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13

Ma cosa fate in classe?

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Impara digitale… Ma cosa fate in classe?

di Dianora Bardi – mercoledì 25 aprile 2012

Ma… Cosa fate in classe? Come svolgete una lezione? Questa è la domanda che più mi sento rivolgere quando incontro altri docenti o genitori o ragazzi: non è facile spiegare un metodo così articolato, potremmo banalizzarlo dicendo: si insegna seguendo le competenze chiave europee, quelle di cittadinanza, si lavora in piccoli gruppi, si fanno molti laboratori, si vanno a consultare risorse direttamente in internet – e vanno validate, recensite, elaborate – si prova a costruire una traccia del percorso che si sta facendo, si creano ebook multimediali delle Unità di Apprendimento trasversali.

Ancora: si condivide quasi sempre, coi compagni, con quelli di altre classi, con chi resta a casa. In altri termini ci si trova – come dice Caterina Cangià – nella “bottega” e si lavora insieme; in una scuola aperta, senza pareti, dove il professore è il mastro, il regista, il “regolatore”, il coach, l’accompagnatore dei suoi studenti verso la conoscenza, la trasformazione di sé e del mondo attraverso quanto avranno appreso. Il cloud learning… il cooperative learning… direi “l’apprendimento personalizzato dove al centro c’è lo studente, la sua personalità e la sua creatività”.

Nulla di nuovo, quanti hanno svolto lezioni in questo modo… Credo ce ne siano e forse non pochi, i progetti pullulano, le classi 2.0, la scuola 2.0! Per la scuola italiana sarebbe importantissimo avere la disponibilità di leggere e conoscere queste esperienze, purtroppo la letteratura in tal senso è veramente miserrima, ed ogni volta che dobbiamo affrontare un nuovo percorso rincominciamo da capo, senza riferimenti. Questo perché non siamo abituati a documentare, a consegnare le nostre ricerche, ad aprirci fattivamente alla rete, quasi gelosi di ciò che abbiamo sperimentato o semplicemente incapaci di comunicarlo.

Nel primo anno del nostro progetto, con l’aiuto dell’USR per la Lombardia e del prof. Rotta, abbiamo monitorato e valutato tutti i nostri processi di apprendimento, scrivendo un libro, OLTRE LA CARTA, in cui abbiamo riportato la nostra esperienza, pubblicando tutto su un sito, presentandoci a miriade di convegni, offrendo a chiunque volesse di collaborare con noi per una crescita non autoreferenziale…. incominciamo a crescere!

Ricordo un incontro, a luglio del 2011 con padre Eraldo Cacchione, un giovane gesuita giunto da poco al Leone XIII di Milano, mi aveva invitato a “una intervista” (ma i gesuiti intervistano?? Devo dire che all’inzio ero un po’ perplessa..), mi parlava di Mac Luhan e di De Kerckhove (quest’ultimo mio grande amico), aveva percepito perfettamente l’importanza del cambiamento a cui oggi noi docenti siamo chiamati: è bastata un’ora di colloquio per capire che doveva nascere qualche cosa, “facciamo un movimento, che parta dal basso, che coinvolga la scuola nel suo vivere quotidiano, offriamo la nostra esperienza”. Una proposta che non potevo non accettare: neppure un anno ed è nato il Centro Studi impara Digitale, una trentina di scuole collaborano con noi, le aziende ci stanno supportando dandoci tecnologie da provare, i nostri tutor saranno i docenti dell’Università Bocconi… una goccia nel mare, ma io non credo nella formazione istituzionalizzata che ci piove dall’alto e che non tiene conto delle esigenze delle singole scuole, non credo nelle grandissime riforme dove il docente si sente costretto a fare ciò che non appartiene al proprio DNA.

Credo nel cambiamento, credo che la scuola debba mutare, è a un bivio da cui non si può tornare indietro: o si va avanti e si trovano nuove strade per insegnare ai nostri ragazzi o il gap diverrà talmente ampio tra noi e le nuove generazioni che perderemo l’unica vera occasione che abbiamo per recuperare tutte quelle conoscenze che noi docenti pensiamo lo studente debba possedere per farlo entrare positivamente in un mondo del lavoro sempre più ostico e difficile per i giovani. Ma ogni scuola, ogni classe ha una sua identità, che va rispettata, proprie esigenze: si possono dare linee guida comuni, punti di riferimento, strategie, modalità di lavoro ma si deve lasciare spazio ai singoli consigli di classe di curvare la propria didattica guardando i propri studenti.
Dalle esperienze di tutti, se positivamente condivise, potrà nascere un vero modello comune… almeno è quello che stiamo tentando di fare, ma.. e le tecnologie? E i nostri cari libri di testo?

