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ott
07

Relazioni e Cambiamento (I parte)

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Quanto tempo dedichi a te stesso?

Ti prendi mai del tempo per te, per rilassarti o divertirti, stare in compagnia di persone che condividono i tuoi interessi o semplicemente per fare qualcosa che ti piace?

Il valore attribuito al tempo dedicato a se stessi statisticamente prova che sia maggiore per le donne che, rispetto agli uomini, usano maggiormente l’emisfero destro del cervello (che dà spazio alle emozioni, alla spiritualità) mentre risulta più difficile riconoscere il valore di questo aspetto fondamentale per chi come l’uomo usa prevalentemente l’emisfero sinistro (la razionalità).

La CoCreationProEvolution tra le varie missions cerca di creare occasioni di incontro tra le persone, formando gruppi di studio e lavoro, di condivisione tali da favorire il distacco dalla quotidianità e la dedizione, di una piccola parte del proprio tempo, a se stessi. Staccare dunque la spina dalla quotidianità, dalla quale ci facciamo facilmente assorbire senza consapevolizzare il momento presente, il qui e ora. Detto questo, invito gli uomini a sfatare questa statistica e facciamo ora alcune considerazioni sul tema dei Rapporti e Legami. Sappiamo che  i RAPPORTI si riferiscono a tutte le relazioni tra le persone mentre i LEGAMI sono quelle relazioni che si trasformano in qualcosa di più profondo come le relazioni affettive tra genitori e figli o quelle sentimentali di coppia.

L’Analisi Transazionale interviene su Rapporti e Legami in quanto in ogni relazione c’è una transazione, uno scambio di comunicazione tra più soggetti e molto spesso la comunicazione è difficile. Citiamo a tal proposito la frase del narratore, drammaturgo e saggista irlandese George Bernard Shaw:” Il progresso è impossibile senza cambiamento” e qui entriamo in un argomento delicato, quello del cambiamento della propria mente, di una sua rieducazione. In cosa consiste questo, da che parte si comincia..  molte volte è un imprevisto che ci costringe a cambiare un’abitudine ormai radicata o a cambiare la nostra visione della vita. In molti casi tendiamo a mantenere ed a ripetere dei comportamenti e delle abitudini senza esserne consapevoli; basti pensare ad una una cosa banale, quella del nostro posto a sedere a tavola; chi di noi si sogna di cambiare il proprio posto a sedere a tavola? Guai diremmo noi.. Guai a farci spostare di posizione quando siamo a tavola.  Solo la mente aperta è quella disposta a cambiare; il cambiamento è dunque un processo lungo.

Ci domandiamo quindi: “COSA significa cambiare la propria mente? E COME possiamo cambiarla…
Sappiamo quanto sia faticoso seguire un percorso di cambiamento, molti iniziano e poi abbandonano.. Il processo di cambiamento richiede una forte motivazione, uno sforzo iniziale ed una costanza non indifferenti. Se manca una forte motivazione, l’energia per il cambiamento è debole e si esaurisce prima che se ne possano trarre i benefici.
Ti aspetto per sviscerare ogni domanda e risposta in merito al cambiamento ed al miglioramento dei rapporti con noi stessi e con gli altri al per-corso “Rapporti & Legami”

Sonia Maggy


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set
02

SOS mamme

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SOS mamme, stress sotto controllo!

Figli, famiglia, lavoro, casa: le mamme di oggi hanno troppi impegni da gestire da sole e troppo poco tempo. I consigli della psicoterapeuta per fare (quasi) tutto e tenere a bada lo stress.

SOS mamme stressate! La società nella quale viviamo ci chiede di essere donne, mamme, lavoratrici, compagne, ‘manager’ del nostro menage famigliare, e sempre al top della perfezione. Ma come si fa? Il tempo è poco, il più delle volte ci ritroviamo sole a gestire tutti gli impegni e lo stress è sempre alle porte!

Ecco alcuni ‘consigli di sopravvivenza’ della psicoterapeuta Anna Salvo, docente di psicologia dinamica dell’Università degli studi della Calabria e autrice di numerosi libri su tematiche psicologiche femminili, come “Depressione e sentimenti”, “Madri e figlie”, editi da Mondadori.

