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mag
25

Laboratorio “Amici in Vacanza”

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La scuola sta per finire:

Quando e Dove incontro gli Amici?

Al Laboratorio Ricreativo ed Educativo per Ragazzi 6-10 anni

L’Associazione Culturale CoCreationProEvulution ti invita al

Laboratorio

Patrocinato dal Comune di  Massanzago PD

Lavorare con i bambini ci dà l’opportunità di imparare moltissimo. Il nostro ruolo di trainer in educazione ci permette di instaurare con loro un rapporto molto particolare e di conoscerli in profondità come poche altre persone possono fare.

Grazie al delicato e dolce approccio nei loro confronti, possiamo far emergere i loro pensieri, aiutarli a riconoscere i propri sentimenti e i propri talenti come i propri limiti. Tra i nostri obiettivi c’è la sensibilizzazione ai valori personali, unici ed irripetibili più profondi, spesso ignorati o dimenticati, come riconoscere ed ascoltare il proprio dialogo interno, i propri stati d’animo; come visualizzare e vivere, attraverso fiabe e racconti, momenti di profondo benessere ed armonia assieme ai propri coetanei.

In oltre cinque anni di lavoro personale e di collaborazioni ho fatto tesoro della condivisione di molteplici esperienze fra genitori e professionisti che potrei redigere un libro intero (e non è detto che non lo faccia) con l’emergere di strategie ed esempi pratici efficaci per noi genitori, insegnanti ed educatori.

La cosa straordinaria è che, se da una parte è vero che ogni storia è a sé, dall’altra mi sono accorta che le dinamiche familiari hanno una serie di “cose in comune” tra di loro di cui i bambini possono giovare o subire.

Ora ti chiedo, ma se queste caratteristiche potessero raggiungere la tua consapevolezza potresti trarne beneficio.

Ti piacerebbe capire come fanno i bambini ad essere felici per poi fare altrettanto tu?

Vorresti che tuo figlio sperimentasse momenti di rilassamento, gioco e condivisione nel rispetto per il proprio valore e di quello altrui?

Se la risposta è quella che immagino leggi attentamente quanto segue.

Ho deciso di mettere a disposizione del tuo bambino i miei studi, le mie ricerche ed esperienze sul campo dell’educazione in un Laboratorio di incontri pomeridiani, ricreativo ed educativo per ragazzi 6-10 anni della durata di 4 settimane in cui il tuo ragazzo potrà arricchirsi e portarsi a casa leggerezza e profondità, fantasia e praticità, condivisione ed ascolto; insomma un bagaglio di esperienze positive e profonde.

Ti invito ad iscrivere il tuo bambino al Laboratorio “Amici in Vacanza”

Saranno pomeriggi in cui tuo figlio scoprirà:

Come liberare ed esprimere i propri pensieri e stati d’animo
Come integrarsi in modo corretto ed empatico con i propri coetanei
Come rispettare se stesso, gli altri e l’ambiente
Come poter apprezzare le regole
Come ascoltare e riconoscere i propri sentimenti
Come aver fiducia in se stessi e nel prossimo
E tanto altro ancora…

… ma soprattutto…

… Tu genitore sperimenterai l’effetto che ha sull’intero gruppo familiare la serenità di tuo figlio.

Sì esatto, proprio così. I nostri figli diventano i nostri migliori Allenatori portando energia e positività alle nostre risorse al fine di dare il meglio di noi stessi condividendo esperienze e metodi educativi efficaci.

Il mio impegno nel creare questo Laboratorio è stato di raccogliere tutte le conoscenze acquisite in oltre 5 anni di studi, ricerche e condivisioni di esperienze con professionisti nel campo dell’educazione e la famiglia, ed adattarle alla pratica di vita di tutti i giorni con i nostri “unici” ragazzi.

Da mesi assisto alle “conquiste” di mio figlio, quattordicenne, dislessico.

