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mar
30

Basta solitudine-Trova nuovi amici:Come?

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Come Trovare Nuovi Amici e

Non essere più Soli

Avere delle relazioni gratificanti con gli altri è uno dei segreti per avere una vita felice e piena di soddisfazioni.

Molte ricerche condotte nell’ambito della psicologia sociale, hanno evidenziato che chi ha una vita affettiva e relazionale soddisfacente, non solo è molto più felice, ma, ha anche una salute migliore e vive più a lungo, al contrario di chi ha con gli altri rapporti solo superficiali e vive di più la solitudine. La solitudine, quando non è una scelta volontaria, incide molto negativamente sul nostro benessere psicologico più di quanto possiamo immaginare.

La sensazione di non essere importanti per nessuno è la causa di molte depressioni e persino di molti suicidi. Eppure, triste a dirsi, la solitudine è una condizione che si sta diffondendo sempre di più, complici i ritmi frenetici della vita moderna che non agevolano i contatti umani. Timidezza, scarse abilità sociali , diffidenza verso gli altri, sono ulteriori fattori che possono contribuire a peggiorare la solitudine. La solitudine, però, può essere sconfitta, facendo lo sforzo deliberato di uscire dal proprio guscio e di aprirsi agli altri.

Alcuni consigli pratici per superare la solitudine

Non è possibile in un unico articolo trattare un problema complesso come quello della solitudine in un modo esaustivo anche perché ciascuno è solo in un modo diverso :c’è la solitudine del timido che non osa avvicinarsi agli altri, c’è la solitudine della persona sempre in viaggio per motivi di lavoro, e c’è chi invece si sente solo in mezzo ad una folla, ecc.. In questo paragrafo, tuttavia, darò alcuni consigli per sconfiggere la solitudine adatti ai diversi tipi di solitudine.

Fai uno sforzo consapevole per fare nuove amicizie.

Finiti i tempi della scuola, diventa più difficile farsi dei nuovi amici. Le ragioni sono tante: si ha meno tempo, si è impegnati con il lavoro e con la famiglia, ciascuno ha la sua vita e c’è minor disponibilità a conoscere gente nuova. Anche con i vecchi amici potrebbe non esserci il feeling di un tempo : molte cose cambiano dall’adolescenza all’età adulta e i tuoi amici di sempre potrebbero aver preso una direzione nella vita completamente diversa dalla tua.
Proprio per questo se vuoi delle nuove amicizie, devi dedicare alla tua vita sociale, tempo ed energia, cercando di creare delle occasioni di incontro.
Comincia a frequentare un posto dove puoi socializzare: una palestra, un associazione di volontariato, un corso di ballo, o di teatro ecc. Vai a concerti, al cineforum, fai dei viaggi di gruppo, ecc.., l’importante è che cerchi di interagire con le persone che incontri.

Sei timido? prova a fare la prima mossa

Sarà più facile fare amicizia, se prenderai l’iniziativa quando contatti gli altri.Se sei timido e ti sembra difficilissimo fare il primo passo prova a ridurre l’ansia ripetendoti che anche gli altri , anche quelli che sembrano brillanti e “vincenti”, hanno i loro timori e le loro insicurezze e magari, si sentono soli proprio come te. Hai il timore che le altre persone notino solo e sopratutto i tuoi difetti? non è così, gli altri, se non sono gravemente frustrati, non sono lì per giudicarti negativamente, ma per cercare di star bene e divertirsi. Se sei timido, ti potrà capitare di sentirti a disagio o addirittura di arrossire, quando parli con qualcuno che conosci poco: non farne un dramma. I timidi sono caratterizzati da eccessiva consapevolezza di sé, ma più ti focalizzai sulle tue sensazioni di imbarazzo, più l’ imbarazzo aumenta, mentre se non ci dai più di tanto peso, il disagio scemerà gradualmente.

Liberati dal timore di dover essere brillante ad ogni costo.

Nei primi contatti con un potenziale amico, quello che conta non è tanto apparire interessanti , quanto mostrarsi interessati all’altro.L’interesse sincero per l’altro è la chiave di un’amicizia ben riuscita. A questo proposito, vorrei citare un detto di Dale Carnegale che trovo profondamente vero: “Puoi trovare più amici in due mesi, interessandoti agli altri, che in due anni cercando di fare in modo che la gente si interessi a te”

Sviluppa l’amicizia con gradualità.

