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I 7 Passi per una SFIDA chiara-semplice-divertente
Posted by: | CommentsPartecipa con noi a questa divertente iniziativa, assisterai all’inizio del tuo cambiamento sulla strada verso il Miglioramento Personale che ti porterà all’Eccellenza .
Leggi il REGOLAMENTO qui o direttamente nella nostra pagina facebook
A tutti coloro che accetteranno la sfida di Miglioramento Personale e che sistematicamente compileranno la scheda di valutazione e partecipazione, verrà riservata una piacevole SUPER sorpresa a ricordo di questo percorso condiviso, si tratta di un OMAGGIO A TE RISERVATO del valore di 150,00 €
Siamo un gruppo di partecipanti già numeroso ma aspettiamo anche te…. la condivisione del percorso è di grande aiuto a tutti e, oltretutto rende più divertente ed entusiasmante l’esperienza.. condividila con i tuoi amici e familiari…
Ciò che caratterizza una qualità vincente di un soggetto rispetto ad un altro è la capacità di gestire il cambiamento, affrontando con maturità le sfide della vita, mettendosi continuamente in discussione anziché appoggiarsi alle scuse ricercando gli errori negli altri.
Se accetti la sfida, le SCHEDE DI AUTOVALUTAZIONE che troverai più avanti in questo documento, ti serviranno per monitorare il tuo impegno e per cominciare un percorso di autovalutazione e di Miglioramento Personale alla ricerca dell’Eccellenza.
Ci siamo!!! Veniamo al Dunque..
Per facilitare la riuscita di questo difficile lavoro su se stessi abbiamo costruito un percorso per gradi, in
7 PASSI
consigliandoti di concentrarti solo su alcuni atteggiamenti ogni settimana, ATTEGGIAMENTI meglio specificati in fondo a questa pagina. In questo modo ti apparirà più soft l’approcio al nuovo atteggiamento che desideriamo possa divenire automatico e quindi senza sforzo alcuno al termine dei 21 giorni.
Segui i 7 PASSI che ti renderanno la SFIDA chiara-semplice-divertente:
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- Leggi attentamente la premessa dell’Iniziativa a questa pagina dove potrai far proprio il Metodo di Will Bowen;
- Se hai un profilo facebook iscriviti all’Iniziativa qui dove potrai avvalerti della condivisione di tutti i partecipanti e ricevere i vari feed back;
- Poichè il termine Lamentela è troppo generico, ti consigliamo di focalizzare la tua attenzione, per ogni settimana di allenamento, in particolare agli atteggiamenti di astensione suggeriti in fondo a questa pagina;
- Al termine della PRIMA settimana di allenamento compila la SCHEDA di AUTOVALUTAZIONE ON LINE – 1° Settimana per aver diritto al Super OMAGGIO del valore di € 150,00;
- Al termine della SECONDA settimana di allenamento compila la SCHEDA DI AUTOVALUTAZIONE ON LINE – 2° Settimana, per aver diritto al Super OMAGGIO del valore di € 150,00;
- Al termine della TERZA settimana di allenamento compila la SCHEDA DI AUTOVALUTAZIONE – 3° Settimana, per aver diritto al Super OMAGGIO del valore di € 150,00;
- Ad ogni invio dei dati relativi alla SCHEDA di AUTOVALUTAZIONE ON LINE potrai consultare i risultati, la valutazione del tuo percorso e gli eventuali consigli segnalati all’interno della SCHEDA DI AUTOVALUTAZIONE ON LINE.
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Riepilogando…..
Come abbiamo accennato nel post 21 GIORNI SENZA LAMENTARSI, il termine LAMENTELA è troppo generico e va approfondito e sviscerato nello specifico:
PRIMA SETTIMANA di allenamento: ti proponiamo di focalizzare la tua attenzione in particolare all’astensione dai seguenti atteggiamnti di seguito specificati:
- BRONTOLIO – Atteggiamento di chi si lagna a voce più o meno bassa proferendo parole di risentimento
- VITTIMISMO – Atteggiamento di chi si considera, spesso senza motivo, trascurato, maltrattato dagli altri, incompreso
- PROTESTA – Contestazione, manifestazione espressamente dichiarata in modo sentito e forte di un sentimento, di una convinzione; una presa di posizione risentita contro chi o contro ciò che appare iniquo, illegittimo, dannoso
Per ogni obiettivo sopra elencato, suggerito per la PRIMA settimana di allenamento alla sospensione dalle lamentele, che troverete anche nella scheda al link sottostante, seleziona per ogni domanda il punteggio che ritieni più rappresentativo della tua performance verso il tuo Miglioramento Personale.
Clicca qui per Compilare la tua SCHEDA di VALUTAZIONE – 1° Settimana e per aver diritto al Super OMAGGIO del valore di € 150,00
Dopo aver compilato la SCHEDA DI VALUTAZIONE, nella seconda pagina, troverete i risultati riferiti al punteggio ottenuto per scaglioni di valutazione che potrete consultare per una maggior consapevolezza del grado di autonomia ed automatismo raggiunti rispetto al nuovo atteggiamento/abitudine di astensione dalle lamentele.
SECONDA SETTIMANA settimana di allenamento: ti proponiamo di focalizzare la tua attenzione in particolare all’astensione dai seguenti atteggiamnti di seguito specificati:
- IMPRECAZIONI - Bestemmie, Insulti, Invocazioni di malanni, di sventure su chi è oggetto di risentimento, di odio.