In lui osservo la determinazione con cui si aggiudica le sue piccole-grandi vittorie, che sono evidenti agli occhi di tutti ma che vengono da un percorso di maturazione, di conoscenza del proprio valore come dei propri limiti; un percorso di cambiamento di cui praticamente pochi adulti volevano riconoscergli in precedenza. Già, proprio così, perché quando noi ammiriamo i risultati mentre si manifestano al loro meglio, non pensiamo a quanto impegno e allenamento si sono dovuti sottoporre per arrivare a raggiungerli. E’ molto importante invece riconoscere e premiare il loro impegno e le energie spese per raggiungere il superamento di difficoltà o il miglioramento di alcuni aspetti della propria crescita evolutiva.

Beh a me è data la possibilità di osservare il dietro le quinte degli atteggiamenti dei nostri ragazzi e di essere parte attiva del lavoro di crescita emozionale che consente loro di acquisire un miglior autocontrollo dei propri comportamenti in gruppo.

 

Ti dirò di più, Tra le varie attività tuo figlio potrà:

Dipingere alcune parti del proprio corpo con il bodypainting (colori lavabili e atossici)
Dipingere su carta e cartone con colori a dita (lavabili e atossici)
Ascoltare fantastiche storie Zen per bambini
Apprezzare momenti di silenzio alternati a momenti di movimento e divertimento
Esprimere attraverso il dialogo o il disegno i suoi pensieri e stati d’animo
Affrontare temi importanti come: la gratitudine, l’amore ed il rispetto per gli amici animali e per il ns pianeta
Manipolare acqua e farina; Lasciar andare le tensioni colorando Maschere e Mandala; 

Olodanzare nella Fiaba; Condividere il momento della merenda………..E tanto altro ancora…

E’ arrivato il momento di decidere, che ne dici?

Vuoi davvero sentirti tranquillo di far entrare tuo figlio in un gruppo di amici in sana crescita affinchè si portino a casa tanta gioia, serenità ed amicizia?

Bene, allora inizia con il segnare le date in agenda:  

da Lunedì 20 giugno a giovedì 14 luglio.

Organizza i tuoi spostamenti perché il Laboratorio si tiene a Zeminiana di Massanzago PD presso la sede dell’Associazione Culturale “CoCreationProEvolution”. (Via Della Pieve 5 – Zeminiana di Massanzago, Padova – 049.5720374)
Scegli il giusto connubio tra disponibilità, sicurezza, risorse e benessere per tuo figlio, iscrivilo ora al Laboratorio “Amici in Vacanza”.

ORARI

Ogni Lun. Mar. Merc. Gio.

dal 20 Giugno al 14 Luglio 2011 

Dalle 14.30 alle 18.00

Clicca sul bottone qui sotto ed invia una mail

con oggetto ISCRIZIONE AMICI IN VACANZA

oppure chiama allo 340.7969041 o allo 049.5720374

Investi sul benessere e la crescita di tuo figlio.

Ah, tra l’altro, non ti ho detto quanto costa.

€ 15,00 quota di iscrizione a copertura Assicurazione

€ 20,00 una settimana

€ 7,00 pomeridiano sporadico

 

Ho deciso di rendere questo Laboratorio accessibile a tutti per quanto riguarda i costi ma limitato ad un numero massimo di 10 bambini per poter lavorare a fondo con loro ed in estrema serenità.

Se effettui l’iscrizione per due settimane la quota di partecipazione: solo € 36,00 anziché € 40,00

Se effettui l’iscrizione per tre settimane la quota di partecipazione: solo € 53,00 anziché € 60,00

Se effettui l’iscrizione per quattro settimane la quota di partecipazione è: solo € 69,00 anziché € 80,00

E non è finita, ho intenzione di offrire ai fratellini questa opportunità, pertanto..

Se iscrivi anche il secondo figlio,

la quota di partecipazione totale è:

€ 34,00(.. anziché 40,00 a settimana!)

Affrettati però, perché come ripeto, il Laboratorio è riservato ad un massimo di 10 bambini, che aspetti?

Invia una mail a co.pro@ilfilodimaggy.it

con oggetto ISCRIZIONE AMICI IN VACANZA

oppure chiama allo 340.7969041 o allo 049.5720374

Massanzago – Padova dal 20 giugno al 14 luglio 

 

 

presso Sede SCUOLA ELEMENTARE di Zeminiana di Massanzago PD

Ti aspetto al Laboratorio..!

