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Gruppi di Crescita
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La CoCreationProEvolution quest’anno propone un grande ed ambizioso PROGETTO di CRESCITA per ognuno di noi.
Leggi attentamente e segna nella tua agenda i luoghi, le date e gli orari in cui si svolgono questi interessanti incontri. Teniamo a sottolineare che si tratta di un solo incontro al mese da Aprile a Dicembre 2012 escluso il periodo estivo (luglio e agosto). Credo che, dedicare totalmente a te stesso due ore al mese del tuo tempo, sia il minimo che tu possa fare per farti un meritato regalo, oltre ad incontrare altre anime che, come te, hanno a cuore il proprio benessere – equilibrio – serenità e miglioramento e che ritengono preziosa la condivisione di pensieri, esperienze ed emozioni.
Di seguito trovi alcune tematiche che la CoCreationProEvolution ti propone ma nel caso in cui il gruppo avesse il desiderio di approfondire un argomento in particolare può segnalarlo in modo tale da andare incontro a quelli che sono i bisogni del gruppo stesso che si va formando. Chi avesse necessità, durante il percorso, di affrontare una problematica specifica in privato, oltre il lavoro di gruppo, può richiedere degli incontri individuali ai relatori che per empatia, affinità e competenza, si ritiene possano offrire un contributo efficace alla risoluzione e/o eliminazione del problema stesso.
Vogliamo essere Vittime o Creatori di questo mondo? La domanda sarebbe giusta se potessimo scegliere ma, in verità, è che manca solo la consapevolezza che siamo noi i Creatori delle nostre esperienze, nè vittime nè altro.. anche se le nostre abitudini, l’educazione acquisita, la cultura e l’ambiente in cui viviamo e abbiamo vissuto ci fa scattare il meccanismo automatico dell’essere vittima. Vediamo di capire insieme, in che modo creiamo le nostre esperienze, quali sono le percezioni e come possiamo modificarle in vista di un obiettivo comune: VIVERE UN’ESISTENZA di serenità, amorevolezza,equilibrio, centratura, solidarietà…in altre parole ESSERE FELICI. Per questo crediamo fortemente che la condivisione ci faccia crescere e ci aiuti a percepire che ognuno di noi può dare e ricevere molto, può essere ora protagonista, ora spettatore di ciò che accade e di ciò che via via va trasformandosi da esperienza di sofferenza ad esperienza di gioia.
Proponiamo l’esperienza di Crescita in Gruppo anche ai nostri ragazzi adolescenti che, in questo tempo, si sentono allo sbaraglio, con pochi punti di riferimento. L‘obiettivo principale che ci proponiamo per i ragazzi che partecipano ai nostri gruppi è
> di ritrovare se stessi. Sappiamo quanto il sentirsi parte di un gruppo sia importante in adolescenza; un gruppo che permetta loro di potersi esprimere senza sentirsi giudicati, un gruppo che garantisca loro la massima protezione e rispetto per la sensibilità, la personalità, l’unicità di ognuno di essi che diventa il rispetto del gruppo stesso. Questo è un potente elemento di distinzione dai gruppi di massa in cui regna l’appartenenza o l’esclusione. Nessuno ha il diritto di escludere altri perchè ogni altro è una parte di noi e come tale va accettata e semmai educata al miglioramento.
> di essere ascoltati. Vorremmo trasmettere ai giovani quanto sia importante quello che essi provano, sentono; quanto quello che hanno da comunicarci renda tutti più consapevoli del valore di ognuno (giovani o meno). Vorremmo far scoprire loro quali strumenti hanno a disposizione per esprimersi, per diffondere la loro voce, i loro pensieri, sogni e desideri.
> acquisire migliori abilità di comunicazione. Vorremmo aiutarli a comunicare meglio sia tra loro che negli ambienti in cui fanno esperienza di vita (famiglia, scuola, amicizie..)
> comprendere il valore della responsabilità. Ci piace pensare che attraverso questi gruppi di crescita vi sia un divertente impegno e responsabilità dei componenti verso se stessi ed il gruppo, elementi fondamentali per costruire ogni cosa ed in prima linea la formazione di “Se Stessi” e delle proprie esperienze di crescita attraverso l’acquisizione di strumenti che consentano loro di percepire il loro vero valore e la propria responsabilità in ogni esperienza di vita ed interiore.