- CRITICA/GIUDIZIO – esternazione gratuita di ciò che si pensa di qualcuno o di qualcosa senza che ne venga fatta esplicita richiesta; una valutazione su fatti o persone che assume un tono di sentenza o verdetto tendenti al castigo o colpevolezza più che ad un feed back costruttivo.
- POLEMICHE – Controversie, Discussioni vivaci e combattive, dettate da animosità, a livello scritto o verbale, condotte in un dibattito tra due o più persone spesso solo per il gusto di contraddire o per sfogo personale.
Per ogni obiettivo sopra elencato, suggerito per la SECONDA settimana di allenamento alla sospensione dalle lamentele, che troverete anche nella scheda al link sottostante, seleziona per ogni domanda il punteggio che ritieni più rappresentativo della tua performance verso il tuo Miglioramento Personale.
Clicca qui per compilare la tua SCHEDA DI VALUTAZIONE – 2° Settimana e per aver diritto al Super OMAGGIO del valore di € 150,00
TERZA SETTIMANA settimana di allenamento: ti proponiamo di focalizzare la tua attenzione in particolare all’astensione dai seguenti atteggiamnti di seguito specificati:
- RECRIMINAZIONI -Rimproveri o lamentele pervasi di rancore o meglio gli atti con in quali si ritorcono delle accuse contro gli accusatori.
- MALCONTENTO – l’esternazione di uno stato psicologico di chi non è soddisfatto
- PETTEGOLEZZI – Chiacchiere inopportune e indiscrete, tese a mettere in cattiva luce qualcuno e a commentarne maliziosamente la condotta
Per ogni obiettivo sopra elencato, suggerito per la TERZA settimana di allenamento alla sospensione dalle lamentele, che troverete anche nella scheda al link sottostante, seleziona per ogni domanda il punteggio che ritieni più rappresentativo della tua performance verso il tuo Miglioramento Personale.
Clicca qui per compilare la tua SCHEDA DI VALUTAZIONE – 3° Settimana e per aver diritto al Super OMAGGIO del valore di € 150,00
A percorso ultimato ti verrà comunicato il contenuto dell’ OMAGGIO A TE RISERVATO.
A questo punto i tuoi sforzi si rivelano in tutto lo splendore di un approccio alla vita sereno e pronto per le nuove SFIDE verso il MIGLIORAMENTO PERSONALE.
Quali sfide??? Non ti preoccupare, a questo pensiamo noi a proportele, non sono altro che quelle della quotidianità, con la differenza che ti solleveranno dall’incombenza di affrontarle tutte assieme, bensì ti CHIAMERANNO A concentrare la tua attenzione in particolare ad UNA per UNA di queste. Le nuove abitudini diverrano positivi automatismi, come guidare la macchina ma con la piena Presenza Consapevole.
Che ne pensi? – ACCETTI LA SFIDA…..!?
Sei un Brontolone?
Posted by: | Comments“Secondo voi il brontolare può rientrare nell’ambito dei cosiddetti disturbi del comportamento?
Leggiamo in questo interessante documento al riguardo cosa ci dice la medicina…..”
SIAMO TUTTI BRONTOLONI?

Alzi la mano chi negli ultimi dieci giorni non ha mai, e dico proprio mai, brontolato almeno una
volta.
Può essere la coda alle casse del supermercato che ci fa improvvisamente venire l’irrefrenabile
desiderio di sbuffare e di fare commenti sulla intollerabilità dell’attesa; può essere l’autobus in
ritardo a scatenare un sordo desiderio di esplicitare ai presenti il proprio disappunto; oppure può
essere il vicino di casa che non chiude il portone di ingresso; o il coniuge che, sistematicamente,
non piega il giornale dopo averlo letto; o lo sconosciuto che parcheggia malamente la propria
vettura; o.si potrebbe andare avanti all’infinito perché i motivi per brontolare sono veramente
infiniti, tant’è che, in un certo senso, il “brontolare” può quasi essere considerato unosport di
massa.
Ma cosa è il brontolare? Proveremo qui a darne una spiegazione psicologica, il che non significa
che sia una patologia, semplicemente significa che ogni nostro comportamento è riconducibile a
meccanismi psichici la cui conoscenza ci può aiutare a meglio capire come “funzioniamo,”e anche a
capire se, magari, non ci andrebbe di apportare qualche modifica al nostro modo di essere.
Torniamo alla persona in fila alle casse del supermercato: questa persona sa benissimo che può
capitare di trovare la fila, eppure se ne stupisce, come se si trovasse di fronte ad un fatto
assolutamente nuovo, imprevedibile e catastrofico.
Più sopra ho fatto qualche esempio di situazioni “classiche” che favoriscono il brontolare, ma vi
invito a trovare voi altri esempi che potete con facilità ricavare dalla vostra esperienza quotidiana:
se ci badate bene, le situazioni in cui il brontolone si scatena, non sono mai situazioni impreviste ed
imprevedibili, ma, al contrario, sono situazioni già abbondantemente sperimentate e che si ripetono.
Dopo un brevissimo tempo di tranquilla attesa, quella persona in fila alle casse inizia ad agitarsi, a
muoversi da un piede all’altro, magari batte anche ripetutamente il tacco a terra come se la gamba
fosse presa da un tremito, mentre ripete “non è possibile!”, “ma come si fa!” e altri commenti del
genere.