Alcune persone sole rovinano una potenziale amicizia, avanzando delle premature richieste d’intimità. Sono quelle persone che tengono al telefono per ore una persona che conoscono poco, oppure una volta ottenuto il numero di telefono, cominciano a chiamare tutti i giorni a qualsiasi orario.
Lo stesso discorso vale per l’aspetto affettivo della relazione : è meglio evitare all’inizio confidenze troppo personali perchè quasi sempre questo genere di confidenze fatte ad un conoscente, possono spaventare e/o imbarazzare.

Sìi te stesso.

Molte persone con una brillante vita sociale devono combattere contro la sensazione di “sentirsi soli anche in mezzo ad una folla“. Se anche tu, conosci un sacco di gente ma continui a sentirti solo, è perché instauri con gli altri dei rapporti solo superficiali. Con chi ti circonda non sei te stesso, reciti una parte, cercando di essere quello che gli altri si aspettano che tu sia. Quindi ti fingi più forte, più brillante, più sicuro di te di quanto tu non sia realmente, in questo modo non sperimenterai mai una vera intimità fecendo nascere la penosa sensazione di solitudine e l’impressione che nessuno possa capirti ed esserti vicino. Smettere di fingere di essere la persona che gli altri si aspettino che tu sia ,e farsi vedere per quello che sei, è il mezzo migliore per trasformare dei conoscenti in amici.

Non essere troppo critico verso gli altri.

Alcune persone respingono gli altri, adottando inconsapevolmente un atteggiamento troppo rigido e critico. Tendono ad aspettarsi troppo nelle relazioni con gli altri e ad avere una concezione idealizzata dell’amicizia : di conseguenza, vengono facilmente delusi. Quando l’ altro, come spesso succede, non soddisfa le loro aspettative, perdono la fiducia e preferiscono rompere l’ amicizia.
A volte le persone con questo tipo di problematica, tendono a misurare quanto danno e quanto ricevono in cambio. Se per esempio, l’amico non ricambia, a breve, un invito, o una telefonata, si sentono ingannati e non apprezzati. Se ti sei riconosciuto in questo ritratto, devi imparare ad essere più tollerante e non pretendere dagli altri più di quanto non ti possano dare: dopotutto non esiste l’amico perfetto.

Sviluppa i tuoi interessi.

Se ti mancano gli argomenti di conversazione, devi ampliare i tuoi interessi. Il modo più semplice è quello di tenerti informato: puoi leggere il giornale, andare a vedere qualche film appena uscito o dedicarti alla lettura di quel nuovo best seller di cui parlano tutti, oppure puoi trovarti un hobby.
La qualità delle nostre relazioni con gli altri dipende molto dal nostro atteggiamento. E’ importante sapere che gli altri hanno i tuoi stessi problemi. Non bisogna essere così egocentrici da credere che il mondo giri intorno a quello che la gente pensa del tuo aspetto ,delle tue sensazioni e del tuo comportamento. Gli altri non stanno sempre lì a giudicarti e a valutarti negativamente. Pensano a se stessi ,e sei tu che devi uscire fuori dal tuo guscio e andare verso gli altri , perché quando entriamo in contatto con un’altra persona allo stesso tempo ci mettiamo in contatto con noi stessi : aiutiamo noi stessi. Sono fermamente convinta che siamo un tutto unico. Lo siamo veramente e più sorridi e ti protendi verso gli altri , tanto più riceverai in cambio: si raccoglie quello che si è seminato.

Sì, lo so, è un clichè ma è un clichè proprio perché è profondamente vero. E allora coraggio, vai avanti e stabilisci un contatto con le altre persone. Se,per esempio, quando nelle occasioni dove incontri gente capisci che qualcuno è timido o triste ecco questa è l’occasione di protendersi verso gli altri. Nel momento in cui lo farai, vedrai che scoprirai qualcosa di stupendo.

Sì le persone sono meravigliose e tutto quello di cui hanno bisogno è un po’ tenerezza, amore e attenzione: è il miglior antidoto contro la solitudine.!