Valutare la Competenza Digitale
Prove per la scuola primaria e secondaria

mag
02

DisperatiMai

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DISPERATI MAI di Radio24

Con questo Progetto Radio 24 dà voce agli imprenditori in difficoltà

Trea le segnalazioni di chi, tra le istituzioni e il terzo settore, dà aiuto e supporto a chi è in difficoltà c’è anche la CoCreationProEvolution Ass. Cult.

Questo è l’annuncio pubblicato il 27 Aprile 2012 su 

“La CoCreationProEvolution Ass.Cult. di Massanzago-PD,già in contatto con l’Ass.”SperanzaaLavoro” della prov. di Venezia, mette a disposizione volontariamente per le prov.del nord-est, le proprie competenze attraverso attività rivolte al sostegno degli imprenditori in difficoltà e dei loro familiari.

Tali percorsi formativi rientrano in un Progetto denominato

e si pongono l’obiettivo di:

>Accedere più facilmente alle proprie potenzialità inespresse.
>Come gestire o neutralizzare le emozioni negative.
>Definizione dei propri obiettivi e come raggiungerli.
>Cambiare le abitudini negative adottando comportamenti potenzianti.
>Come entrare in sintonia con le altre persone.
>La gestione della comunicazione efficace.
>I principi cardine della motivazione.
ed altri………

La CoCreation si adopera inoltre per creare un team di professionisti che vogliano prestare volontariamente le proprie consulenze tecnologiche, legali e fiscali a sostegno dei nostri imprenditori in difficoltà e di mettere a disposizione del Progetto “DisperatiMai” di Radio24 uno spazio all’interno del proprio portale sulla crescita personale www.ilfilodimaggy.it.
Per ogni ulteriore informazione potete contattarmi co.pro@ilfilodimaggy.it e seguire il Blog del Progetto

CoCreationProEvolution
Il Presidente
Sonia Guerra

Segui il Blog del Progetto qui

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apr
11

Feed back of Change your Life

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Feed Back

“Change your life”

24 Marzo 2012

Zelarino – Venezia

** domanda**  

Cosa ti ha spinto a partecipare a questo Seminario?

Alcune delle risposte …

  • Torno volentieri qui oggi ad assistere al nuovo appuntamento con Andrea Frittajon perchè è un ulteriore opportunità che mi viene data di Crescita ed Approfondimento di tematiche che hanno a che fare con il nostro animo, il nostro Spirito e le componenti della nostra vita quotidiana;


  • Da un pò di tempo partecipo agli incontri tenuti da Andrea Frittajon perchè, in qualche modo, cresco ed ho l’opportunità di trovarmi con altre persone che cercano di conoscersi più a fondo;


  • E’ la prima volta che partecipo agli incontri organizzati da CoCreation, la prima volta che incontro Andrea Frittajon, sono stato attirato dal titolo del Seminario, dalla tematica proposta, che mi ha incoriosito tantissimo. Lascio poi all’evolversi della giornata, non mi sono posto nè limiti iniziali nè limiti finali;


  • Mi trovo qui oggi perchè conosco questo gruppo, non è la prima volta che partecipo agli incontri di Andrea Frittajon e l’argomento di oggi mi sembra molto interessante;


  • E’ la seconda volta che partecipo a questi incontri con spirito di avventura e scoperta interiore;


  • Non è la prima volta che partecipo agli incontri organizzati da CoCreation e tenuti da Andrea Frittajon ed ogni volta mi porto a casa qualcosa in più che mi fa riflettere e mi fa crescere; per questo continuo con piacere il percorso di ricerca con Andrea


  • Seguo da molto il sito ilfidimaggy ed oggi mi trovo qui soprattutto spinta dalla curiosità della tematica;


  • Seguo le attività di Sonia e de ilfilodimaggy, oggi assisto per la prima volta all’incontro di Andra Frittajon e vediamo cosa mi porterò a casa oggi…;


  • Vengo da un paesino della provincia di Vicenza, voglio godermi questa esperienza lasciando ogni porta aperta….