Nel vostro personale esempio state trovando qualcosa di simile? E’probabile, perché una delle
caratteristiche del brontolare è proprio il bisogno di muovere il corpo, come se attraverso il
movimento delle gambe, della testa o delle braccia (le classiche braccia al cielo) si cercasse di
smaltire una “energia interna” che in quel momento sta “montando dentro” in modo spiacevole.
Mentre pronuncia le tipiche frasi del brontolone, la persona alle casse del supermercato si gira di
qua e di là, alla ricerca di qualcuno che condivida il suo disappunto, che le dia man forte, che si
aggreghi a lei e non la lasci sola.
Già, perché il brontolone è terrorizzato dalla solitudine e ha bisogno di sentirsi spalleggiato.
La persona del nostro esempio ha attorno a sé diverse persone, ma anche il brontolone solitario,
quello che mugugna a casa sua, tanto per intenderci, non parla forse ad alta voce anche se è solo?
E perché si dovrebbe parlare ad alta voce se non per rivolgersi ad un pubblico, vero o immaginario
che sia? Un pubblico da informare sulla intollerabilità della situazione e – già che ci siamo perché
no? – della vita.
Forse state pensando che io esageri, ma è proprio così: il brontolone non si limita ad esprimere il
disappunto, magari anche motivato, che prova in quella specifica situazione; il brontolone prende
spunto da una specifica situazione per esprimere sentimenti molto più vasti i quali, man mano
procede, danno voce ad uno scontento generalizzato, una insoddisfazione che cova nelle profondità
della psiche, una serpeggiante sensazione di dubbio che qualcuno, da qualche parte, lo sta
“fregando”.
Volete la prova? Eccola: chi ha le sue buone ragioni di essere scontento di una situazione, ma non è
brontolone, cerca rapidamente di fare quello che in psicologia si chiama “esame di realtà”, ovvero
analizza cosa sta accadendo, ne trae delle conclusioni logiche e cerca la soluzione al problema.
Nella situazione alle casse del supermercato l’esame di realtà potrebbe portare a questi possibili
sviluppi: 1) pensare “è meglio che la prossima volta cambi orario per fare la spesa, perché a questo
c’è veramente troppa ressa”; 2) pensare “non mi piace fare la fila, ma non c’è altra scelta, perciò
aspetto con calma il mio turno. Arrabbiarsi fa sprecare energie per niente”. 3) pensare “ ho
veramente i minuti contati, chiedo se mi fanno passare, sapendo però che anche gli altri possono
avere la mia stessa premura e che quindi potrei anche sentirmi dire di no”.
Insomma chi non è brontolone cerca una soluzione o, se questa non c’è, cerca di adattarsi alla realtà.
Il brontolone invece non vuole la soluzione! Provate a dire a quella persona che si sta agitando
“passi pure prima di me” e vi sentirete rispondere che no, che lei aspetterà eroicamente, che non
vuole fare ingiustizie, ma che si sappia che sta soffrendo.
E, se per caso accetta, non crediate che vi ringrazi! Prenderà la vostra offerta come un atto dovuto e
cercherà di farvi sentire anche in colpa, come se quella lunga attesa l’aveste escogitata proprio voi.
Non è bella la vita del brontolone – sospesa tra la sensazione di un perenne possibile agguato da
parte di una realtà ostile e la nostalgia di un mondo dove tutto fila liscio, senza intoppi e senza
conflitti - eppure tutti, chi più chi meno, ci caschiamo in qualche brontolata, sapendo già in
partenza che non serve assolutamente a risolvere il problema che l’ha generata.
Perché? A quale bisogno profondo dà voce la brontolata?
Qui ci viene in aiuto la biologia, quando ci spiega che la più elementare risposta che un organismo
vivente, anche formato da un’unica cellula, dà all’ambiente, è proprio basata sul riconoscimento di
uno stimolo “cattivo”.
Come dire: gli stimoli cattivi vengono subito riconosciuti, mentre lo stato di benessere no.
In altre parole: lo stimolo cattivo viene subito riconosciuto come pericolo, lo stato di benessere lo si
dà per scontato, è “ovvio” e, quindi, non viene riconosciuto.
Di conseguenza lo stimolo cattivo mette subito in subbuglio, mentre il riconoscimento dello stato di
benessere richiede un percorso molto più sofisticato che passa attraverso la coscienza, la
consapevolezza di sé, la capacità di relazionarsi con l’ambiente.
Secondo questo modello di interpretazione, il brontolone cronico è una persona in difficoltà a
mantenere con l’ambiente relazioni articolate e “pensate” e tende ad esprimersi in termini
elementari (buono-cattivo; mi piace- non mi piace).
E’ una persona che soffre, senza saperlo, di una grande nostalgia per una sorta di “età dell’oro”, un
“paradiso terrestre”, un grembo materno, in cui lui era solo oggetto di cure date senza che nulla gli
venisse chiesto in cambio, in cui il nutrimento arrivava copioso senza che lui dovesse fare fatica, in
cui, per il solo fatto di esistere, riceveva continue gratificazioni.
E’ una persona che si sente profondamente sola in questo grande mondo di cui non riesce a capire
né il senso né le regole, e che vorrebbe tanto avere accanto a sé una figura materna soccorrevole e
disponibile, pronta a prenderlo in braccio e a cullarlo per farlo calmare nella sua improvvisa
disperazione.
A questo punto credo sia chiaro perché a tutti piace cedere, almeno qualche volta, alla tentazione di
brontolare: è l’illusione di poter ritrovare l’infanzia remota che non può più rivelarsi se non
attraverso i sogni o i sintomi.