Anna de Angelis www.buonerelazioni.it

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gen
07

Abilità di Couseling

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ORGANIZZA

Corso di Formazione

presso Supercibarius

Via Domodossola 9


il corso sarà tenuto da Arianna Garrone
Diplomata alla scuola quadriennale Dinamiche Relazionali
Istituto di Psicologia e Counseling – Torino.
Scuola adeguata alle norme E.A.C. European Association Counseling
Counselor relazionale e clinico.
Iscritta alla FAIP Federazione Associazione Italiana Psicoterapia e al Mo.PI. Movimento Psicologi Indipendenti

L’abilità di counseling permette al professionista di acquisire o affinare delle competenze relazionali, che lo sostengono nello svolgere la sua professione in un ambito connotato da rapporti umani e carico di complessità emotive. Sviluppare l’ abilità di counseling come possibile risorsa che affianchi le competenze tecniche del professionista e\o aiuti a migliorare la qualità di vita dell’individuo.

Il corso di formazione è rivolto a operatori nell’ambito sociale, psicologico, medico, terapeuti, educatori, insegnanti e personale facente parte di enti, cooperative sociali e associazioni di volontari, professionisti che  vogliono arricchire e utilizzare le modalità relazionali nella comunicazione, studenti interessati alle professioni di aiuto o qualunque ambito professionale e\o personale in cui sia richiesto di acquisire strumenti concreti di auto-sostegno e comunicazione attiva migliorando la propria abilità relazionale.

Il training ha l’obiettivo di migliorare queste capacità:

· creare il gruppo

· comunicazione verbale e non verbale

· comunicazione ed  empatia

· saper ascoltare che significa accogliere ciò che l’altro porta, ma senza apprezzamento/critica, conferma/ disconferma, affermazione/giustificazione, interpretazione, accettazione/rifiuto, soddisfazione/delusione; l’esperienza concreta di ascolto di noi stessi può essere il canale per sentirci più disponibili ad ascoltare l’altro

· sviluppare la dimensione dell’ascolto attivo che si può definire: osservo, ascolto – accolgo – comprendo e riconosco – elaboro tutto quello che mi impedisce di comprendere

· saper nutrire la propria autostima; la stima di noi stessi è infatti una base da costruire

· sviluppare l’autoconoscenza per  migliorare la condizione di equilibrio psicofisico

· saper trasformare le personali difficoltà in stimolo alla crescita e trovare una soluzione creativa

· essere consapevole al “ qui ed ora” e stare in contatto con percezioni, emozioni e  sensazioni

· riconoscere le strategie difensive del partecipante e lo stile relazionale

· elaborare e trasformare la frustrazione che si vive di fronte alla sofferenza

· Il training permette di sperimentare la dimensione della “distanza riflessiva” che protegge dal  farsi prendere da uno stato di frustrazione e di impotenza.

L’attestato di partecipazione verrà rilasciato alla fine del corso.

L’obiettivo è fornire strumenti pratici e teorici atti a valorizzare le proprie risorse ed ampliare le proprie capacità di relazione sul piano personale e  professionale.

Il modello teorico di riferimento nasce dall’interazione di differenti apporti filosofici, psicologici e psicoanalitici, quali la psicologia del profondo di C. G. Jung, la lettura originale di S. Montefoschi, l’approccio della psicoterapia della Gestalt e tecniche  apprese dalla medicina Tibetana e dalla filosofia Buddhista.

Metodologia
Il training è di tipo teorico- esperienziale.
Il corso ha come  base “il fare esperienza” in quanto solo lo sperimentare e consapevolizzare il processo individuale e del gruppo su se stessi permette al soggetto di sostenere il proprio cliente nello stesso percorso. La teoria deriva dalla contestualizzazione dell’esperienza vissuta.
Sono utilizzati giochi di ruolo, tecniche di ascolto. E’ richiesta la disponibilità di mettersi in gioco a tutti i partecipanti.