  • Eì la prima volta che partecipo ai vostri incontri, sono entrato in contatto con Sonia e mi sono iscritto a questo seminario perchè sono interessato a tutto ciò che riguarda la motivazione;


  • Partecipo a questo incontro per apprendere qualcosa in più che allarghi la mia mente.


  • Vengo a questi incontri ascoltando poi come influiscono sui miei stati d’animo e anche perchè ho fiducia in Andrea e Sonia, nelle loro attività.


Mi Presento…

Mi chiamo Andrea Frittajon, ho 60 anni, nonno di 5 nipoti, ho 3 figli, è da molto che teniamo incontri sul senso della vita e sulla conoscenza interiore per meglio comprendere come siamo fatti. Il motivo per cui mi trovo qui è che voglio condividere con voi una serie di riflessioni che non sono completamente nuove ma una cosa è fare delle considerazioni a livello personale sulle proprie esperienze, altra cosa è condividerle con gli altri, fermandosi un attimo, prendendosi del tempo e cercare di vivere un pomeriggio in modo diverso, all’insegna di una riflessione collettiva. Ci porteremo a casa appunto delle nuove riflessioni sul senso della vita, su come siamo fatti e sul come possiamo rendere la nostra vita migliore o quanto meno migliorarne la sua Percezione.

 

Cosa ci siamo portati a casa…

  • Sono molto soddisfatta del lavoro fatto oggi insieme, mi sono sentita coinvolta, mi porto a casa tanti spunti, in particolare comprendo che non c’è alternativa, dobbiamo crescere..


  • Mi porto a casa la consapevolezza che sto impiegando le mie energie nella direzione ottimale verso il miglioramento personale..


  • Mi sento rigenerato, mi porto a casa una porta aperta..


  • Ho due grandi obiettivi e l’incontro di oggi mi è stato utile per andare incontro a questi..


  • Mi porto a casa maggiore chiarezza…


  • Mi porto a casa un meraviglioso pomeriggio e nuovi dati da elaborare che metabolizzerò nel tempo…


  • Mi porto a casa la consapevolezza di risorse che non pensavamo di avere…


  • Sento che la strada verso il miglioramento è ancora tortuosa per me..


  • Le informazioni che mi sono arrivate sono veramente tante e preziose, cercherò di metabolizzare pian piano.. oggi mi sono reso conto che non sono solo nel percorso di crescita personale. Sono felice di essere tra coloro che si mette in gioco, in discussione e che ha voglia di migliorarsi.


  • Mi rendo conto che dovrei essere un pò più determinato e disciplinato in questo percorso di crescita personale e che ho un grosso passo da compiere: l’Accettazione.


  • Questo incontro ha dato nuova energia al cammino già iniziato..


  • Mi porto a casa la consapevolezza che ci sono tante opportunità che spesso non riusciamo a cogliere, che possono migliorare la nostra vita.


Colgo l’occasione per ringraziare tutti i partecipanti, per i feed back che ci hanno lasciato; Andrea Frittajon per la sua preziosa conduzione e la CoCreationProEvolution per l’organizzazione dell’evento.

Maggy

www.ilfilodimaggy.it


nov
22

21 giorni senza lamentarsi

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21 giorni senza lamentarsi

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Sarà facile? difficile? Perchè proprio 21 giorni? Vi dico subito che è molto difficile realizzare un digiuno ininterrotto di 21 giorni senza lamentarsi. La media giornaliera di lamenti di un uomo (0 donna), e di circa 20 lamentele al giorno. E qui bisogna realizzare una serie di 21 giorni consecutivi senza lamentarsi. Ad ogni lamento bisogna ripartire il conteggio da zero, ed iniziare una nuova serie. Perchè 21 giorni? perchè secondo una credenza della Moderna Psicologia, 21 giorni sono il tempo minimo per stabilire nell’uomo una nuova abitudine: in questo caso l’abitudine di non lamentarsi.

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Il Metodo di Will Bowen

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Il Pastore Bowen ha anche fornito ai suoi fedeli un metodo per aiutarli a realizzare questo scopo. Bisogna indossare un braccialetto di plastica color viola in cui sta scritto “Io Non Mi Lamento” per quanto riguarda gli Italiani, oppure “A Complaint Free World” per quanto riguarda gli Anglofoni, oppure “Un Mundo Sin Quejas” per quelli di lingua spagnola. Quindi autoosservarsi, e ogni qual volta ci si accorge di lamentarsi, bisogna spostare il braccialetto viola nell’altro polso e ricominciare il conteggio da capo. Capito come funziona? Certo è che ogni volta che ti accorgi di lamentarti e sposti il tuo bracciale viola di polso, acquisisci sempre maggiore forza, esperienza e convinzione.

