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SOS mamme

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SOS mamme, stress sotto controllo!

Figli, famiglia, lavoro, casa: le mamme di oggi hanno troppi impegni da gestire da sole e troppo poco tempo. I consigli della psicoterapeuta per fare (quasi) tutto e tenere a bada lo stress.

SOS mamme stressate! La società nella quale viviamo ci chiede di essere donne, mamme, lavoratrici, compagne, ‘manager’ del nostro menage famigliare, e sempre al top della perfezione. Ma come si fa? Il tempo è poco, il più delle volte ci ritroviamo sole a gestire tutti gli impegni e lo stress è sempre alle porte!

Ecco alcuni ‘consigli di sopravvivenza’ della psicoterapeuta Anna Salvo, docente di psicologia dinamica dell’Università degli studi della Calabria e autrice di numerosi libri su tematiche psicologiche femminili, come “Depressione e sentimenti”, “Madri e figlie”, editi da Mondadori.

LE SETTE REGOLE D’ORO ANTI-STRESS

- La perfezione non esiste!
Spazziamo via una volta per tutte il mito che una madre debba essere sempre perfetta. “È una sorta di ‘virus’ che si è diffuso nel mondo occidentale quello che la mamma debba essere sempre al top delle sue performances e non si possa concedere neanche uno scatto” esordisce Anna Salvo.

“Impariamo invece ad essere sufficientemente adeguate, disponibili, efficienti e finalmente in pace con noi stesse, perché le corse verso una perfezione irraggiungibile generano solo ansie e stress, che si ritorcono automaticamente contro di noi! È nelle commedie americane o in certi spot pubblicitari che tutti sono sempre sorridenti, pacati, disponibili, ma la realtà è fatta di persone con le loro debolezze, a volte sorridenti e serene, a volte prese dai loro pensieri o arrabbiate, e se per una volta abbiamo uno scatto di nervi con il nostro bambino non per questo dobbiamo sentirci delle mamme scellerate.

Accettiamo l’imperfezione come una cosa normale e positiva: immaginate quanto sarebbe insopportabile un genitore perfetto”?

- Impara a chiedere aiuto
Un altro mito di noi donne è quello dell’onnipotenza infallibile: a volte pensiamo di poter fare tutto da sole e di non aver bisogno degli altri. È vero, come accudiamo noi nostro figlio non lo sa fare nessuno, nessuno sa meglio di noi come mettere in ordine la casa e dove riporre ogni cosa, nessuno sa cosa e come comprare al supermercato, ma se ne abbiamo la possibilità, approfittiamo pure dell’aiuto della mamma, di una vicina di casa, di una tata o di una donna delle pulizie, che ci aiutino col bebè o nelle faccende domestiche. E quando è disponibile, deleghiamo qualche incombenza pratica anche al papà!

- Possessiva, no grazie
Confessiamolo: uno dei motivi principali per qui non vogliamo delegare l’accudimento del bambino ad altre persone è la nostra possessività. “Bisogna scrollarsela di dosso” consiglia la psicoterapeuta: “Il bambino non è una cosa nostra, ma si può affidare tranquillamente ad altri senza che ce lo ‘rovinino’. La nonna gli dà sempre le caramelle? Per quelle poche volte che capita non gli faranno certo del male!

All’asilo non lo lavano come faremmo noi? Pazienza, rimedieremo quando tornerà a casa!” Altro timore: quello che, stando spesso con altre figure, possa alla lunga affezionarsi a loro di più che a noi. “Mettiamoci l’animo in pace” prosegue Anna Salvo: “la mamma occuperà sempre un posto privilegiato, che si è costruito e consolidato sin dai primi mesi di vita e che nessuno le potrà togliere mai!

Insomma, se una volta tanto vogliamo concederci una giornata di evasione, per andare al cinema, a fare shopping o incontrare un’amica, lasciamo pure il pargolo dai nonni o dalla tata, senza sensi di colpa!

Teniamo presente che fino ad alcuni decenni fa nelle famiglie borghesi i bambini venivano allevati dalle tate e incontravano i genitori solo un paio di volte al giorno: era un eccesso, certo, ma oggi forse stiamo eccedendo nel senso opposto!

