com’è non ci piace più,

dobbiamo procedere

cambiandoil nostro mondo interiore”.

…e…Cosa significa?

Significa cambiare il modo in cui vediamo le cose,

il nostro modo di pensare, di percepire la vita, accettando il fatto che come abbiamo appreso ad essere la persona che siamo, allo stesso modo possiamo apprendere come possiamo diventare una persona diversa, migliore… o addirittura più felice.

L’Obiettivo del Seminario è:

-acquisire una maggiore coscienza di come siamo,

-che la felicità è connessa alla qualità del nostro modo di
pensare e

-che noi, giorno dopo giorno, diventiamo quello che pensiamo.

Motivazione e Convinzione
Di fronte alle difficoltà non reagiamo tutti allo stesso modo, alcuni di noi si fermano spesso di fronte alle prime difficoltà, alle prime delusioni o ai primi tentativi mal riusciti, altri invece procedono verso il loro obiettivo con sicurezza ed apparentemente senza sforzo.

Cosa rende diverse queste persone da coloro che si fermano alle prime difficoltà,

Come fanno a superare i loro limiti nonostante tutto?

La differenza sta soprattutto su due condizioni di base:

Motivazione e Convinzione

Da un punto di vista psicologico, la motivazione è un insieme di eventi dinamici che spingono un individuo verso qualcosa o qualcuno. Le nostre motivazioni sono il carburante che ci spinge al cambiamento, sono le motivazioni che ci aiutano a rialzarci dopo ogni caduta. La mancanza di motivazioni è spesso la causa di quelli che usiamo chiamare “fallimenti”.

Convinzioni

Potenzianti o Limitanti

Molto spesso le convinzioni non sono frutto della nostra esperienza diretta ma vengono raccolte dalle esperienze altrui: sono le mappe mentali di amici, genitori, insegnanti, ecc… Le convinzioni possono essere “potenzianti” perchè ci permettono di raggiungere i nostri obiettivi e di renderci la vita migliore, altre volte sono “limitanti” impedendoci di sviluppare nuove capacità e ponendo nuovi ostacoli a volte insormontabili per il raggiungimento dei nostri obiettivi.

Questo Seminario creerà, una volta di più, l’occasione per riflettere sulle nostre risorse e capacità interiori, sviluppando nuove modalità di pensiero che ci aiuteranno ad ampliare la nostra mappa mentale e a trasformare le nostre convinzioni limitanti, qualora ci fossero, in nuove opportunità di crescita.

Chi Siamo veramente…
Spesso accompagnamio la nostra esistenza con l’utilizzo di nomi, concetti, predicati, volti più a dare un valore o un significato a ciò che siamo mentre non ci accorgiamo di ciò che potremmo essere sviluppando la nostra interiorità. Se smettessimo di ostinarci a difendere le nostre contraddizioni, i nostri difetti e limiti, potremmo guardare dendro di noi e scoprire come siamo veramente.

Si raccontadi un
ricco mercante che aveva raggiunto prosperità economica, prestigio e una soddisfacente vita familiare, tuttavia provava un certo “vuoto interiore”che gli impediva di essere completamente felice. Al vecchio saggio al quale si rivolse, ricevette questa
risposta:

“Forse
hai cercato le virtù e il senso della vita al di fuori di te.

Hai attribuito gran valore ai tuoi possessi, al tuo lavoro e può essere, anche, all’opinione degli altri.

Facendo ciò, non hai permesso al tuo Sé interiore, di esprimersi e di manifestarsi, per questo sei infelice.

Torniamo dunque a chiederci:

Cosa vogliamo fare della nostra vita?

Chi siamo?

Come vogliamo essere?

Ecco, questa è l’opportunità che fa per te:

una straordinaria giornata di formazione
dedicata alla tua crescita personale, per riscoprire la tua
capacità di dare il meglio di te stesso e contribuire positivamente
anche alla vita altrui.

 

Change Your Life” vuole aiutarci a trovare
le risposte!!!

Te l’ho già detto???