Ci potremmo avvalere di mezzi che come la musica, le immagini e l’esperienza diretta di persone che in situazioni di difficoltà apparente hanno saputo andare oltre e tirar fuori tutte le proprie potenzialità, affinando l’uso di armi nascoste e sin prima sconosciute. Potremmo proporre ad alcuni dei partecipanti di sperimentare in prima persona situazioni che consentano loro di superare alcune barriere, alcune paure o convinzioni limitanti. E’ importante ridare ai nostri ragazzi ciò che già gli appartiene e che per svariati motivi spesso viene tolto inconsapevolmente come l’autostima, la fiducia in se stessi e nei propri sogni e abilità, il potere di autoguarigione psicofisica.
Nei nostri gruppi si alternano momenti di dialogo a momenti esperienziali in cui ogni partecipante può interiorizzare quanto ha compreso concettualmente. La sola comprensione concettuale sarebbe limitativa in quanto non consentirebbe di ripetere, nella propria vita quotidiana, quanto è stato trasmesso in gruppo. La sperimentazione di esempi e di situazioni che rendano chiaramente l’idea di quanto espresso in dialogo è l’interiorizzazione dell’esperienza stessa che permette in seguito di essere rivissuta anche al di fuori del gruppo.
Questi sono principalmente gli obiettivi che consideriamo fondamentali e che proponiamo ai partecipanti dei nostri gruppi.
Ora non ti resta che prender nota di date e luoghi, come vedi puoi scegliere, sulla base dei tuoi impegni e della comodità, quando e dove parteciparvi tra Noale e Massanzago. Ringraziamo ancora questi comuni che da due anni ci ospitano e che hanno la massima fiducia sui nostri intenti e sul nostro operato. Come abbiamo già detto l’impegno, in termini di tempo, è solo quello di un incontro al mese, questo per consentire a tutti i partecipanti di vivere nella maniera più leggera possibile un’esperienza impegnativa e per dar modo di sperimentare nell’arco del mese quanto si acquisisce nel gruppo e dal gruppo.
Non mancheremo di presentare questo progetto in occasione dell’evento iniziatico e di apertura del percorso di miglioramento personale aperto a tutti :
“Change your Life”
ATTENZIONE: Scarica qui il Free Pass To Change Your Life
ed invialo a co.pro@ilfilodimaggy.it
Per informazioni sul seminario apri il link
Il FREE PASS ti permette di garantirti la partecipazione
all’evento completamente gratuita.
Che aspetti?
A chi si rivolge “Change your life” ed il PROGETTO dei Gruppi di Crescita?
Sai, dalla mia esperienza di questi ultimi anni di condivisione in gruppo di percorsi di vario genere sulla crescita personale e sul benessere di corpo mente e spirito, ho notato che chi decide di lavorare su di se per un’esistenza migliore e perchè no, più felice, non è necessariamente chi ha grossi problemi ma anzi, chi consapevolizza che mettersi in discussione è fondamentale per affrontare al meglio le sfide di ogni giorno e questi gruppi stimolano molto all’apertura di cuore, mente e spirito; è partendo dall’apertura che possiamo ricavare ottimi benefici in ogni ambito della nostra vita, nelle relazioni, in famiglia, nella professione, a scuola e così via…
Non serve essere disperati per sentire l’esigenza di migliorare la propria persona e la propria esistenza, anzi…. più percorri questa strada e più ne sei grato e ti rendi conto di quanto ti dà.. Il nostro consiglio è proprio quello di non aspettare di arrivare a sentirti disperato per lavorare su di te, per migliorare te stesso. In quella condizione si rischia di prendere dei grossi abbagli, si rischia di rivolgersi a persone o entità che creano dipendenza, che sfruttano la condizione di disagio e di sofferenza delle persone. Il valore della libertà nessuno ce lo può togliere se non noi stessi nella condizione di disperazione. Impariamo a rispettarci e a volerci bene; l’equilibrio e la serenità che troviamo in noi stessi ci rende liberi da qualsiasi forma di manipolazione e di dipendenza. Sei d’accordo?
Sono grata a tutti gli amici che ho incontrato durante questi anni di cammino di crescita condiviso in gruppo, abbiamo potuto godere dell’energia di tutti facendoci crescere concretamente e non finisce qui…. c’è ancora molto su cui lavorare.
Non esiste investimento migliore che su noi stessi..
Sono sicura che sai cogliere al volo le grandi opportunità!
per qualsiasi informazione scrivi a co.pro@ilfilodimaggy.it o chiama allo +39 3407969041 puoi parlare con me anche via skype all’indirizzo che ti invierò alla tua richiesta mail.
A prestissimo…
Sonia Maggy
Lo stress: le cause e i segnali per riconoscerlo
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Lo stress è una tensione generata dell’organismo in risposta a stimoli interni o esterni.