Infine, può essere difficile per noi da ammettere, ma spesso i bambini, anche se lontani da noi, si divertono e non vivono solo e sempre nell’attesa che la mamma ritorni!”

- Sul lavoro devi darti delle priorità
Se abbiamo un bambino di pochi mesi sarà ben difficile che riusciremo ad assolvere agli impegni di lavoro con la stessa serietà di prima. “Se abbiamo un lavoro autonomo, creiamoci delle priorità e rimandiamo le cose più impegnative a un altro momento, senza pensare che in questo modo ‘perdiamo il treno’” evidenzia Anna Salvo.

“Nella nostra società è diventata predominante l’idea dell’ora o mai più. Invece dobbiamo pensare che il nostro ‘ora’ è invaso dalla presenza importante del nostro bambino: il resto può attendere”.

- Coltiva la vita di coppia
Teniamo presente che un figlio non rappresenta per il padre lo stesso oggetto d’amore che rappresenta per la mamma. Anzi, il padre si aspetta di essere riconosciuto lui stesso come oggetto d’amore. Per quando inebriante sia il rapporto mamma-bambino, allora, non si può pretendere che gli unici discorsi tra moglie e marito siano incentrati su quel che ha mangiato il bambino, quante volte si è sporcato o i progressi che ha fatto durante il giorno.

“Ci vuole una distribuzione equa di attenzioni” dice l’esperta; “ricordiamoci che abbiamo scelto quell’uomo come compagno di viaggio, un viaggio che non si può interrompere adesso che il bebè è piccolo per poi essere ripreso quando diventerà grande”.

Il segreto per coltivare il rapporto di coppia? Condividere gli impegni e ritagliarsi ogni volta che si può dei momenti tutti per sé.

- Non prendere tutto come un attacco personale
Man mano che il bambino cresce, acquisisce un suo mondo interiore, che non è necessariamente legato a noi. Se a volte non ha fame o se fa i capricci, non pensiamo che ‘ce l’ha con noi’. Le mamme sono portate a colpevolizzarsi facilmente e a pensare sempre di aver sbagliato qualcosa.

“Togliamoci colpe che non abbiamo e cerchiamo piuttosto di capire che cosa in quel momento disturba il nostro bambino” suggerisce la Salvo: “e questo potremo farlo solo mantenendoci serene. Oltretutto i bambini hanno delle antenne formidabili e captano subito se la mamma ha un cambio di umore o una tensione ed ecco che diventano ancor più capricciosi ed irritabili. È un giro vizioso che si può interrompere, ma non dobbiamo attenderci che sia lui a farlo: tocca a noi”.

- Concedi al bambino spazi di puro ozio

A volte le mamme si stressano perché nel pomeriggio devono districarsi fra le varie attività extrascolastiche del bambino: dal corso di inglese alla piscina, dalle lezioni di piano alla pallavolo. Ebbene, leviamoci dalla testa l’idea che il bambino debba essere intrattenuto sempre con qualche attività, ‘altrimenti si annoia’. Leggi anche Lo sport fa bene ai bambini

È giusto che ai bambini sia concessa anche l’esperienza dell’ozio – in cui restano sdraiati a guardare il soffitto, sognano ad occhi aperti, seguono le loro fantasie – e l’esperienza del gioco libero, magari in compagnia del loro amichetto del cuore. Se ne gioverà lui ma ne trarremo giovamento anche noi mamme, che magari riusciremo a dedicarci un po’ a noi stesse!

In conclusione … “Le mamme si portano addosso un bagaglio troppo pesante di ‘istruzioni per l’uso’ e principi di prestazione: intorno a noi c’è un ciarpame di indicazioni, regole, divieti che può annientare la nostra spontaneità e il nostro istinto materno. Il bambino non è un ‘prodotto’ che deve venire benissimo: lasciamolo e lasciamoci vivere!” conclude Anna Salvo.

http://www.nostrofiglio.it/il-bebe/9-12-mesi/SOS-mamme-stress-sotto-controllo.html

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