Il Valore complessivo del seminario è di

€ 150,00

La CoCreationProEvolution ha deciso che

per questa Edizione 2012 il contributo

all’investimento viene ridotto a

soli € 59,00

comprensivi di Iscrizione Annuale all’Associazione

L’ingresso è OMAGGIO

per coloro che si sono impegnati a raggiungere l’obiettivo divulgato dall’ Ass. Cult. CoCreationProEvolution

di smettere di lamentarsi per un periodo consecutivo di 21 Giorni e che hanno compilato ed inviato le 3 schede di valutazione settimanali qui riportate .

Ti consigliamo di prenotarti subito perchè la sala ci permette di accogliere un numero limitato di partecipanti e i posti disponibili potrebbero terminare nel giro di pochissimi giorni.

Se vuoi partecipare con il diritto OMAGGIO impegnati anche tu ad astenerti dalle lamentele per almeno 21 giorni, compilando ed inviando le schede che trovi a questo link.


Se questa iniziativa non è di tuo interesse ma vuoi partecipare al
Live Seminar “Change Your Life” prenota il tuo posto compilando i campi sottostanti

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in materia di protezione dei dati personali (D.Lgs. 196/2003)

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a co.pro@ilfilodimagy.it

ti daremo tutte le informazioni necessarie.

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feb
18

AutoDisciplina: una Sfida

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Un passo verso il Cambiamento

Una grande sfida

AutoDisciplina

Sai … quando ti chiedi: “perchè mi trovo ad affrontare questa sfida….?”

Mi trovo ad affrontare una cosa difficile per me, non sò come fare, non sò da dove cominciare, solo per un motivo mi trovo ad affrontare questa cosa: Perchè quando ho ricevuto l’invito a fare questa cosa, ho detto “SI”.
“VOGLIO FARLA, VOGLIO PARTECIPARE..”

Per entrare in una gara, in una sfida, la prima cosa che dobbiamo volere è PARTECIPARE..

Lo sportivo non si accontenta di partcipare; all’inizio si, vuol partecipare.. e come lo sportivo anche noi poi, quando siamo in gara non vogliamo solo partecipare, vogliamo riuscire alla grande, protendiamo verso la vittoria della gara…

Quando partecipi a una gara e non vinci, poco ti consola che ti dicano: “non essere deluso, l’importante è partecipare, non vincere”

Perchè dentro di noi, sentiamo un profondo desiderio di vittoria, di riuscire in quello che stiamo facendo ed anche in modo eccellente.. non discreto..
Per riuscire è vero che dobbiamo essere disposti anche a cadere, a fare delle figuracce..
Lo sai.. chi non partecipa di sicuro non ne fa di figuracce, ma non si allena, rimane allo stesso livello: “in panchina” .. resta a guardare..
Quando sei disposto a fare figuracce, sei disposto a crescere.. sei disposto a metterti in gioco, ad andare oltre i limiti di cui ti eri convinto di avere fino a ieri, sei disposto a credere nelle tue capacità perchè, dentro di te, c’è una forza che non puoi più ignorare..
Quando inizi a scoprire te stesso, senti la necessità di nutrire il tuo “Sè” come il tuo corpo ti chiede di sfamarlo, dissetarlo, curarlo…e non puoi più farne a meno altrimenti moriresti piano piano..

Quindi PUNTO 1..

Per Riuscire alla grande in una gara o in una sfida (come la sfida della vita) devi Essere disposto a RIMETTERCI LA FACCIA, a metterti in gioco rischiando anche di cadere

L’agonista è lo sportivo impegnato che è disposto ad autodisciplinarsi RINUNCIANDO a ciò a cui non rinuncerebbe l’individuo comune.. quelle che normalmente percepiamo come rinunce, si trasformano in opportunità, opportunità per vincere, per crescere, per andare oltre i nostri limiti apparenti..
Hai una vaga idea di come sale la tua autostima ed il tuo entusiasmo quando raggiungi l’obiettivo e ti prepari ad affrontare quello successivo, la tua convinzione si trasforma in:

CE LA POSSO FARE…

Quindi PUNTO 2..