Sonia Guerra

Presidente

Formazione Esperta in Educazione di Ambito Familiare e Conduttrice Olo-bimbi (da olos: “il tutto, l’intero” nel senso di ogni aspetto dell’evoluzione personale del nostro bimbo)

Associazione Culturale in Massanzago PD

Via della Pieve 5 – Tel +39 049 5720374 Mobile +39 340 7969041

email: co.pro@ilfilodimaggy.it | web: http://www.ilfilodimaggy.it

 

Richiedi all’Associazione informazioni sul nuovo “Progetto Olo-Bimbi” (Movimento Giocoso Educativo) che avrà inizio, presso varie sedi, con il nuovo anno scolastico.

apr
13

L’Uomo del Futuro

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“BAMBINI NUOVI PER L’UOMO DEL FUTURO”


Conferenza presso Centro Multidisciplinare

Ass.ne Ponte di Luce  di Venezia –

Via Pugliese,20 – Loc. Asseggiano- 30174 Chirignago (Ve)


Sabato 16 Aprile 2011

Ore 14,00 – 18,00

PRABHAT EUSEBIO : editore di “Bambini nuovi per l’uomo del futuro”.

Verso una nuova umanità: Come progettare una scuola famiglia, un nuovo approccio alla pedagogia;

“La pedagogia iniziatica per Bambini Genitori Insegnanti”

BRUNO ZANABONI: “EFT per bambini – L’arte di crescere liberi; introduzione alla tecnica e presentazione del libro”

Operatore esperto nelle tecniche di rilascio emozionale e psicologia energetica EFT, è insegnante di EFT I° livello. Da circa tre anni si dedica a divulgare questa tecnica di auto-aiuto per risolvere blocchi e convinzioni limitanti che alterano l’equilibrio energetico della persona. Da quando è diventato padre ha sentito la necessità di rivolgere sempre maggiore attenzione alle problematiche legate al meraviglioso mondo dei bambini ed è per questo che offre un libro per tutti i bambini che potranno imparare a scoprirsi e aiutarsi, da soli o vicendevolmente, e percorrere in serenità il loro cammino.

MARINA LUELE : Educare attraverso le fiabe racconta l’antica saggezza del cuore e dello spirito

“I bambini sono delle creature magiche, capaci di vedere cose che gli adulti non sanno più vedere”, questo è lo spirito profondo di questi libri nati “dallo sguardo profondo di un bambino, dalle parole sussurrate dal vento e dai disegni che danzando ha tracciato sulle pagine, dall’Amore di chi ti vuole dire: Che bello che ci sia anche tu su questo pianeta!”.

Lo scopo dell’autrice è di far conoscere ai bambini i più importanti insegnamenti della cultura orientale, rivisitati con il linguaggio semplice ed immediato della favola e reinseriti in un contesto culturale più vicino alla loro realtà di vita.

L’incontro avrà momenti interattivi dedicati ai bambini.

Entrata Libera, offerta consapevole

Per info e prenotazioni : tel. 339 2023646 – mail: pontedilucevenezia@libero.it - mail:co.pro@ilfilodimaggy.it

PER RAGIONI ORGANIZZATIVE VI PREGHIAMO CONFERMARE LA VOSTRA PRESENZA ENTRO GIOVESI’ 14 APRILE ANCHE CON SMS.

dic
22

Unisciti a noi

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Unisciti a noi.

Costruiamo una scuola per i bimbi

della Guinea Bissau

Projecto de Construção de Unidade Escolar a  Pessaque

REPÚBLICA DA Guiné-bissau

Ogni bambino – in qualsiasi luogo del mondo nasca – ha diritto a un’infanzia felice e ad un’istruzione completa. Noi tutti possiamo fare qualcosa.

Il sostegno all’istruzione, anche per questi bimbi, è un atto di solidarietà concreta che ha un impatto reale sulla vita di ogni bambino. Grazie al contributo di tutti possiamo garantire loro un adeguato ambiente di studio, facilmente raggiungibile da tutte le famiglie che al momento sono costrette a percorrere lunghe distanze per raggiungere la scuola più vicina con un’evidente dispendio di energia e motivazione allo studio.