L’aumento della tensione si attiva al fine di renderci più efficienti di fronte a certe situazioni problematiche, tuttavia se l’individuo non trova delle soluzioni adeguate, lo stato di tensione cresce al punto da rendere più vulnerabile l’organismo.
Non sono i fatti in sé a stressarci, ma piuttosto gli atteggiamenti e le idee riconducibili al nostro carattere, al giudizio che diamo a noi stessi, a delle aspettative troppo elevate ecc.
Quanto più si è orientati a doveri, valori, ideologie, sogni preconfezionati, obiettivi di status elevati, tanto più l’orizzonte si restringe facendoci sentire dentro un abito scomodo.
Le situazioni che provocano stress sono
∟ Situazioni di pericolo
∟ Competitività eccessiva o ossessiva
∟ Iperattività professionale
∟ Senso di inadeguatezza
∟ Aspettative troppo elevate
∟ Sostenere una prova d’esame o atletica
∟ Lutti improvvisi
∟ Malattie croniche
∟ Licenziamento
Il nostro corpo ci avvisa in tempo se stiamo entrando in eccessiva tensione attraverso dei campanelli d’allarme, quali:
∟ Dolori muscolari
∟ Ipersudorazione, pruriti diffusi nel corpo
∟ Bruciori allo stomaco, irritazione al colon
∟ Alterazione del ciclo mestruale
∟ Perdita o aumento di peso
∟ Dermatiti
∟ Cefalea o tensioni cervicali
∟ Diminuzione della concentrazione
∟ Dimenticanza
Per una buona gestione dello stress, la stima che un individuo ha di sé e la sua consapevolezza sono indispensabili.
Quindi allenare l’individuo all’autostima, aumentando la percezione di sé, delle proprie capacità, sviluppando una maggiore sicurezza, è senza ombra di dubbio alla base per gestire certi stati emotivi che possono provocare stress.
Pierluigi Pittacolo Gestalt Counselor, agevolatore nella relazione d’aiuto e conduttore di gruppi ad indirizzo Gestaltico per lo sviluppo e la crescita personale a disposizione per incontri individuali presso:
per info e appuntamenti mail: co.pro@ilfilodimaggy.it
+39 340 7969041 fisso +39 049 5720374
Aperte iscrizioni per Sedute Indivuduali e di gruppo (minimo 4 – 8 persone massimo, al raggiungimento del numero minimo di partecipanti) – info Ass.CoCreationProEvolution ai riferimenti sopra indicati
“Energy-No Stress”
Neuro Trading per potenziare l’energia vitale ed eliminare lo Stress
metodo che ti permette di:
- lasciar andare i continui condizionamenti negativi,
- riprogrammare la mente alla vitalità e alla salute,
- rendenderti resistente allo stress ed alle malattie.
Più Umiltà e Rispetto
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questo è un argomento che mi tocca personalmente
e che sicuramente troverà il consenso e la solidarietà delle famiglie
con ragazzini o ormai adulti dislessici e disgrafici a cui mi sento vicina
Mi occuperò di approfondire questo argomento di una attualità sempre più sentita
cercando di offrire spunti e strumenti utili alla conoscenza di quella
che è una difficoltà ancora poco conosciuta e spesso sottovalutata
in primis dalle famiglie per la fatica a riconoscere ed accettare
questa unicità chiamata disturbo dell’apprendimanto DSA
Sonia Maggy

16-07-2009 sezione: LADENUNCIADELGIORNO
Io, mamma di un bimbo dislessico chiedo agli insegnanti più umiltà e rispetto.
Gentile direttore, da quando in Italia finalmente anche i media hanno iniziato a parlare di dislessia e Dsa (disturbi specifici di apprendimento) e soprattutto da quando è partito l’iter legislativo di una legge nazionale a tutela dei bambini e ragazzi dislessici, ci si imbatte nella pubblicazione di lettere firmate da persone, spesso insegnanti, che intervengono sul delicato tema della dislessia con estrema approssimazione e superficialità, dimostrando non solo di non conoscere il problema ma soprattutto di non volerlo capire.
Come mamma di un bambino dislessico, potrei consigliare a questi signori, soprattutto se insegnanti, di avere un atteggiamento un po’ più umile e rispettoso nei confronti di bambini che soffrono e che conducono ogni giorno una battaglia per portare avanti il loro difficile percorso di apprendimento. Magari, se questi signori si avvicinassero al problema dopo essersi adeguatamente documentati (e la bibliografia scientifica è molto ampia in Italia per non parlare dell’estero) potrebbero sviluppare un’opinione che, per quanto personale, possa almeno essere al riparo da banalissimi luoghi comuni. Ma nutro ben poche speranze.