LE SETTE REGOLE D’ORO ANTI-STRESS

- La perfezione non esiste!
Spazziamo via una volta per tutte il mito che una madre debba essere sempre perfetta. “È una sorta di ‘virus’ che si è diffuso nel mondo occidentale quello che la mamma debba essere sempre al top delle sue performances e non si possa concedere neanche uno scatto” esordisce Anna Salvo.

“Impariamo invece ad essere sufficientemente adeguate, disponibili, efficienti e finalmente in pace con noi stesse, perché le corse verso una perfezione irraggiungibile generano solo ansie e stress, che si ritorcono automaticamente contro di noi! È nelle commedie americane o in certi spot pubblicitari che tutti sono sempre sorridenti, pacati, disponibili, ma la realtà è fatta di persone con le loro debolezze, a volte sorridenti e serene, a volte prese dai loro pensieri o arrabbiate, e se per una volta abbiamo uno scatto di nervi con il nostro bambino non per questo dobbiamo sentirci delle mamme scellerate.

Accettiamo l’imperfezione come una cosa normale e positiva: immaginate quanto sarebbe insopportabile un genitore perfetto”?

- Impara a chiedere aiuto
Un altro mito di noi donne è quello dell’onnipotenza infallibile: a volte pensiamo di poter fare tutto da sole e di non aver bisogno degli altri. È vero, come accudiamo noi nostro figlio non lo sa fare nessuno, nessuno sa meglio di noi come mettere in ordine la casa e dove riporre ogni cosa, nessuno sa cosa e come comprare al supermercato, ma se ne abbiamo la possibilità, approfittiamo pure dell’aiuto della mamma, di una vicina di casa, di una tata o di una donna delle pulizie, che ci aiutino col bebè o nelle faccende domestiche. E quando è disponibile, deleghiamo qualche incombenza pratica anche al papà!

- Possessiva, no grazie
Confessiamolo: uno dei motivi principali per qui non vogliamo delegare l’accudimento del bambino ad altre persone è la nostra possessività. “Bisogna scrollarsela di dosso” consiglia la psicoterapeuta: “Il bambino non è una cosa nostra, ma si può affidare tranquillamente ad altri senza che ce lo ‘rovinino’. La nonna gli dà sempre le caramelle? Per quelle poche volte che capita non gli faranno certo del male!

All’asilo non lo lavano come faremmo noi? Pazienza, rimedieremo quando tornerà a casa!” Altro timore: quello che, stando spesso con altre figure, possa alla lunga affezionarsi a loro di più che a noi. “Mettiamoci l’animo in pace” prosegue Anna Salvo: “la mamma occuperà sempre un posto privilegiato, che si è costruito e consolidato sin dai primi mesi di vita e che nessuno le potrà togliere mai!

Insomma, se una volta tanto vogliamo concederci una giornata di evasione, per andare al cinema, a fare shopping o incontrare un’amica, lasciamo pure il pargolo dai nonni o dalla tata, senza sensi di colpa!

Teniamo presente che fino ad alcuni decenni fa nelle famiglie borghesi i bambini venivano allevati dalle tate e incontravano i genitori solo un paio di volte al giorno: era un eccesso, certo, ma oggi forse stiamo eccedendo nel senso opposto!

Infine, può essere difficile per noi da ammettere, ma spesso i bambini, anche se lontani da noi, si divertono e non vivono solo e sempre nell’attesa che la mamma ritorni!”

- Sul lavoro devi darti delle priorità
Se abbiamo un bambino di pochi mesi sarà ben difficile che riusciremo ad assolvere agli impegni di lavoro con la stessa serietà di prima. “Se abbiamo un lavoro autonomo, creiamoci delle priorità e rimandiamo le cose più impegnative a un altro momento, senza pensare che in questo modo ‘perdiamo il treno’” evidenzia Anna Salvo.

“Nella nostra società è diventata predominante l’idea dell’ora o mai più. Invece dobbiamo pensare che il nostro ‘ora’ è invaso dalla presenza importante del nostro bambino: il resto può attendere”.