Struttura del corso

80 ore di formazione esperienziale
Il corso si articola in 10 giornate di 8 ore ciascuno. Si svolge nella giornata del sabato.
Un incontro al mese.
In ogni incontro è presente il laboratorio esperienziale a cui seguirà la teoria.
Inizio corso 30 Gennaio 2010

Il counseling è una professione d’aiuto che lavora nell’ambito psicologico e sostiene l’individuo nei momenti di crisi. Socialmente, oggi, abbiamo risolto i bisogni primari ed emerge il bisogno di migliorare la qualità della vita, questo significa un maggior benessere e delle buone relazioni. Il counseling ci offre l’opportunità di rendere chiari gli schemi di pensiero, le dinamiche attuate nelle relazioni e comprendere come siamo. Ampliando il livello di consapevolezza abbiamo la possibilità di scoprire e attingere alle risorse più profonde e trovare un nostro modo per affrontare e trasformare la sofferenza che deriva da momenti di disagio, di  difficoltà, di crisi e di passaggio, inevitabili nella vita umana. Elaborare un lutto, una separazione, un aborto, il prepensionamento, una malattia grave, un rapporto in crisi o favorire la crescita di rapporti interpersonali in quanto si lavora sulle dinamiche relazionali. Il counseling è una professione d’aiuto basata sull’accogliere, ascoltare e sostenere la persona a far chiarezza dentro di sé con la finalità di  “aiutare la persona ad aiutarsi”. Questo significa un percorso interiore mirato a incentivare  autostima ed autonomia nell’individuo e migliorare la qualità della vita e quindi maggior ben-essere.

Per informazioni e iscrizioni contattare Anna De Angelis tel. +39 347 4251331

email annadeangelis50@gmail.com sito http://www.centroraziel.com

nov
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Dinamiche Relazionali

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Arianna Garrone

47 Anni. Formatasi nell’ambito delle dinamiche relazione e della ricerca dell’unita’ tra corpo e coscienza. Diplomata alla scuola quadriennale DR Dinamiche Relazionali – Torino, con il modello teorico di riferimento che nasce dall’interazione di differenti apporti filosofici, psicologici e psicoanalitici, quali la psicologia del profondo di C. G. Jung, la lettura originale di S. Montefoschi, l’approccio della psicoterapia della Gestalt. Scuola adeguata alle norme E.A.C. European Association Counseling e iscritta alla Sico. Svolge l‘attività di Counselor di dinamiche relazionali da 18 anni e si occupa di sostenere il cliente nel suo percorso di crescita personale per migliorare la qualità della propria vita e giungere ad un rinnovato equilibrio interiore. Lavora sulla prevenzione dei disagi contemporanei. Iscritta alla FAIP Federazione Associazione Italiana Psicoterapia e al Mo.PI. Movimento Psicologi Indipendenti .Collaborazione con: Alma Mater(centro interculturale delle donne), ARCI, Idea Solidale, Fondazione Dravelli (casa delle culture e delle associazioni) che si occupa di socio/culturali e accoglienza di rifugiati.  Attività’ lavorativa con: Scuola Gestalt Counseling di Torino; formatrice  di Tecniche di ascolto e di Role Playing nella Scuola di Counseling Dinamiche Relazionali To; laboratori di counseling all’ospedale San Giovanni antica sede all’interno del Progetto “Sotto il segno del cancro” dedicato alla salute delle donne; Interfacoltà di Torino AA 2008/2009 Laboratorio di Teatro Sociale ed Educativo.Teatro e Counselin.g Formatrice all’Università Facoltà di Scienze della Formazione. Da oltre 10 anni formatrice e supervisioni all’interno del settore dei Servizi Educativi di Torino e Ventimiglia.Socia fondatrice e Presidente dell’Associazione Salute Donna Torino che si occupa di lavorare sulla prevenzione primaria  di recidive di tumori, e altre malattie, intervenendo sullo Stile di vita. All’interno della Fondazione Ariodante Fabretti è la responsabile del Progetto di Sostegno al Lutto,prima esperienza in Italia di sportello gratuito per il cittadino,e dei gruppi AMA (Auto Mutuo Aiuto) sul lutto. Formatrice dei soci attivi Coop e Ipercoop.  Da più di 20 anni Erborista ed Esperta di Alimentazione.