Per Riuscire, per poter RAGGIUNGERE IL TUO OBIETTIVO, devi essere disposto a RINUNCIARE A QUALCOSA e ben presto la tua PERCEZIONE DI RINUNCIA si TRASFORMA in PERCEZIONE DI OPPORTUNITA’

Pensa a come ti senti quando sei disposto a dire SI ancora quando non sai esattamente come farai per riuscirci.. questa è una credenza potenziante.
Quante volte ci capita di sentire che le forze vengono meno, come per lo sportivo in una gara, così per l’essere umano nella vita, ma sai che devi andare avanti..è così importante andare oltre i nostri limiti (o quelli che consideriamo tali) perchè nel profondo qualcosa ci dice che vogliamo fare la differenza, vogliamo ascoltare e rispettare la nostra essenza, che ci manda i segnali affinchè impariamo a consapevolizzare sempre più CHI SIAMO

Il maestro in noi è questo

I VINCITORI non sono come gli altri, i vincitori sono delle aquile,  le aquile non volano con i piccioni.. le aquile volano molto in alto, spesso da sole, ma vedono tutto, riescono ad avere una percezione globale, allargata.

A proposito di piccioni, come loro volano tutti assieme.. anche noi spesso seguiamo la massa.. uno dice: “andiamo in discoteca” e gli altri: “si dai… andiamo tutti in discoteca..”  e tutti in gruppo in discoteca..
Quando chiedi a queste persone: “perchè lo fai?” e ti rispondono: “perchè lo fanno tutti” (come dire: “che c’è di strano?”)
Attenzione, non voglio certo darti del “piccione”, voglio solo suggerire di riflettere su quanto accade in questi casi e quale effetto può procurare su di noi quando facciamo i “piccioni” ovvero quello di annullarci.

A questo punto, c’è qualcosa dentro di te che ti dice: ” Tu non sei Tutti, quindi PIANTALA di fare tutto ciò che fa la massa”. Non ti accorgi che puoi fare la differenza? C’è bisogno di te, c’è bisogno di esseri umani che facciano la differenza e non è un concetto anticonformista…

E quando pensavi che tutto ciò che facevi fosse normale.. ebbene quella voce giunge a dirti: “allora, ora te lo dico con tutta la mia forza che tu NON SEI UN NUMERO, non sei ciò che, come un luogo comune, viene considerato “NORMALE”, te lo dico perchè ti amo.. e sai perchè? …hai uno spirito divino in te, TU SEI UN ESSERE DIVINO e come tale TU PUOI…..Esprimere, Osare, Essere, Trasmettere, Trasformare, Creare, Concepire il Tutto. Tu Hai qualcosa da dire agli altri, hai qualcosa di importante da fare, da trasmettere ….. nutrire gli altri è nutrire te stessa/o.

Quella voce interna aspetta solo che tu dica una parola sola: “SI”

o vuoi continuare a dirti:
- “sono giovane, non so come fare questo, come riuscirci”
oppure
- “sono vecchio oramai per dedicarmi a questo, non ho le forze..”
- “non so da dove iniziare”
- “non ho abbastanza conoscenza riguardo a questa cosa..”

Allora, dopo che hai detto SI ancora quella forza interiore ti chiede:

“vuoi esserci da partecipante o da protagonista?”

poi ancora ti dice:

“Non perdere il tuo tempo, rispetta te stesso, la tua missione ORA

Quindi PUNTO 3..

dico “SI” partecipo da PROTAGONISTA

Cosa fare innanzitutto?

AutoDisciplinarSI

Segui questo breve video sull’AutoDisciplina

ora ti auguro un’ottima gara, una serena sfida con te stesso e con la vita

Un sincero abbraccio

Sonia Maggy

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10

Gruppi di Crescita

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La CoCreationProEvolution quest’anno propone un grande ed ambizioso PROGETTO di CRESCITA per ognuno di noi.

Leggi attentamente e segna nella tua agenda i luoghi, le date e gli orari in cui si svolgono questi interessanti incontri. Teniamo a sottolineare che si tratta di un solo incontro al mese da Aprile a Dicembre 2012 escluso il periodo estivo (luglio e agosto). Credo che, dedicare totalmente a te stesso due ore al mese del tuo tempo, sia il minimo che tu possa fare per farti un meritato regalo, oltre ad incontrare altre anime che, come te, hanno a cuore il proprio benessere – equilibrio – serenità e miglioramento e che ritengono preziosa la condivisione di pensieri, esperienze ed emozioni.