E’ la nostra parte infantile che grida ” mi avevate promesso che crescere sarebbe stato bello, ma non
è così!mi avete imbrogliato!fatemi scendere!”.
Tuttavia la brontolata non dà soddisfazione e, passato il primo momento in cui si ha la sensazione di
aver scaricato la tensione, resta una diffusa insoddisfazione e un senso spiacevole di impotenza che
rischia di instaurare un circolo vizioso.
Cosa fare? Qual è l’antidoto?
Il problema è complesso, perché, come si sarà capito, non si tratta di modificare aspetti esteriori del
comportamento, ma di cambiare il modo interno di rapportarsi alle cose.
Si tratta di rivalutare quelle competenze psichiche e relazionali che ci permettono di considerare le
esperienze in termini più articolati; di esercitare quell’esame di realtà che, per il solo fatto di
riuscire a farlo, ci fa sentire bene, adulti, protagonisti della nostra vita; di sentire intimamente che il
senso della vita è attraversarla, come si farebbe in un lungo viaggio avventuroso.
E, per fare questo, è necessario sapersi staccare dall’illusione infantile di un mondo magico e
perfetto fatto a misura dei nostri desideri, per incontrarsi con le personali risorse che riguardano la
capacità logica, la capacità di tollerare le frustrazioni e, importantissima, la capacità di sorridere.
Adelaide Baldo
(medico psicoterapeuta)
Pubblicato su “Giornale di Brescia”
Pagina “Medicina e Salute”
Partecipa con noi a questa divertente iniziativa, assisterai all’inizio del tuo cambiamento sulla strada verso il Miglioramento Personale che ti porterà all’Eccellenza .
Leggi il REGOLAMENTO qui o direttamente nella nostra pagina facebook
Ciò che caratterizza una qualità vincente di un soggetto rispetto ad un altro è la capacità di gestire il cambiamento, affrontando con maturità le sfide della vita, mettendosi continuamente in discussione anziché appoggiarsi alle scuse ricercando gli errori negli altri.
Se accetti la sfida, le SCHEDE DI AUTOVALUTAZIONE che troverai più avanti in questo documento, ti serviranno per monitorare il tuo impegno e per cominciare un percorso di autovalutazione e di Miglioramento Personale alla ricerca dell’Eccellenza.
A tutti coloro che accetteranno la sfida di Miglioramento Personale e che sistematicamente compileranno la scheda di valutazione e partecipazione, verrà riservata una piacevole SUPER sorpresa a ricordo di questo percorso condiviso, si tratta di un OMAGGIO A TE RISERVATO del valore di 150,00 €
Ci siamo!!!
Per facilitare la riuscita di questo difficile lavoro su se stessi abbiamo costruito un percorso per gradi, affinchè tu ti possa concentrare su alcuni punti ogni settimana, in questo modo ti apparirà più soft l’approcio al nuovo atteggiamento che desideriamo possa divenire automatico e quindi senza sforzo alcuno al termine dei 21 giorni.
Poichè come abbiamo accennato nel post 21 GIORNI SENZA LAMENTARSI, il termine LAMENTELA è troppo generico e va approfondito e sviscerato nello specifico, nella
PRIMA SETTIMANA di allenamento ti proponiamo di focalizzare la tua attenzione in particolare all’astensione dai seguenti atteggiamnti di seguito specificati:
- BRONTOLIO – Atteggiamento di chi si lagna a voce più o meno bassa proferendo parole di risentimento
- VITTIMISMO – Atteggiamento di chi si considera, spesso senza motivo, trascurato, maltrattato dagli altri, incompreso
- PROTESTA – Contestazione, manifestazione espressamente dichiarata in modo sentito e forte di un sentimento, di una convinzione; una presa di posizione risentita contro chi o contro ciò che appare iniquo, illegittimo, dannoso
Per ogni obiettivo sopra elencato, suggerito per la PRIMA settimana di allenamento alla sospensione dalle lamentele, che troverete anche nella scheda al link sottostante, seleziona per ogni domanda il punteggio che ritieni più rappresentativo della tua performance verso il tuo Miglioramento Personale.
Clicca qui per Compilare la tua SCHEDA di VALUTAZIONE – 1° Settimana e per aver diritto al Super OMAGGIO del valore di € 150,00
Dopo aver compilato la SCHEDA DI VALUTAZIONE, nella seconda pagina, troverete i risultati riferiti al punteggio ottenuto per scaglioni di valutazione che potrete consultare per una maggior consapevolezza del grado di autonomia ed automatismo raggiunti rispetto al nuovo atteggiamento/abitudine di astensione dalle lamentele.
Per la SECONDA SETTIMANA settimana di allenamento ti proponiamo di focalizzare la tua attenzione in particolare all’astensione dai seguenti atteggiamnti di seguito specificati:
- IMPRECAZIONI -ovvero Bestemmie, Insulti, Invocazioni di malanni, di sventure su chi è oggetto di risentimento, di odio.
- CRITICA/GIUDIZIO – esternazione gratuita di ciò che si pensa di qualcuno o di qualcosa senza che ne venga fatta esplicita richiesta; una valutazione su fatti o persone che assume un tono di sentenza o verdetto tendenti al castigo o colpevolezza più che ad un feed back costruttivo.
- POLEMICHE – Controversie, Discussioni vivaci e combattive, dettate da animosità, a livello scritto o verbale, condotte in un dibattito tra due o più persone spesso solo per il gusto di contraddire o per sfogo personale.