Ti invita

alla Presentazione del

Corso di Formazione in

clicca sull'immagine ed entri nel dettaglio del Corso

apr
11

Rinascita Interiore

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rinascitaRinascita Interiore

Diventa semplice: ricordati che tutto ciò che tende all’essenzialità, alla purezza della forma e dei contenuti, ti depura. Non esagerare con troppi dettagli, liberati di ciò che  è vistoso, barocco, elaborato. Cerca di snellire il tuo modo di parlare: utilizza il minor numero di parole per esprimere i tuoi concetti, vai al sodo. Il silenzio è come il digiuno, ti ripulisce e ti alleggerisce delle scorie del linguaggio e del pensiero. Se puoi contraddirti, se puoi accettare in te la presenza di entrambi i lati delle cose, allora quello è un gran giorno: non ragioni più come gli altri, non stai da una parte o dall’altra come fanno tutti, incominci a trovare il baricentro. Fai le cose senza sforzo, non ostinarti non combattere, non fare fatica. Cerca soltanto di essere presente a ciò che fai. C’è forse sforzo nei capelli che crescono? Nel cuore che batte? Nel filo d’erba che nasce? Capita che facendo qualcosa, sentiamo affiorare un sottile disagio, oppure al contrario proviamo un piacevole appagamento… Se sei pecora bela, se sei leone ruggisci, se sei edera arrampicati…

da Michele http://www.yooblo.com/articolo_blog.asp?idracconti=409

Categories : Libri, Riflessioni, Tutti
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dic
09

L'inconscio ci chiama con i disagi

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L’inconscio ci chiama con i disaemergeregi


Il gioco d’azzardo ha condotto Milvia, tranquilla signora di mezza età, a sconvolgere la propria vita. Ma attraverso peripezie e dolori, la sua identità è risorta. Il “monito” interiore ha raggiunto lo scopo.

Abbiamo troppe certezze su di noi, crediamo di conoscerci, di sapere chi siamo e dove andiamo. Niente di più falso! Sentite che cosa mi racconta Milvia… «A 55 anni, quando pensavo che la mia vita fosse ormai tranquilla, ho scoperto il gioco d’azzardo. Inizialmente giocavo qualche euro alle macchinette dei bar, poi sono passata al casinò, alle slot machine, alla roulette. Nell’arco di 3-4 anni ho giocato tutti i soldi che avevo, la liquidazione di mio marito e i soldi che i miei figli mi avevano prestato, ignari di come li avrei usati e fingendo di acquistare un appartamento in campagna. Non so cosa mi sia successo, ma era più forte di me. Più mi dicevo di smetterla e più giocavo». Nella lettera Milvia mi dice che da alcuni anni, prima di cominciare col gioco, provava un senso di scontentezza, di tristezza senza motivo. «Non mi accontentavo della vita che facevo, magari avrei voluto innamorarmi. Spesso mi dicevo: che vita è questa? Poi cacciavo via i brutti pensieri. Mi ripetevo: sei una nonna, hai tutto, come puoi essere scontenta? Sa qual è il punto, caro dottor Morelli: quando giocavo io mi sentivo un’altra e anche se perdevo ero soddisfatta».

Ogni giorno ci giochiamo tutto.

Milvia ha dovuto confessare al marito e ai figli i debiti che aveva contratto, l’ipoteca che aveva acceso sulla casa del mare. «Per fortuna ci voleva anche la firma di mio marito per avere il mutuo sulla casa dove abitavamo». Quando è venuta da me non aveva più una lira, e col marito c’era stata una rottura definitiva: «Sarebbe stato meglio se avessi avuto un amante – mi diceva – piuttosto del vizio del gioco. Hai rovinato la mia vecchiaia, la mia tranquillità, che razza di donna sei? Ho vissuto 35 anni con un’estranea, con una donna che non conosco». Ad ogni seduta, io facevo sdraiare Milvia e la invitavo a immaginare un vento che spazzava via tutte le cose della sua vita. E così volavano via i mobili, gli album dei ricordi, i figli grandi, persino i nipotini. Restava sempre, in ogni “immaginata”, una pianta sconosciuta, piena di bacche rosse. Tutto volava via: gli oggetti, le persone, gli affetti, ma la sua pianta era perennemente fissa al terreno, coi suoi magnifici frutti rossi.