Di seguito trovi alcune tematiche che la CoCreationProEvolution ti propone ma nel caso in cui il gruppo avesse il desiderio di approfondire un argomento in particolare può segnalarlo in modo tale da andare incontro a quelli che sono i bisogni del gruppo stesso che si va formando. Chi avesse necessità, durante il percorso,  di affrontare una problematica specifica in privato, oltre il lavoro di gruppo, può richiedere degli incontri individuali ai relatori che per empatia, affinità e competenza, si ritiene possano offrire un contributo efficace alla risoluzione  e/o eliminazione del problema stesso.

Vogliamo essere Vittime o Creatori di questo mondo? La domanda sarebbe giusta se potessimo scegliere ma, in verità, è che manca solo la consapevolezza che siamo noi i Creatori delle nostre esperienze, nè vittime nè altro.. anche se le nostre abitudini, l’educazione acquisita, la cultura e l’ambiente in cui viviamo e abbiamo vissuto ci fa scattare il meccanismo automatico dell’essere vittima. Vediamo di capire insieme, in che modo creiamo le nostre esperienze, quali sono le percezioni e come possiamo modificarle in vista di un obiettivo comune: VIVERE UN’ESISTENZA di serenità, amorevolezza,equilibrio, centratura, solidarietà…in altre parole ESSERE FELICI. Per questo crediamo fortemente che la condivisione ci faccia crescere e ci aiuti a percepire che ognuno di noi può dare e ricevere molto, può essere ora protagonista, ora spettatore di ciò che accade e di ciò che via via va trasformandosi da esperienza di sofferenza ad esperienza di gioia.

Proponiamo l’esperienza di Crescita in Gruppo anche ai nostri ragazzi adolescenti che, in questo tempo, si sentono allo sbaraglio, con pochi punti di riferimento. Lobiettivo principale che ci proponiamo per i ragazzi che partecipano ai nostri gruppi è

> di ritrovare se stessi. Sappiamo quanto il sentirsi parte di un gruppo sia importante in adolescenza; un gruppo che permetta loro di potersi esprimere senza sentirsi giudicati, un gruppo che garantisca loro la massima protezione e rispetto per la sensibilità, la personalità, l’unicità di ognuno di essi che diventa il rispetto del gruppo stesso. Questo è un potente elemento di distinzione dai gruppi di massa in cui regna l’appartenenza o l’esclusione. Nessuno ha il diritto di escludere altri perchè ogni altro è una parte di noi e come tale va accettata e semmai educata al miglioramento.

> di essere ascoltati. Vorremmo trasmettere ai giovani quanto sia importante quello che essi provano, sentono; quanto quello che hanno da comunicarci renda tutti più consapevoli del valore di ognuno (giovani o meno). Vorremmo far scoprire loro quali strumenti hanno a disposizione per esprimersi, per diffondere la loro voce, i loro pensieri, sogni e desideri.

> acquisire migliori abilità di comunicazione. Vorremmo aiutarli a comunicare meglio sia tra loro che negli ambienti in cui fanno esperienza di vita (famiglia, scuola, amicizie..)

> comprendere il valore della responsabilità. Ci piace pensare che attraverso questi gruppi di crescita vi sia un divertente impegno e responsabilità dei componenti verso se stessi ed il gruppo, elementi fondamentali per costruire ogni cosa ed in prima linea la formazione di “Se Stessi” e delle proprie esperienze di crescita attraverso l’acquisizione di strumenti che consentano loro di percepire il loro vero valore e la propria responsabilità in ogni esperienza di vita ed interiore.

Ci potremmo avvalere di mezzi che come la musica, le immagini e l’esperienza diretta di persone che in situazioni di difficoltà apparente hanno saputo andare oltre e tirar fuori tutte le proprie potenzialità, affinando l’uso di armi nascoste e sin prima sconosciute. Potremmo proporre ad alcuni dei partecipanti di sperimentare in prima persona situazioni che consentano loro di superare alcune barriere, alcune paure o convinzioni limitanti. E’ importante ridare ai nostri ragazzi ciò che già gli appartiene e che per svariati motivi spesso viene tolto inconsapevolmente come l’autostima, la fiducia in se stessi e nei propri sogni e abilità, il potere di autoguarigione psicofisica.