Per ogni obiettivo sopra elencato, suggerito per la SECONDA settimana di allenamento alla sospensione dalle lamentele, che troverete anche nella scheda al link sottostante, seleziona per ogni domanda il punteggio che ritieni più rappresentativo della tua performance verso il tuo Miglioramento Personale.
Clicca qui per compilare la tua SCHEDA DI VALUTAZIONE – 2° Settimana e per aver diritto al Super OMAGGIO del valore di € 150,00
Per la TERZA SETTIMANA settimana di allenamento ti proponiamo di focalizzare la tua attenzione in particolare all’astensione dai seguenti atteggiamnti di seguito specificati:
- RECRIMINAZIONI -Rimproveri o lamentele pervasi di rancore o meglio gli atti con in quali si ritorcono delle accuse contro gli accusatori.
- MALCONTENTO – l’esternazione di uno stato psicologico di chi non è soddisfatto
- PETTEGOLEZZI – Chiacchiere inopportune e indiscrete, tese a mettere in cattiva luce qualcuno e a commentarne maliziosamente la condotta
Per ogni obiettivo sopra elencato, suggerito per la TERZA settimana di allenamento alla sospensione dalle lamentele, che troverete anche nella scheda al link sottostante, seleziona per ogni domanda il punteggio che ritieni più rappresentativo della tua performance verso il tuo Miglioramento Personale.
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Comportamento e Relazioni
Posted by: | Comments
Quante volte capita di sentirsi agitati anche senza saperne il motivo? Questo accade spesso anche ai bambini e nel momento in cui si chiede loro la spiegazione di un comportamento del genere, il più delle volte non sanno motivarlo. Molte volte la soluzione sembra essere la sgridata o la punizione, ma queste fungono da semplice palliativo e non risolvono il problema.
E’ necessario, invece, andare alla fonte di un comportamento di questo tipo e lo strumento più semplice ed efficace è insegnare ai bambini come scoprire e utilizzare la propria calma interiore.
Spiegarlo a parole risulta essere una vera e propria missione che spesso finisce in un cumulo di tentativi andati a vuoto. Ma i genitori possono stare sereni perché un modo c’è ed è quello di lavorare sul subconscio in maniera divertente. Questa meditazione induce gentilmente i bambini a fare ricorso alla propria calma interiore e a contenere atteggiamenti aggressivi e reazioni esagerate. Durante l’ascolto della registrazione, il bambino sarà invitato ad entrare in un mare magico dove avvertirà una magnifica sensazione di calma, viaggiando all’interno di sé stesso e collegandosi con la fonte infinita di serenità di cui tutti noi siamo dotati.
Imparando a fare questo a livello subconscio, diventerà normale per il piccolo fare ricorso alla calma in ogni situazione. Un dono immenso che gli sarà molto utile per tutta la vita.
Ricordiamo l’Appuntamento con il per-corso per Genitori/Educatori/Insegnanti
Gli incontri patrocinati dal Comune di Massanzago
si teranno presso la Sede delle Associazioni –
Loc. San Dono . Massanzago – Padova
Le date stabilite per i 6 incontri sono:
4 – 11 e 24 Novembre 2011
2 – 15 e 22 Dicembre 2011
dalle 20,30 alle 22,30
Ulteriori info e dettagli sul per-corso a questa pagina
o ai recapiti dell’Associazione +39 0495720374 +39 3407969041 mail: co.pro@ilfilodimaggy.it
Steve Jobs
Posted by: | CommentsApprendiamo la notizia della perdita di un grande uomo a cui noi tutti dovremmo fare riferimento, per gli insegnamenti, le spinte motivazionali e per la sua genialità e modo di affrontare la vita.
Oggi 6 ottobre 2011 è morto Steve Jobs. La notizia della morte è arrivata alle 19.30 di ieri (l’1.30 ora italiana) facendo il giro del mondo. Aveva 56 anni e da 7 combatteva contro un tumore al pancreas.
Per altre news consiglio di andare al seguente indirizzo:
http://www.romagnanoi.it/news/722568/Morto-Steve-Jobs-da-nerd-nel-garage-a-capo-di-un-impero.html
Riporto un suo discorso memorabile, (Scarica qui il Discorso di Steve Jobs a Stanford) fatto a Stanford che non solo dovremmo più volte leggerlo nel tempo, ma discuterlo con i nostri figli, le nostre mogli o mariti, i nostri amici.
Un caro saluto a Steve Jobs
Sonia Maggy
Discorso di Steve Jobs a Stanford (2005)

Il 12 giugno del 2005 Steve Jobs, all’epoca amministratore delegato di Apple e Pixar, diede un
discorso ai laureandi dell’università di Stanford, il cosiddetto “commencement speech”, che le
università americane affidano tradizionalmente a personalità di grande rilievo. Il discorso di Jobs
a Stanford dura appena 15 minuti, negli anni è diventato popolarissimo e stracitato.
Stay Hungry, Stay Foolish
È per me un onore essere qui con voi, oggi, alle vostre lauree in
una delle migliori università del mondo. Io non mi sono mai
laureato. Anzi, per essere onesto, questa è l’esperienza più
vicina ad una laurea che mi sia mai capitata. Oggi voglio
raccontarvi tre storie della mia vita. Tutto qui, niente di
eccezionale: solo tre storie.
La prima storia riguarda l’unire i puntini.
Lasciai il Reed College dopo il primo semestre, ma continuai a
frequentare in maniera ufficiosa per circa 18 mesi prima di
abbandonare definitivamente. Perché mollai?