- Coltiva la vita di coppia
Teniamo presente che un figlio non rappresenta per il padre lo stesso oggetto d’amore che rappresenta per la mamma. Anzi, il padre si aspetta di essere riconosciuto lui stesso come oggetto d’amore. Per quando inebriante sia il rapporto mamma-bambino, allora, non si può pretendere che gli unici discorsi tra moglie e marito siano incentrati su quel che ha mangiato il bambino, quante volte si è sporcato o i progressi che ha fatto durante il giorno.

“Ci vuole una distribuzione equa di attenzioni” dice l’esperta; “ricordiamoci che abbiamo scelto quell’uomo come compagno di viaggio, un viaggio che non si può interrompere adesso che il bebè è piccolo per poi essere ripreso quando diventerà grande”.

Il segreto per coltivare il rapporto di coppia? Condividere gli impegni e ritagliarsi ogni volta che si può dei momenti tutti per sé.

- Non prendere tutto come un attacco personale
Man mano che il bambino cresce, acquisisce un suo mondo interiore, che non è necessariamente legato a noi. Se a volte non ha fame o se fa i capricci, non pensiamo che ‘ce l’ha con noi’. Le mamme sono portate a colpevolizzarsi facilmente e a pensare sempre di aver sbagliato qualcosa.

“Togliamoci colpe che non abbiamo e cerchiamo piuttosto di capire che cosa in quel momento disturba il nostro bambino” suggerisce la Salvo: “e questo potremo farlo solo mantenendoci serene. Oltretutto i bambini hanno delle antenne formidabili e captano subito se la mamma ha un cambio di umore o una tensione ed ecco che diventano ancor più capricciosi ed irritabili. È un giro vizioso che si può interrompere, ma non dobbiamo attenderci che sia lui a farlo: tocca a noi”.

- Concedi al bambino spazi di puro ozio

A volte le mamme si stressano perché nel pomeriggio devono districarsi fra le varie attività extrascolastiche del bambino: dal corso di inglese alla piscina, dalle lezioni di piano alla pallavolo. Ebbene, leviamoci dalla testa l’idea che il bambino debba essere intrattenuto sempre con qualche attività, ‘altrimenti si annoia’. Leggi anche Lo sport fa bene ai bambini

È giusto che ai bambini sia concessa anche l’esperienza dell’ozio – in cui restano sdraiati a guardare il soffitto, sognano ad occhi aperti, seguono le loro fantasie – e l’esperienza del gioco libero, magari in compagnia del loro amichetto del cuore. Se ne gioverà lui ma ne trarremo giovamento anche noi mamme, che magari riusciremo a dedicarci un po’ a noi stesse!

In conclusione … “Le mamme si portano addosso un bagaglio troppo pesante di ‘istruzioni per l’uso’ e principi di prestazione: intorno a noi c’è un ciarpame di indicazioni, regole, divieti che può annientare la nostra spontaneità e il nostro istinto materno. Il bambino non è un ‘prodotto’ che deve venire benissimo: lasciamolo e lasciamoci vivere!” conclude Anna Salvo.

http://www.nostrofiglio.it/il-bebe/9-12-mesi/SOS-mamme-stress-sotto-controllo.html

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mag
12

Il mistero del Bacio

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IL BACIO

Il mistero del bacio:

più gioia e meno stress
con ossitocina
e cortisolo


Dall`apostrofo rosa, all`ormone del benessere, della felicità e della fiducia. Se un famoso proverbio definisce il bacio “l`apostrofo rosa tra le parole t`amo”, un gruppo di psicologi statunitensi lo ha invece definito “una questione chimica”. Così, se per la saggezza popolare un bacio regala sensazioni positive perché suggella l`affetto tra due persone, per gli studiosi americani il segreto del benessere dettato dallo sfiorarsi le labbra è invece nella catena di reazioni chimiche che il bacio provoca. La ricerca, condotta da un gruppo di ricercatori del College Lafayette (Pennsilvanya) guidati da Wendy Hill, ha per la prima volta dimostrato che il bacio agisce positivamente sull`umore delle persone poiché abbassa i livelli di cortisolo – l`ormone dello stress – e alza quelli dell`ossitocina – l`ormone del benessere e della socialità.

Dal bacio un piacere “chimico”. Il piacere che deriva dal bacio, dunque, è una questione chimica, e dipende direttamente dal cervello. Come dire: lingua e labbra sono veicoli di un cambiamento che influisce direttamente sui nostri centri nervosi. La scoperta verrà presentata a Chicago all`American Association for the Advancement of Science nei prossimi giorni.