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Le lamentele

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Cosa intende il Pastore Bowen per lamentele? O meglio, cosa comprende questo termine nei suoi vari significati? Con il termine generico di lamentele il pastore Bowen intende di astenersi da ogni tipo di lamentela, di vittimismo, di brontolio, di malcontento, di imprecazione, di recriminazione, di critica, di polemica,di giudizio, di protesta, di pettegolezzo. E’ un po troppo? Chissà, ma quello che è certo è che lamentarsi è diventata ormai un’abitudine, un diletto, un riflesso condizionato del quale non riusciamo più a farne a meno. Ci lamentiamo per il tempo, ci lamentiamo per il traffico stradale, della situazione economica, della politica, della salute, del proprio partner, degli amici, dei colleghi di lavoro, del lavoro sia che c’è , sia che manca, etc. . Per non parlare dei pettegolezzi che sono sempre all’ordine del giorno in ogni salotto.

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Louise Hay

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A proposito di pettegolezzi ecco un’esperienza diretta di Louise Hay, la famosa scrittrice americana del Pensiero Positivo. Agli inizi del suo percorso Louise Hay si accorse sulla propria pelle degli effetti nocivi del pettegolezzo. Quindi decise che si sarebbe astenuta da ogni forma di pettegolezzo. Disse la stessa signora Hay, che per un mese intero rimase completamente muta, non aveva proprio nient’altro da dire. Ma dopo quel mese cominciarono a manifestarsi gli effetti positivi di quel digiuno di gossip, e riusciva a parlare di nuovo, senza dover per forza spettegolare di qualcuno o con qualcuno. Fu per lei una grande lezione e una grande dimostrazione del condizionamento umano alle abitudini.

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Il mio braccialetto faidate

Una precisazione

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Non contano le lamentele espresse mentalmente, ma non esternate. Se siete riusciti a trattenervi in tempo, le lamentele pensate non costituiscono una penalità. Un’ultima cosa, il rev. Will Bowen ha scritto un libro su questo argomento, che è venduto in tutto il mondo assieme ad un braccialetto viola di plastica. Ma tu non sei costretto nè a comprare il libro e nemmeno il braccialetto viola. Puoi usare un semplice fermaglio elastico dei capelli, come ho fatto io. Un’ultima notizia, nel primo semestre del 2006, da quando furono diffusi questi braccialetti anti-lamento, oltre sei milioni di persone hanno aderito alla sfida del rev. Will Bowen. Sebastiano ha cominciato da otto mesi, e dopo circa 3 mesi e mezzo realizzò la sua prima serie di 21 giorni senza lamentele, e a quanto dice, è stato un percorso fantastico.

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Chi vuole accettare la sfida?

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Le statistiche dicono che tutti possono riuscire a realizzare una serie di 21 giorni consecutivi senza lamentele, occorrono di media dai 4 ai nove mesi, ma il risultato ti ripaga enormemente del tuo tempo. Chi vuole accettare questa sfida? Non c’è nessun impegno verso nessuno, ma solo con voi stessi. Abbiamo solo da guadagnarci in termini di miglioramento personale, abbassamento dello stress ed un notevole miglioramento delle relazioni con gli altri, insomma una vita più felice. Perchè non provare? Sebastiano di http://scienzanewthought.wordpress.com stà continuando a farlo, ormai sono da quattro mesi che riesce a raggiungere i 21 giorni consecutivi senza lamentele. Provaci anche tu. Fammi sapere! Io ci provo….

http://scienzanewthought.files.wordpress.com

Provaci anche tu!… Io ci provo (Maggy)

Rendici partecipi della tua esperienza in questa sfida

raccontaci le tue difficoltà e le tue soddisfazioni

facci sapere quanto abbia contribuito questo atteggiamento a migliorare la tua vita

hai a disposizione la sezione commenti sotto all’articolo o clicca qui...