Tutto cominciò prima che nascessi. Mia madre biologica era una giovane studentessa di college non
sposata e decise di darmi in adozione. Credeva fortemente che avrei dovuto essere cresciuto da
persone laureate e fece in modo che tutto fosse organizzato per farmi adottare alla nascita da un
avvocato e da sua moglie. Quando arrivai al mondo, però, loro decisero all’ultimo minuto che
preferivano una bambina. Così i miei genitori, che erano in lista d’attesa, ricevettero una chiamata
nel bel mezzo della notte: “C’è un bambino, un maschietto, non previsto. Lo volete?”. Loro
risposero: “Certamente”. Solo dopo, mia madre biologica scoprì che mia madre non si era mai
laureata e che mio padre non aveva neanche finito il liceo. Rifiutò di firmare le ultime carte per
l’adozione. Accettò di farlo mesi dopo, solo quando i miei genitori promisero formalmente che un
giorno io sarei andato al college.
Diciassette anni dopo andai al college. Ma ingenuamente ne scelsi uno costoso tanto quanto
Stanford e tutti i risparmi dei miei genitori finirono nelle tasse universitarie. Dopo sei mesi, non
riuscivo a vederci nessuna vera opportunità. Non avevo idea di quello che avrei voluto fare della
mia vita e non vedevo come il college potesse aiutarmi a capirlo. Eppure ero là, a spendere tutti quei
soldi che i miei genitori avevano messo da parte lavorando una vita intera. Così decisi di mollare e
avere fiducia che tutto si sarebbe risolto nel migliore dei modi. Era piuttosto spaventoso all’epoca,
ma guardandomi indietro è stata una delle migliori decisioni che abbia mai preso. Nell’attimo stesso
in cui abbandonai il college, smisi di seguire i corsi che non mi entusiasmavano e cominciai invece
a frequentare quelli che trovavo più interessanti.
Non fu tutto rose e fiori. Non avevo più una camera nel dormitorio ed ero costretto a dormire sul
pavimento delle camere dei miei amici. Riportavo al negozio le bottiglie di Coca Cola vuote per
avere i cinque centesimi di deposito e poter comprare da mangiare. E tutte le domeniche
camminavo per sette miglia attraverso la città per avere finalmente l’unico buon pasto della
settimana all’Hare Krishna. Adoravo tutto questo. E quello che trovai seguendo la mia curiosità e la
mia intuizione risultò, solo dopo, essere senza prezzo.
faccio subito un esempio. Il Reed College all’epoca offriva probabilmente la migliore
formazione del Paese in calligrafia. In tutto il campus ogni poster, ogni etichetta, ogni cartello era
scritto a mano con grafie bellissime. Dato che avevo mollato i corsi ufficiali, decisi che avrei
seguito il corso di calligrafia per imparare a scrivere così. Fu lì che imparai i caratteri serif e sans
serif, la differenza tra gli spazi che dividono le differenti combinazioni di lettere, quello che rende
eccezionale un’eccezionale stampa tipografica. Era bello, storico, artistico e raffinato in un modo
che la scienza non è in grado di offrire e io ne ero completamente affascinato.
Nessuna di queste cose però aveva alcuna speranza di trovare un’applicazione pratica nella mia vita.
Ma dieci anni dopo, quando ci trovammo a progettare il primo Macintosh, tutto quello che avevo
imparato mi tornò utile. E lo utilizzammo tutto per il Mac. E’ stato il primo computer dotato di una
bellissimo tipografia. Se non avessi mai lasciato il college e non avessi mai partecipato a quel
singolo corso, il Mac non avrebbe probabilmente mai avuto caratteri tipografici differenti o font
spaziati in maniera proporzionale. E dato che Windows ha copiato Mac, è probabile che non ci
sarebbe stato nessun personal computer con quelle capacità. Se non avessi mollato il college, non
avrei mai frequentato quel corso di calligrafia e i personal computer potrebbero non avere quelle
stupende capacità tipografiche che ora hanno. Chiaramente, quando ero al college, era impossibile
unire i puntini guardando al futuro. Ma è diventato molto, molto chiaro dieci anni dopo, quando ho
potuto guardarmi indietro.
Di nuovo, non è possibile unire i puntini guardando avanti; potete solo unirli guardandovi indietro.
Dovete aver fiducia che, in qualche modo, nel futuro, i puntini si potranno unire. Dovete credere in
qualcosa – il vostro ombelico, il destino, la vita, il karma, qualsiasi cosa. Questo tipo di approccio
non mi ha mai lasciato a piedi e ha sempre fatto la differenza nella mia vita.
La mia seconda storia riguarda l’amore e la perdita
Io sono stato fortunato: ho trovato molto presto quello che amo fare. Io e Woz fondammo la Apple
nel garage della casa dei miei genitori quando avevo appena 20 anni. Lavorammo duramente e in 10
anni Apple, da quell’azienda fatta di noi due e un garage, si è trasformata in una compagnia da due
miliardi di dollari con oltre quattromila dipendenti. L’anno prima realizzavamo la nostra migliore
creazione – il Macintosh – e io compivo 30 anni. L’anno seguente fui licenziato. Come si fa ad
essere licenziati dall’azienda che tu stesso hai creato? Facile: quando Apple divenne più grande,
assunsi qualcuno che ritenevo avesse molto talento e capacità per guidare l’azienda insieme a me e
per il primo anno le cose andarono molto bene. Ma poi le nostre visioni del futuro cominciarono a
divergere e alla fine arrivammo ad uno scontro. Quando questo successe, la commissione dei
direttori si schierò dalla sua parte. Quindi, a 30 anni, io ero fuori. E in maniera piuttosto plateale.