Tale iniziativa consente una sensibile riduzione dell’analfabetismo garantendo quell’educazione che, come prevista dall’UNESCO, è diritto fondamentale dell’essere umano.

Nel rispetto dell’impegno di tutti i sostenitori

Associazione Culturale 

in collaborazione con il portale  www.ilfilodimaggy.it si impegna a garantire una completa trasparenza sulla gestione delle donazioni.

Aderisci ora

Per maggiori informazioni vedi i dettagli del Progetto

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mag
04

Scuola:relazione docenti – studenti

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Quanti insegnanti si trovano nella condizione di dover gestire alcune situazioni imbarazzanti, difficili, con i propri alunni e quanti genitori si sentono in difficoltà a comunicare con i docenti dei propri figli che esprimono un disagio usando atteggiamenti poco consoni all’ambiente scolastico.
Vi propongo ora il seguente documento che ci offre appunto delle riflessioni sugli atteggiamenti da evitare in situazioni di disagio dei ragazzi, tenendo presente che in ogni caso i ragazzi vogliono esprimere e comunicarci qualcosa, sta a noi insegnanti e genitori ascoltare e cogliere il messaggio andando oltre all’immediata parte esteriore dell’atteggiamento adottato dall’alunno in un determinato frangente.
Una volta compreso il messaggio, si valuta come procedere…..

Sonia Maggy

Riflessioni sulla relazione Docenti – Studenti

Alcuni esempi di relazioni disfunzionali che possono creare delle

barriere nella comunicazione docente-studente”.

SITUAZIONE

Carlo, un ragazzo di 13 anni di seconda media , giunge in classe, un giorno con un paio di occhiali da sole. Seduto in prima fila sfoggia i suoi occhiali da sole, dopo aver deposto quelli da vista. L’insegnante di lettere, arrivato in classe, dopo aver controllato i presenti, invita il ragazzo a mettere via gli occhiali da sole e a riprendere quelli da vista per leggere un testo ad alta voce. Carlo non ha nessuna intenzione di mettere via gli occhiali da sole, così l’insegnante inizia ad irritarsi e ad assumere atteggiamenti impositivi. Insomma inizia una specie di braccio di ferro tra docente ed alunno, in cui nessuno dei due intende smettere, strutturando in questo modo il rapporto persecutore-vittima.

STILE INTOLLERANTE E DESPOSTA

Si determina quando l’insegnante dinanzi ad un allievo che lo sfida o che insiste sul suo comportamento disfunzionale , reagisce immediatamente in modo dispotico e impaziente.

Nel caso riportato potrebbe urlare frasi del tipo, “come ti permetti”, “dove credi di essere”, “maleducato”, “vai dal preside”, “ fuori , vai fuori.” L’insegnante si avvale della critica, del rimprovero, della sospensione. Questo atteggiamento intransigente può presentare dei vantaggi immediati, infatti è facile che l’allievo ceda e metta da parte gli occhiali, mostri rispetto per l’autorità, tuttavia l’insegnante-educatore non può accontentarsi dell’adattamento superficiali e della compiacenza, ciò non incide sull’interiorità del discente ed è di breve durata.

STILE POLEMICO E LITIGIOSO

In questo caso l’insegnante potrebbe attaccare l’allievo e deriderlo agli occhi dei compagni.
“Togli quegli occhiali così lasci vedere la tua bella faccia”.
Questo atteggiamento è rischioso in quanto può innescare dinamiche distruttive.
Allievo: ma professoressa, perché ce l’ha sempre con me.
Insegnante. Perché tu sei bello.
Allievo: professoressa, ma quale bello, io non la toccherei neanche con un bastone lungo 3 mt.
A questo punto l’insegnante sorrise e scrisse una nota sul registro , chiedendo che l’allievo fosse sospeso per 3 giorni.
Il tipo di interazione è semiludica e quasi umoristica. La modalità seguita dal docente è quella dell’ attaccabrighe, che induce l’allievo a rispondere sullo stesso piano e a dimenticare che sta interagendo pur sempre con il suo docente.