Lo studio del Lafayette College. Gli studiosi hanno per la prima volta individuato i cambiamenti nel corpo umano causati dal bacio, per capire come mai lo sfregamento delle bocche – accompagnato spesso dall`umidità della lingua che accarezza le labbra – generi una sensazione di benessere. I ricercatori hanno allora testato i livelli di cortisolo – l`ormone dello stress – e dell`ossitocina – l`ormone del benessere – in 15 coppie prima e dopo essersi baciate.

I risultati. Dai risultati è emerso che tanto negli uomini quanto nelle donne il livello di cortisolo risultava più basso dopo il bacio, con conseguente sensazione di benessere dovuta alla diminuzione dello stress per entrambi, mentre l`ossitocina, cioè l`ormone del benessere e della socialità, risultava aumentata solo negli uomini. In quest`ultimo caso la differenza tra i due sessi, spiegano i ricercatori, sarebbe dovuta al fatto che i baci sono stati scambiati, per poterne monitorare le conseguenze, in laboratorio, e di conseguenza la scenografia “poco romantica” potrebbe aver inibito le donne, generalmente più sensibili degli uomini all`atmosfera che le circonda. Non è comunque ancora del tutto chiaro come baciare possa provocare queste reazioni ormonali, spiega Hill, ma alcuni scienziati ritengono che la molla che fa scattare il meccanismo sia lo scambio di feromoni attraverso la saliva.

Come una droga? Per rimanere in tema di attività chimiche scatenate da un semplice bacio, diversi studi avrebbero anche dimostrato che i baci hanno uno stretto legame con l`attività neurologica, e che scatenano nel nostro cervello effetti simili a quelli provocati dalla cocaina, in modo positivo.

Miriam Cesta

gen
27

Opposti O Simili?

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OPPOSTI O SIMILI?

Cosa determina una buona relazione di coppia?


Una legge della fisica dice che cariche elettriche eguali si respingono
mentre quelle contrarie si attraggono. Questo principio è stato esteso alla
relazione di coppia affermando che una persona si sente attratta da un’altra
persona se entrambi hanno caratteristiche opposte cioè se si differenziano nel
pensare, nei sentimenti, dell’agire, ecc.
Questa tesi sembra sia stata recentemente supportata dalla biologia. Alcuni
ricercatori hanno concentrato la loro attenzione su un gruppo particolare di
geni, quello denominato Complesso Maggiore di Istocompatibilità (MHC), già
considerato capace di influenzare l’attrazione sessuale. Hanno analizzato l’MHC
di 48 coppie per evidenziare se le sue variazioni avessero effetti anche sulla
stabilità dei rapporti. Si è così riscontrato che i partner con MHC opposti
tendono ad avere rapporti più stabili e duraturi di quelli con MHC simili. In
particolare le donne sembrano essere concretamente influenzate da queste
variazioni. Esse, infatti, quando incontrano un uomo con un patrimonio genetico
simile tendono ad essere meno attive sessualmente e più propense al tradimento.
Gli uomini, al contrario, non sembrano rispondere in modo significativo alle
variazioni dell’ MHC. Questo risultato sembra, quindi, fondare biologicamente
la teoria dell’attrazione tra opposti.

Sinceramente, con tutto il rispetto per la scienza, questa tesi così tanto
pretestuosa e così poco romantica, non mi affascina molto!