Quello che era stato il principale scopo della mia vita adulta era perso e io devastato.
Per alcuni mesi non seppi assolutamente che cosa fare. Mi sentivo come se avessi tradito la
generazione di imprenditori prima di me – come se avessi lasciato cadere la fiaccola che mi era
stata passata. Incontrai David Packard e Bob Noyce e tentai di scusarmi per aver rovinato tutto così
malamente. Fu talmente un fallimento pubblico che presi anche in considerazione l’ipotesi di
scappare via dalla Silicon Valley. Ma qualcosa lentamente cominciò a crescere in me: amavo
ancora quello che avevo fatto. Ciò che era successo alla Apple non aveva cambiato di un bit questo
amore. Ero stato respinto, ma ero sempre innamorato. E per questo decisi di ricominciare da capo.
Non me ne resi conto allora, ma essere licenziato dalla Apple era stata la miglior cosa che mi
potesse capitare. La pesantezza del successo era stata rimpiazzata dalla leggerezza di essere di
nuovo un debuttante, senza più certezze su niente. Mi liberò dagli impedimenti consentendomi di
entrare in uno dei periodi più creativi della mia vita.
Durante i cinque anni successivi fondai un’azienda chiamata NeXT, un’altra azienda chiamata Pixar
e mi innamorai di una donna meravigliosa che sarebbe poi diventata mia moglie. Pixar produsse il
primo film d’animazione digitale, Toy Story, e adesso è lo studio di animazione più famoso al
mondo. In un significativo susseguirsi di eventi, la Apple comprò NeXT, io ritornai alla Apple e la
tecnologia sviluppata da NeXT è ora il cuore dell’attuale rinascita di Apple. E io e Laureen abbiamo
una meravigliosa famiglia.
Sono sicuro che niente di tutto questo sarebbe successo se non fossi stato licenziato dalla Apple. Fu
una medicina molto amara, ma credo che il paziente ne avesse bisogno. Qualche volta la vita ci
colpisce come un mattone in testa. Ma non perdete la fede. Sono convinto che l’unica cosa che mi
trattenne dal mollare tutto sia stato l’amore per quello che ho fatto. Dovete trovare quello che
amate. E questo vale sia per il vostro lavoro che per i vostri affetti. Il vostro lavoro riempirà una
buona parte della vostra vita e l’unico modo per essere realmente soddisfatti è fare quello che
riterrete un buon lavoro. E l’unico modo per fare un buon lavoro è amare quello che fate. Se ancora
non l’avete trovato, continuate a cercare. Non accontentatevi. Con tutto il cuore, sono sicuro che
capirete quando lo troverete. E, come in tutte le grandi storie, diventerà sempre più bello con il
passare degli anni. Perciò continuate a cercare finché non lo avrete trovato. Non vi accontentate.
La mia terza storia riguarda la morte
Quando avevo 17 anni lessi una citazione che suonava più o meno così: “Se vivrai ogni giorno
come se fosse l’ultimo, sicuramente una volta avrai ragione”. Mi colpì molto e da allora, per gli
ultimi 33 anni, mi sono guardato ogni mattina allo specchio chiedendomi: “Se oggi fosse l’ultimo
giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?”. E ogni qualvolta la risposta era “no”
per troppi giorni di fila, capivo che c’era qualcosa che doveva essere cambiato.
Ricordarmi che morirò presto è il più importante strumento che io abbia mai trovato per fare le
grandi scelte della mia vita. Perché quasi tutte le cose – tutte le aspettative di eternità, tutto
l’orgoglio, tutte le paure di imbarazzi o fallimenti – svaniscono di fronte all’idea della morte,
lasciando solo quello che c’è di realmente importante. Ricordarsi che dobbiamo morire è il modo
migliore per non cadere nella trappola di pensare che abbiamo qualcosa da perdere. Siete già nudi.
Non c’è ragione per non seguire il vostro cuore.
Circa un anno fa mi fu diagnosticato un cancro. Alle sette e mezzo del mattino feci la scansione che
mostrava chiaramente un tumore al pancreas. Non sapevo neanche che cosa fosse un pancreas. I
dottori mi dissero che si trattava di un cancro che era quasi sicuramente di tipo incurabile e che
avrei avuto si e no 3 mesi di vita. Mi dissero di andare a casa e sistemare le mie faccende (che è il
codice dei dottori per dirti di prepararti a morire). Questo significa che dovevo prepararmi a dire ai
miei figli, in pochi mesi, tutto quello che pensavo di avere ancora una vita per dire. Significa che
dovevo essere sicuro che tutto fosse organizzato in modo tale che per la mia famiglia fosse il più
semplice possibile. Significa che dovevo dire i miei “addii”.
Vissi con il responso di quella diagnosi per tutto il giorno. Quella sera mi fecero una biopsia, in cui
ti infilano un endoscopio giù per la gola, attraverso lo stomaco fino all’intestino per inserire un ago
nel pancreas e prelevare alcune cellule del tumore. Io ero sotto anestesia, ma mia moglie – che era lì
- mi raccontò che quando i medici videro le cellule al microscopio iniziarono a piangere, perché
avevano appena scoperto che avevo una forma di cancro molto rara e curabile con un intervento
chirurgico. Mi sottoposi all’intervento chirurgico e adesso sto bene.