STILE TIMOROSO

Un altro possibile atteggiamento dinanzi all’allievo dell’esempio, è quello di chi subisce tollerando pazientemente .Spesso gli alunni la interpretano come un permesso a persistere nel comportamento distruttivo. L’atteggiamento da martire , timido, trasmette l’idea di un docente che lascia correre e che permette agli allievi di abusare della sua pazienza.

STILE CALCOLATORE

E’ lo stile di chi ricorre ad un atteggiamento logico, razionale, preciso , freddo.

Esternamente il docente apparirà impassibile, dimostrerà calma e padronanza di sé, controllerà i suoi sentimenti e non si farà coinvolgere emotivamente, ma cercherà di discutere con l’allievo per farlo ragionare sul suo comportamento.

INTERVENTI COMUNEMENTE IMPIEGATI PER GESTIRE

RELAZIONI CONFLITTUALI

Verranno esaminate alcune strategie comuni adottate in classe per gestire le situazioni educative complesse : ignorare, sopportare in silenzio, critica, predica, rimprovero, punizione , sospensione.

Sebbene non soddisfino gli insegnanti e si rivelino sostanzialmente improduttive, risultano largamente impiegate in classe.

IGNORARE, SOPPORTARE IN SILENZIO

Dinanzi ad una situazione di disagio in classe (es. , risata svalutante, allievo che sbatte la porta in modo provocatorio ecc.), L’insegnante può ignorare quanto sta avvenendo , preoccupandosi di continuare il lavoro, per non “rinforzare” il comportamento problematico. Non è detto che i risultati siano soddisfacenti, infatti Montuschi sottolinea che nel linguaggio educativo ciò che non è esplicitamente vietato rischia di essere autorizzato. A volte il comportamento problematico dell’allievo può essere una richiesta di attenzioni, per cui il fatto di ignorarlo induce l’allievo a persistere .

LA PREDICA

E’ uno degli interventi più usati , dianzi all’allievo che non studia, a quello che disturba. Si tratta di un intervento genitoriale volto a impartire regole e istruzioni. Montuschi mette in guardia dal rischio derivante dall’uso della predica all’intera classe, essa rischia di diventare più uno sfogo dell’educatore che un dialogo diretto a delle persone, in quanto l’anonimato fa sentire al riparo i singoli. La predica , sia che venga rivolta alla classe o al singolo, risulta poco efficace , perché invita ad un adattamento e non ad un cambiamento.

CRITICA E RIMPROVERO

La critica, il rimprovero , il richiamo diretto non sono interventi efficaci, perché si basano sull’addestramento dell’allievo e producono cambiamenti compiacenti provvisori e precari.

C’è poi il rischio che l’allievo organizzi le mosse successive di rivincita. Secondo Montuschi può anche essere che sentimento spiacevole derivante dalla critica provochi nell’alunno un ripensamento , ma può essere solo un modo per evitare la critica piuttosto che cambiare il suo comportamento.

PUNIZIONE

Ancora assai diffusa, anche se non necessariamente sotto forma di punizione fisica. Essendo un intervento volto a cancellare il disturbo, può portare a vantaggi tangibili: riprendere il lavoro interrotto, catturare l’attenzione, ripristinare il silenzio ecc.

Essa non si fonda sulla comprensione della situazione problematica e non interviene sul problema, per cui è un intervento banale, ripetitivo e poco efficace dal punto di vista educativo.

LA SOSPENSIONE

Si ricorre alla sospensione di solito per motivi di condotta, essa non risulta efficace come strategia di intervento, è improduttiva , non risolve il problema e interviene sulla manifestazione esterna del disagio. Oltre che banale, la sospensione ha la valenza di rinuncia a gestire la situazione da parte dell’insegnante e della scuola. Si di un intervento che equivale a gettare la spugna, a fuggire al problema, rinunciando a rispondere ai bisogni di un alunno attraverso interventi particolarmente qualificati.

Da quanto esaminato si comprende come tutti questi interventi siano inutili dal punto di vista educativo e sebbene il problema immediato a volte sembri risolto, il problema reale, sotteso non è nemmeno sfiorato. Si corre il rischio che a lungo andare l’allievo possa sentirsi indirettamene invitato a lasciare la scuola .