Un sogno rivelatore

La “sua pianta” era disinteressata a quello che lei aveva fatto, al gioco, all’essere rimasta con poco o nulla. Un giorno mi racconta un sogno: «Mi sono trovata a camminare per la città, completamente nuda, senza vestiti. Cercavo di coprirmi ma non trovavo nulla. A un certo punto nel sonno mi è sembrato di chiedermi se non mi ero giocata anche i vestiti». Il sogno è chiaro: Milvia è nuda, senza abiti, senza maschere. Forse avrebbe dovuto ascoltare per tempo quei sentimenti di tristezza, di scontentezza che accompagnano la sua esistenza. Non lo ha fatto. Ma qualcosa dentro di lei non voleva che lei facesse la vecchia pensionata, la nonna. Ed ecco arrivare il demone del gioco che ha rimesso tutto in discussione, ha appunto rimesso tutto in “gioco”. Fai posto alle forze oscure. Quando perdeva, Milvia era soddisfatta: i “personaggi artificiali” che recitava con gli altri erano svaniti. I suoi demoni le ricordavano che tutto è in gioco, che la nostra vita è sempre in gioco… Che, come dice il proverbio, non si può mai stare completamente tranquilli. La vita cambia radicalmente quando si impara che quello che conosco di me, quello che so di me, quello che mi passa per la mente non mi riguarda, non sono IO.

Quando irrompe un brutto pensiero, o un sentimento sgradevole, o un disagio io ho imparato l’arte di fare loro posto, di non ostacolarli, di non giudicarli. Le “forze oscure” che mi assalgono vogliono qualcosa da me: vogliono irrompere, vogliono trovare posto, non mi vogliono lasciare in pace. Magari mi vorrei godere la mia vita tranquilla, magari sono soddisfatto di come vivo, di quello che ho raggiunto, ma loro no, loro hanno altri progetti per me. Qualcuno dentro di me, qualcosa di nascosto e di sepolto mille piani sotto i miei ragionamenti, mi sta mandando un messaggio. Dobbiamo smetterla di chiamare disagi quelli che sono solo messaggi che l’anima ci sta inviando per farci aprire gli occhi, per farci vedere quello che le nostre certezze ci impediscono di conoscere. Milvia ha aperto gli occhi… Oggi non gioca più, ma non perché si è domata: semplicemente perché il vento l’ha portata a coltivare altri interessi, altri desideri, altre amicizie. Insomma, quell’autenticità che il demone del gioco cercava per lei.

Dott. Raffaele Morelli

http://www.riza.it/templateStampa.asp?In=3&sez=5&info=88


Luigi Cancrini

Schiavo delle Mie Brame

Storie di dipendenza da droghe, gioco d’azzardo, ossessioni di potere

Frassinelli

Il libro spiega, attraverso una serie di storie narrate, che il motivo della tossicodipendenza va cercato in un preesistente sviluppo della personalità radicato nel vissuto dell’infanzia, all’interno di uno specifico sistema familiare. I vissuti raccontati hanno il potere descrittivo di farci riconoscere i sintomi e la forza, o debolezza, della possibile terapia risolutrice.

Lo trovi su Macrolibrarsi



Ann Gadd

Le Cattive Abitudini che non Riusciamo a Perdere

Quando il nostro comportamento diventa la spia del nostro disagio interiore

Armenia

Perdere le chiavi, rimandare gli impegni, mangiare le unghie, russare, arrivare sempre in ritardo, fumare venti sigarette al giorno… sono solo alcuni dei comportamenti comuni a molte persone. Talvolta però gli individui in questione nemmeno si accorgono di avere queste «brutte» abitudini, che danno sicuramente un sollievo temporaneo dall’ansia, ma che a lungo andare possono risultare irritanti o dannose.

Il libro offre delle spiegazioni sul perché ci comportiamo in un determinato modo e illustra come liberarsi degli atteggiamenti compulsivi e reiterati. Spesso, infatti, un comportamento inconscio è una manifestazione fisica di uno stato emotivo di disagio psichico, una dimostrazione che si è spezzato il nostro equilibrio interiore e che sussistono dei problemi. Analizzando un’abitudine possiamo capire perché ci stiamo precludendo la possibilità di essere delle persone sane e felici.

Lo trovi su Macrolibrarsi

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