Un antico proverbio al contrario dice: “ogni simile ama il suo simile”.
Pertanto la saggezza popolare sostiene che per una unione stabile e duratura i
due partner devono avere delle cose in comune, cioè una visione simile del
mondo e delle affinità per quanto riguarda i sentimenti, il modo di pensare e
di agire. Lo stesso principio vale anche per le virtù, per la personalità, per
il profilo morale, per gli interessi comuni, per la stima, per il rispetto
reciproco. Si afferma che una buona e sincera relazione di coppia è costruita
sulla fiducia reciproca, sull’onestà, affetto e amore sinceri e reciproci,
sulla libertà personale e su una sana e giusta capacità di immedesimarsi nell’
altro o nell’altra. Altrettanto importanti sono ritenuti gli spazi che ognuno
dei partner deve ritagliarsi per se stesso perché anche all’interno di una
coppia deve esserci la libertà senza che si manifestino sfiducia, gelosia,
sospetto e paura, che possono limitare o impedire la libertà. Infine, non meno
importante è la visione della vita sessuale per evitare che sia ridotta ad una
abituale routine che con l’andare del tempo spegne l’erotismo facendolo
diventare anche ripugnante e disgustoso. Una sana relazione sessuale include il
tener conto dei propri desideri e di quelli del partner senza scadere in
pratiche che degenerino in forme di avversione che feriscano l’altro. Da
considerare che la sfera sessuale non è più importante della relazione stessa
per cui oltre al rapporto fisico è necessario curare quello sentimentale perché
una relazione fatta di solo sesso non permette alcuna forma di congiunzione.
Un tale concetto di similitudine, che si fonda sulla reciprocità e la parità
di diritti, sullo scambio continuo di stima e rispetto e sulla sincerità dei
sentimenti è, a parer mio, molto più desiderabile e auspicabile di un mero
fattore genetico!

Nel mondo d’oggi diversi altri fattori sembrano avere un ruolo determinante
nell’attrazione tra due individui di sesso opposto: l’aspetto fisico, la
professione, la posizione sociale, il salario, il patrimonio e altri fattori
mondani e materiali. Presupposti, questi, che portano a considerare una
relazione un semplice calcolo basato sul vantaggio, sul profitto e di
conseguenza diventa una relazione di interessi che conduce al nulla e che
infine terminerà.

Si può concludere dicendo che in una relazione nessuno dei due partner è
disposto a dare sempre e a non ricevere mai nulla. Nella coppia il dare e
ricevere deve essere sempre un fattore di equilibrio!

 

Gianni D’Aguanno

dic
20

Love Coach

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IL “  MI RACCONTO UN PO  “

DI

ANNA DE ANGELIS

” Mi chiamo Anna De Angelis ho 59 anni e sono moglie e madre felice. Ho scelto questo modo di presentarmi perchè è più vicino a me e alla mia Mission.

Ad un freddo curriculum vitae dove mi sarei limitata ad elencarci, scuole,master e corsi frequentati, preferisco parlarvi di me e di cosa faccio.
Ho iniziato ad occuparmi di relazioni d’amore nel 1999 quando, dopo una mia grande crisi personale, decisi di cambiare completamente vita.

Sono partita dall’investire tutti i miei risparmi in un franchising di un famoso marchio di Agenzie Matrimoniali, ma ben presto mi accorsi che non era quella la strada giusta per me perchè mi obbligava ad occuparmi solo dei single.

Decisi allora di iscrivermi ad una scuola di Mediazione Familiare e dopo due anni ho iniziato anche ad occuparmi di coppie in crisi.
Cinque anni fa fui letteralmente folgorata in una libreria, da un libro (COUNSELING di Marcella Danon ) dico folgorata perchè quel libro mi ha letteralmente e prepotentemente chiamata. Era un vero segno, quelli che la vita ci da per indicarci la NOSTRA STRADA, mi sono informata immediatamente su come potessi diventare COUNSELOR e trovai subito il primo grande ostacolo, per accedere alle scuole di Counseling bisognava essere in possesso di un diploma di maturità che io non avevo.

A questo punto cosa faccio??? mi sono chiesta ” ho veramente voglia di riprendere a studiare alla mia età? ” Come faccio, devo anche lavorare e poi costa tanti soldi, mi dicevo in continuazione ma il COUNSELING  mi aveva affascinata.
Alla fine ho studiato,l avorato e ho conseguito sia il diploma di maturità che quello di Counselor, ho aperto il Centro Raziel (http://centroraziel.com) e dal 2006 faccio anche il counselor a tempo pieno con grande soddisfazzione sia personale che professionale.
Ora sono finalmente appagata, faccio esattamente quello che mi piace e non rimpiango ne il tempo ne i sacrifici ne il denaro speso per arrivare dove sono, ho solo una grande voglia di fare quello che so fare molto bene:

IL COUNSELOR


IL LOVE CAOCH


IL MEDIATORE FAMILIARE