Le strategie improduttive prese in esame hanno una caratteristica in comune, si basano sull’aspetto esterno ed evidente del disagio con l’aspettativa che sparisca. di . Il rischio è quello considerare e di trattare la manifestazione del disagio come se fosse il disagio stesso ed intervenire per cancellarlo ed eliminarla. Bisogna studiare i sintomi per formulare una diagnosi , risalendo alle cause soggiacenti. Finchè non si comprenderà e agirà sul meccanismo che alimenta il sintomo esterno, gli interventi del docente potranno solo contenere temporaneamente il disagio. Alcuni disagi peggiorano assai se non vengono gestiti nei tempi e nei modi opportuni.

Xodo Antonella

Riferimenti bibliografici
G. Amenta , Gestire il disagio a scuola , da Scuola e Didattica, La Scuola , Brescia 2002
Montuschi: F. Competenza affettiva e apprendimento . Dalla alfabetizzazione affettiva alla pedagogia speciale, Brescia , La Scuola 1993
Di Pietro M. 1999, l’ABC delle mie emozioni, Trento,EricKson
Berne 1971, Analisi transazionale e psicoterapia , Roma , Astrolabio

Lettura consigliata:

Adesso Basta. Ascoltami!
Educare i ragazzi al rispetto delle regole

Dettagli
Prima che educatori il passo è riconoscersi maestri di vita impegnati a dar supporto alle nuove generazioni. Di fronte alla disobbedienza il punto non è aggirare le regole ma la comprensione del motivo per il quale non si ottiene obbedienza, l’ascolto disinteressato.

* Autore: Francesco Berto
* Editore: Edizioni la Meridiana
* Data pubblicazione: Marzo 2004
* Tipo: Libro
* Pagine: 119
* Formato: 21×25
* Stato: Disponibile in pronta consegna
* Categorie: Comunicazione, Guide per genitori ed educatori, Psicologia e salute, Salute dei bambini

apr
21

Più Umiltà e Rispetto

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Riporto oggi la denuncia di una mamma
questo è un argomento che mi tocca personalmente
e che sicuramente troverà il consenso e la solidarietà delle famiglie
con ragazzini o ormai adulti dislessici e disgrafici a cui mi sento vicina
Mi occuperò di approfondire questo argomento di una attualità sempre più sentita
cercando di offrire spunti e strumenti utili alla conoscenza di quella
che è una difficoltà ancora poco conosciuta e spesso sottovalutata
in primis dalle famiglie per la fatica a riconoscere ed accettare
questa unicità chiamata disturbo dell’apprendimanto DSA

Sonia Maggy

16-07-2009 sezione: LADENUNCIADELGIORNO

Io, mamma di un bimbo dislessico chiedo agli insegnanti più umiltà e rispetto.
Gentile direttore, da quando in Italia finalmente anche i media hanno iniziato a parlare di dislessia e Dsa (disturbi specifici di apprendimento) e soprattutto da quando è partito l’iter legislativo di una legge nazionale a tutela dei bambini e ragazzi dislessici, ci si imbatte nella pubblicazione di lettere firmate da persone, spesso insegnanti, che intervengono sul delicato tema della dislessia con estrema approssimazione e superficialità, dimostrando non solo di non conoscere il problema ma soprattutto di non volerlo capire.

Come mamma di un bambino dislessico, potrei consigliare a questi signori, soprattutto se insegnanti, di avere un atteggiamento un po’ più umile e rispettoso nei confronti di bambini che soffrono e che conducono ogni giorno una battaglia per portare avanti il loro difficile percorso di apprendimento. Magari, se questi signori si avvicinassero al problema dopo essersi adeguatamente documentati (e la bibliografia scientifica è molto ampia in Italia per non parlare dell’estero) potrebbero sviluppare un’opinione che, per quanto personale, possa almeno essere al riparo da banalissimi luoghi comuni. Ma nutro ben poche speranze.

Come mamma di un bambino dislessico, vorrei infatti soprattutto lasciare alla mia personale e diretta esperienza il compito di spiegare perché è così importante per il futuro di molti giovani riconoscere quanto prima e saper affrontare senza pregiudizi il problema della dislessia.