OPPURE

clicca sull’immagine ed ENTRA a far parte del Gruppo facebook ACCETTA LA SFIDA

 in bocca all’Assoluto!!!!

ott
27

Unico ed Irripetibile

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E’ molto importante che i bambini imparino a percepire se stessi come individui differenziati dagli altri, con proprie particolarità, pensieri, interessi e opinioni. E’ necessario consentire ai bambini di essere se stessi, di concepirsi come unici ed irripetibili, sebbene nel rispetto dell’individualità altrui.
Questo criterio è necessario per l’autorealizzazione, che Maslow annovera tra i bisogni peculari degli esseri umani, una personalità sana è spinta ad avere un “proprio progetto” e a cercare di realizzarlo. Anche Erickson ritiene che la presa di coscienza della propria individualità è necessaria per costruire un’identità personale: un’identità diffusa determina periodi di stallo e gravi sofferenze personali.
Gli agenti educativi devono essere coscienti dell’importanza di aiutare i soggetti a strutturare una loro identità e di quanto il loro contributo sia determinante in questa direzione. Gli educatori hanno il ruolo di aiutare i ragazzi a costruirsi un locus of control interno, affinchè gli educandi divengano capaci di riflettere sui propri pensieri e stati d’animo. Il bambino deve essere rispettato per le proprie opinioni e ne va rispettata la sua dignità, va guidato a trovare un proprio interesse, una fonte di soddisfazione personale.
Un educatore che voglia aiutare il bambino a divenire un adulto con un’identità stabile non può essere iperprotettivo, ma deve stimolare il soggetto ad assumersi responsabilità proporzionate all’età e alle competenze del soggetto in questione, senza concedere una prematura autonomia ed è bene evitare gli autoritarismi, perchè è preferibile un atteggiamento assertivo.
Per i bambini è molto significativo ed incoraggiante sentire di avere il supporto emotivo delle figure educative di riferimento, ma considerare il fanciullo un estensione di sè e proiettare sulla sua esistenza le proprie aspirazioni, può essere molto dannoso.

“Mediazione dell’individualità e della differenza psicologica
Di Nadia Scarnecchia, applicatrice e valutatrice Feuerstein, Rivalta di Torino.

“La mediazione dell’individualità e della differenza psicologica è, per certi versi, l’opposto della condivisione. La condivisione è la fusione tra due persone, l’individualità e la differenza mettono, al contrario, l’accento su come distinguersi dagli altri.”

http://unmomentostopensando.blogspot.com

Maria Luisa Boninelli – Mantova
Docente specializzata nelle attività di recupero e potenziamento cognitivo. Da diversi anni lavoro a Mantova e a Verona con bambini e ragazzi che presentano difficoltà cognitive, comportamentali o disturbi specifici dell’apprendimento, utilizzando il Metodo Feuerstein. Formatrice e applicatrice Metodo Feuerstein, faccio parte del gruppo di Studio e Ricerca del Centro Studi Feuerstein (Direttore del centro Prof.re Mario Di Mauro)- Centro Interateneo per la Ricerca Didattica e la Formazione avanzata-Università Cà Foscari di Venezia. Dal 2001 sono collaboratore a contratto per l’Università Cà Foscari di Venezia nei corsi di Specializzazione SSIS e SOS. Dal 2008 collaboro con il Centro Studi Erickson per la formazione docenti di ogni ordine e grado. Per ulteriori informazioni, potete contattarmi al seguente indirizzo mail: m.boninelli@unive.it o al seguente recapito telefonico: 347.9028180

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Letture Consigliate

Come Insegnare l'Intelligenza ai Vostri Bambini
Il famoso metodo Feuerstein alla portata di tutti i genitori

Come Stimolare Giorno per Giorno l'Intelligenza dei Vostri Bambini
Il secondo grande libro sul famoso metodo Feuerstein

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Ti aspettiamo al  per-corso

per Genitori/Educatori/Insegnanti

“EDUCANDO”

Genitori in divenire…

patrocinato dal Comune di Massanzago

che si sviluppa in 6 incontri di 2 ore ciascuno (20,30 – 22,30)

Dove?

presso la Sede delle Associazioni – Loc. San Dono . MASSANZAGO – PADOVA

Quando?

4 – 11 e 24 Novembre 2011
2 – 15 e 22 Dicembre 2011

a numero chiuso, per un gruppo di genitori/educatori/insegnanti di 10 max 15 persone

Ulteriori info e dettagli sul per-corso a questa pagina

o ai recapiti dell’Associazione +39 0495720374  +39 3407969041 mail: co.pro@ilfilodimaggy.it