Come mamma di un bambino dislessico, vorrei infatti soprattutto lasciare alla mia personale e diretta esperienza il compito di spiegare perché è così importante per il futuro di molti giovani riconoscere quanto prima e saper affrontare senza pregiudizi il problema della dislessia.
Mio figlio, che ora ha 10 anni e ha concluso la quarta elementare, è sempre stato fin da piccolo un bambino intelligente, attento, interessato e spigliato. Sempre pronto ad imparare, a capire, a conoscere, tanto che fino ai 6 anni i suoi giochi preferiti erano i libri, divorati con gli occhi, letti con la mente o con l’aiuto di un adulto. Eppure, nonostante le grandi aspettative, la sua prima esperienza scolastica è stata un disastro: non riusciva a scrivere correttamente, a fare le cornicette, a tenere la riga, la lettura era lentissima e stentata, invertiva le lettere e i numeri, colorava male e via dicendo. Per molte delle attività scolastiche non dimostrava alcun interesse e si era fatto via via sempre più scontroso, irritabile e cupo. Soprattutto aveva perso il sorriso. Ed aveva invece acquisito tutta una serie di malesseri ricorrenti tra cui mal di pancia, intolleranze alimentari, pianti depressivi. Un vero disastro, tanto da renderlo ai nostri occhi di genitori addirittura un bambino irriconoscibile. A rincarare la dose le note sui quaderni e i continui richiami delle insegnanti per la pigrizia, il disinteresse, la deconcentrazione, la superficialità, la svogliatezza.
Cosa era successo? Cosa aveva trasformato nostro figlio allegro, positivo e attento in un bambino triste e scolasticamente “asino”?
Solo ed unicamente grazie alla nostra caparbietà di genitori spinti dalla volontà di capire e comprendere, dopo un percorso certo non facile e senza la minima collaborazione da parte della scuola, abbiamo finalmente scoperto che nostro figlio poteva essere dislessico. Dico “poteva” perché prima dell’inizio della terza elementare i neuropsichiatri formulano semplicemente un sospetto di dislessia, riservandosi di confermarne la diagnosi più avanti. Questa prudenza è motivata dal fatto che in alcuni bambini possono verificarsi dei ritardi e delle lentezze di apprendimento che poi si risolvono gradatamente nel corso della seconda elementare. Mio figlio, invece, dopo approfonditi test che si sono sviluppati in numerosi incontri, è stato poi, in terza elementare, definitivamente diagnosticato con disturbi specifici di apprendimento, in particolare dislessia e disgrafia di grave entità abbinate a disortografia e discalculia più lievi. Da precisare che, invece, il quoziente intellettivo è superiore alla media. E’ quindi un bambino molto intelligente ma che non riesce a leggere, se non lentamente e con uno sforzo enorme, che non riesce a produrre un segno grafico soddisfacente, che non riesce a scrivere correttamente. Non riesce quindi a fare quello che per tutti gli altri bambini è facile, naturale e soprattutto automatico. Eppure può imparare, comprendere e capire, anche meglio di altri bambini, sempre che l’apprendimento non passi attraverso le attività del leggere e scrivere.
E’ un bambino dalle enormi potenzialità che però, all’interno di una scuola fondata sulla letto-scrittura se gestita da insegnanti con metodologie didattiche rigide e poco inclini ad un approccio individualizzato, sarebbe destinato all’insuccesso scolastico. Conoscere il problema reale di nostro figlio ha consentito a lui di liberarsi da un peso e da un senso di colpa ed inadeguatezza che lo stavano paralizzando e a noi genitori, invece, di intervenire precocemente con appropriati interventi di riabilitazione logopedica e con esercitazioni specifiche a casa nonchè di fare tutte le scelte necessarie per poterlo supportare adeguatamente, anche sotto il profilo dell’autostima, messa pericolosamente in crisi.
E così, gradatamente, con tanto impegno, con l’aiuto di nuove insegnanti sensibili e preparate e con il prezioso supporto dell’Aid (l’Associazione Italiana Dislessia, che non riuscirò mai a ringraziare abbastanza), abbiamo recuperato il bambino felice di un tempo, nonostante debba comunque fare tutti i giorni i conti con la sua disabilità. Ma ha imparato ad accettare e conoscere i suoi limiti ed anche ad utilizzare strumenti che lo facilitano nelle attività per lui problematiche. Come gli occhiali per un miope o la carrozzina per un disabile motorio, ha imparato ad usare bene, quando necessario, il computer per leggere più velocemente e scrivere più correttamente, riducendo così il suo gap nei confronti dei compagni.