Nei nostri gruppi si alternano momenti di dialogo a momenti esperienziali in cui ogni partecipante può interiorizzare quanto ha compreso concettualmente. La sola comprensione concettuale sarebbe limitativa in quanto non consentirebbe di ripetere, nella propria vita quotidiana, quanto è stato trasmesso in gruppo. La sperimentazione di esempi e di situazioni che rendano chiaramente l’idea di quanto espresso in dialogo è l’interiorizzazione dell’esperienza stessa che permette in seguito di essere rivissuta anche al di fuori del gruppo.

Questi sono principalmente gli obiettivi che consideriamo fondamentali e che proponiamo ai partecipanti dei nostri gruppi.

Ora non ti resta che prender nota di date e luoghi, come vedi puoi scegliere, sulla base dei tuoi impegni e della comodità, quando e dove parteciparvi tra Noale e Massanzago. Ringraziamo ancora questi comuni che da due anni ci ospitano e che hanno la massima fiducia sui nostri intenti e sul nostro operato. Come abbiamo già detto l’impegno, in termini di tempo, è solo quello di un incontro al mese, questo per consentire a tutti i partecipanti di vivere nella maniera più leggera possibile un’esperienza impegnativa e per dar modo di sperimentare nell’arco del mese quanto si acquisisce nel gruppo e dal gruppo.

Non mancheremo di presentare questo progetto in occasione dell’evento iniziatico e di apertura del percorso di miglioramento personale aperto a tutti :

“Change your Life”

ATTENZIONE: Scarica qui il Free Pass To Change Your Life 

ed invialo a co.pro@ilfilodimaggy.it 

Per informazioni sul seminario apri il link

Il FREE PASS ti permette di garantirti la partecipazione

all’evento completamente gratuita.

Che aspetti?

A chi si rivolge “Change your life” ed il PROGETTO dei Gruppi di Crescita?

Sai, dalla mia esperienza di questi ultimi anni di condivisione in gruppo di percorsi di vario genere sulla crescita personale e sul benessere di corpo mente e spirito, ho notato che chi decide di lavorare su di se per un’esistenza migliore e perchè no, più felice, non è necessariamente chi ha grossi problemi ma anzi, chi consapevolizza che mettersi in discussione è fondamentale per affrontare al meglio le sfide di ogni giorno e questi gruppi stimolano molto all’apertura di cuore, mente e spirito; è partendo dall’apertura che possiamo ricavare ottimi benefici in ogni ambito della nostra vita, nelle relazioni, in famiglia, nella professione, a scuola e così via…

Non serve essere disperati per sentire l’esigenza di migliorare la propria persona e la propria esistenza, anzi…. più percorri questa strada e più ne sei grato e ti rendi conto di quanto ti dà.. Il nostro consiglio è proprio quello di non aspettare di arrivare a sentirti disperato per lavorare su di te, per migliorare te stesso. In quella condizione si rischia di prendere dei grossi abbagli, si rischia di rivolgersi a persone o entità che creano dipendenza, che sfruttano la condizione di disagio e di sofferenza delle persone. Il valore della libertà nessuno ce lo può togliere se non noi stessi nella condizione di disperazione. Impariamo a rispettarci e a volerci bene; l’equilibrio e la serenità che troviamo in noi stessi ci rende liberi da qualsiasi forma di manipolazione e di dipendenza. Sei d’accordo?

Sono grata a tutti gli amici che ho incontrato durante questi anni di cammino di crescita condiviso in gruppo, abbiamo potuto godere dell’energia di tutti facendoci crescere concretamente e non finisce qui…. c’è ancora molto su cui lavorare.

Non esiste investimento migliore che su noi stessi..

Sono sicura che sai cogliere al volo le grandi opportunità!

per qualsiasi informazione scrivi a co.pro@ilfilodimaggy.it o chiama allo +39 3407969041 puoi parlare con me anche via skype all’indirizzo che ti invierò alla tua richiesta mail.

A prestissimo…

Sonia Maggy