Quella fu la volta in cui mi avvicinai di più alla morte e spero che, per qualche decennio, sia anche
l’ultima.
Essendoci passato, posso parlarvi adesso con un po’ più di certezza di quando la morte fosse per me
solo un concetto astratto.
Nessuno vuole morire. Anche le persone che vogliono andare in paradiso non vogliono morire per
andarci. Ma comunque la morte è la meta che tutti abbiamo in comune. Nessuno gli è mai sfuggito.
Ed è come deve essere, perché molto probabilmente la morte è la più grande invenzione della vita.
E’ l’agente di cambiamento della vita. Spazza via il vecchio per far posto al nuovo. Ora, il nuovo
siete voi, ma un giorno non troppo lontano diventerete gradualmente il vecchio e sarete spazzati via.
Mi dispiace essere così drammatico, ma è la pura verità.
Il vostro tempo è limitato, per cui non lo sprecate vivendo la vita di qualcun altro. Non fatevi
intrappolare dai dogmi, seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore
delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore. E, cosa più importante, abbiate il coraggio di
seguire il vostro cuore e le vostre intuizioni. In qualche modo loro sanno che cosa volete veramente.
Tutto il resto è secondario.
Quando ero ragazzo esisteva una meravigliosa rivista che si chiamava The Whole Earth Catalog,
che era una delle bibbie della mia generazione. Fu creata da Stewart Brand non molto lontano da
qui, a Menlo Park, e Stewart ci mise dentro tutto il suo tocco poetico. Era la fine degli anni
Sessanta, prima dei personal computer e dell’editoria elettronica, quindi la rivista era interamente
creata con macchine da scrivere, forbici e polaroid. Era una specie di Google in versione cartacea,
35 anni prima che Google fosse inventato: era idealistica, traboccante di strumenti chiari e concetti
meravigliosi.
Stewart e il suo gruppo pubblicarono vari numeri di The Whole Earth Catalog e quando arrivarono
alla fine del loro percorso, pubblicarono il numero finale. Era più o meno la metà degli anni
Settanta e io avevo la vostra età. Nell’ultima pagina di questo numero c’era una fotografia di una
strada di campagna al mattino presto, quel tipo di strada dove potreste trovarvi a fare l’autostop se
siete abbastanza avventurosi. Sotto la foto erano scritte queste parole: “Stay Hungry. Stay Foolish”,
siate affamati, siate folli. Era il loro messaggio di addio. Stay Hungry. Stay Foolish. Io me lo sono
sempre augurato per me stesso. E adesso che vi laureate per cominciare una nuova vita, lo auguro a
voi.
Grazie a tutti.
Steve Jobs
Lo stress: le cause e i segnali per riconoscerlo
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Lo stress è una tensione generata dell’organismo in risposta a stimoli interni o esterni.
L’aumento della tensione si attiva al fine di renderci più efficienti di fronte a certe situazioni problematiche, tuttavia se l’individuo non trova delle soluzioni adeguate, lo stato di tensione cresce al punto da rendere più vulnerabile l’organismo.
Non sono i fatti in sé a stressarci, ma piuttosto gli atteggiamenti e le idee riconducibili al nostro carattere, al giudizio che diamo a noi stessi, a delle aspettative troppo elevate ecc.
Quanto più si è orientati a doveri, valori, ideologie, sogni preconfezionati, obiettivi di status elevati, tanto più l’orizzonte si restringe facendoci sentire dentro un abito scomodo.
Le situazioni che provocano stress sono
∟ Situazioni di pericolo
∟ Competitività eccessiva o ossessiva
∟ Iperattività professionale
∟ Senso di inadeguatezza
∟ Aspettative troppo elevate
∟ Sostenere una prova d’esame o atletica
∟ Lutti improvvisi
∟ Malattie croniche
∟ Licenziamento
Il nostro corpo ci avvisa in tempo se stiamo entrando in eccessiva tensione attraverso dei campanelli d’allarme, quali:
∟ Dolori muscolari
∟ Ipersudorazione, pruriti diffusi nel corpo
∟ Bruciori allo stomaco, irritazione al colon
∟ Alterazione del ciclo mestruale
∟ Perdita o aumento di peso
∟ Dermatiti
∟ Cefalea o tensioni cervicali
∟ Diminuzione della concentrazione
∟ Dimenticanza
Per una buona gestione dello stress, la stima che un individuo ha di sé e la sua consapevolezza sono indispensabili.
Quindi allenare l’individuo all’autostima, aumentando la percezione di sé, delle proprie capacità, sviluppando una maggiore sicurezza, è senza ombra di dubbio alla base per gestire certi stati emotivi che possono provocare stress.
Pierluigi Pittacolo Gestalt Counselor, agevolatore nella relazione d’aiuto e conduttore di gruppi ad indirizzo Gestaltico per lo sviluppo e la crescita personale a disposizione per incontri individuali presso:
per info e appuntamenti mail: co.pro@ilfilodimaggy.it
+39 340 7969041 fisso +39 049 5720374
Aperte iscrizioni per Sedute Indivuduali e di gruppo (minimo 4 – 8 persone massimo, al raggiungimento del numero minimo di partecipanti) – info Ass.CoCreationProEvolution ai riferimenti sopra indicati
“Energy-No Stress”
Neuro Trading per potenziare l’energia vitale ed eliminare lo Stress
metodo che ti permette di:
- lasciar andare i continui condizionamenti negativi,
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