Riacquistando fiducia in se stesso ha anche iniziato a superare la paura della parola scritta tanto che adesso, nonostante la sua lettura sia molto stentata, ha riscoperto il piacere di leggere qualche pagina del suo libro preferito prima di addormentarsi. Vederlo a 10 anni, dopo tanta fatica e sofferenza, con in mano un libro, il suo caro amico d’infanzia, è stata per noi un’emozione indescrivibile e per lui un grande traguardo. Ha anche imparato ad accettare la sua diversità e a combattere, se necessario, per essere rispettato nell’ambiente scolastico.
Legge faticosamente, scrive male, fa errori. Ma ha una buona pagella ed è uno dei più bravi della classe in geografia, storia e scienze. E c’è qualcuno che ha il coraggio di sostenere che sarebbe invece meglio fare finta di niente, non “etichettare”, ignorare il problema e magari incolpare la scuola di non saper insegnare o la famiglia di non saper educare? Auguro a mio figlio e a tutti i bambini e ragazzi dislessici del mondo di non trovare mai lungo la propria strada, già tanto faticosa, persone così incapaci di comprendere. Per loro non c’è una diagnosi. Si chiama forse, semplicemente, ignoranza. Ed è ben peggio della dislessia.
Laura
Vicenza
mamma di un bambino dislessico
(16 luglio 2009) http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=65969
Psicologia delle Emozioni
Posted by: | CommentsIl Centro Raziel Padova
PSICOLOGIA
DELLE EMOZIONI
con la dott.ssa Elena Piva
Domenica 11 Aprile 2010
presso
CENTRO YOGA AILANTO
Via Vittoria 19
MIRANO (centro) – VE
Qui la mappa
Rivolto a tutti coloro che:
-
vogliono conoscere se stessi
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imparare a gestire le proprie emozioni
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migliorare le proprie relazioni interpersonali
Verrà inoltre introdotto il rapporto tra stati mentali e malattie psicosomatiche.
Il corso intende offrire, attraverso esempi, discussioni e attività collettive gli strumenti necessari per:
> Affrontare e gestire le situazioni di stress
> Comprendere il dolore e la sofferenza
> Superare paura, ansia, depressione
> Modificare credenze improduttive
> Accrescere il benessere emotivo
> Migliorare la qualità del sonno
> Essere protagonisti della propria vita senza subire l’influenza degli altri
> Migliorare il rapporto con il proprio corpo
> Acquisire maggiore sicurezza in se stessi
ARTICOLAZIONI DEL CORSO
INCONTRO UNICO di una giornata che tratta i seguenti argomenti:
MATTINO
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Le EMOZIONI: aspetti fisiologici, comportamentali e cognitivi
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Lo sviluppo emotivo nella crescita dell’individuo
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Il rapporto tra pensiero e reazione emotiva
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Le emozioni fondamentali: identificare e conoscere le proprie
-
I pensieri inadeguati che minano il nostro benessere
-
Acquisire un nuovo sistema di interpretazione degli eventi
POMERIGGIO
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Accenni di psico-somatica: un viaggio a partire dall’inconscio
-
Il teatro del corpo: un palcoscenico di emozioni
In questa seconda parte dell’incontro si sperimenteranno:
tecniche immaginative, di rilassamento ed esercizi collettivi
per i quali è consigliato un abbigliamento comodo;
In questa sede, lo spazio è decisamente caldo ed accogliente,
ingrediente indispensabile per consentire ai partecipanti di sentirsi immediatamente a proprio agio
e di percepire l’energia ottimale a beneficio degli obiettivi proposti.
Il centro Ailanto è dotato di tutto l’occorrente per lo svolgimento degli esercizi.
Chi ritiene può portarsi un telo o plaid per alcuni esercizi di rilassamento a terra
ed un foulard o bandana per un esercizio molto interessante.
IL SEMINARIO SI TERRA’
DOMENICA 11 APRILE
dalle 9.30 alle 13 e
dalle 14.30 alle 18.30
con intervalli per lunch e break
PROMOZIONE: 5 ISCRIZIONI + 1 OMAGGIO ovvero verrà riservata la partecipazione OMAGGIO, allo stesso Seminario, per chi si prenota ed iscrive oltre a se stesso, altre 5 persone.
Info: Sonia Maggy Guerra sg.maggy@gmail.com tel. +39 340 7969041



