Mio figlio, che ora ha 10 anni e ha concluso la quarta elementare, è sempre stato fin da piccolo un bambino intelligente, attento, interessato e spigliato. Sempre pronto ad imparare, a capire, a conoscere, tanto che fino ai 6 anni i suoi giochi preferiti erano i libri, divorati con gli occhi, letti con la mente o con l’aiuto di un adulto. Eppure, nonostante le grandi aspettative, la sua prima esperienza scolastica è stata un disastro: non riusciva a scrivere correttamente, a fare le cornicette, a tenere la riga, la lettura era lentissima e stentata, invertiva le lettere e i numeri, colorava male e via dicendo. Per molte delle attività scolastiche non dimostrava alcun interesse e si era fatto via via sempre più scontroso, irritabile e cupo. Soprattutto aveva perso il sorriso. Ed aveva invece acquisito tutta una serie di malesseri ricorrenti tra cui mal di pancia, intolleranze alimentari, pianti depressivi. Un vero disastro, tanto da renderlo ai nostri occhi di genitori addirittura un bambino irriconoscibile. A rincarare la dose le note sui quaderni e i continui richiami delle insegnanti per la pigrizia, il disinteresse, la deconcentrazione, la superficialità, la svogliatezza.

Cosa era successo? Cosa aveva trasformato nostro figlio allegro, positivo e attento in un bambino triste e scolasticamente “asino”?
Solo ed unicamente grazie alla nostra caparbietà di genitori spinti dalla volontà di capire e comprendere, dopo un percorso certo non facile e senza la minima collaborazione da parte della scuola, abbiamo finalmente scoperto che nostro figlio poteva essere dislessico. Dico “poteva” perché prima dell’inizio della terza elementare i neuropsichiatri formulano semplicemente un sospetto di dislessia, riservandosi di confermarne la diagnosi più avanti. Questa prudenza è motivata dal fatto che in alcuni bambini possono verificarsi dei ritardi e delle lentezze di apprendimento che poi si risolvono gradatamente nel corso della seconda elementare. Mio figlio, invece, dopo approfonditi test che si sono sviluppati in numerosi incontri, è stato poi, in terza elementare, definitivamente diagnosticato con disturbi specifici di apprendimento, in particolare dislessia e disgrafia di grave entità abbinate a disortografia e discalculia più lievi. Da precisare che, invece, il quoziente intellettivo è superiore alla media. E’ quindi un bambino molto intelligente ma che non riesce a leggere, se non lentamente e con uno sforzo enorme, che non riesce a produrre un segno grafico soddisfacente, che non riesce a scrivere correttamente. Non riesce quindi a fare quello che per tutti gli altri bambini è facile, naturale e soprattutto automatico. Eppure può imparare, comprendere e capire, anche meglio di altri bambini, sempre che l’apprendimento non passi attraverso le attività del leggere e scrivere.

E’ un bambino dalle enormi potenzialità che però, all’interno di una scuola fondata sulla letto-scrittura se gestita da insegnanti con metodologie didattiche rigide e poco inclini ad un approccio individualizzato, sarebbe destinato all’insuccesso scolastico. Conoscere il problema reale di nostro figlio ha consentito a lui di liberarsi da un peso e da un senso di colpa ed inadeguatezza che lo stavano paralizzando e a noi genitori, invece, di intervenire precocemente con appropriati interventi di riabilitazione logopedica e con esercitazioni specifiche a casa nonchè di fare tutte le scelte necessarie per poterlo supportare adeguatamente, anche sotto il profilo dell’autostima, messa pericolosamente in crisi.

E così, gradatamente, con tanto impegno, con l’aiuto di nuove insegnanti sensibili e preparate e con il prezioso supporto dell’Aid (l’Associazione Italiana Dislessia, che non riuscirò mai a ringraziare abbastanza), abbiamo recuperato il bambino felice di un tempo, nonostante debba comunque fare tutti i giorni i conti con la sua disabilità. Ma ha imparato ad accettare e conoscere i suoi limiti ed anche ad utilizzare strumenti che lo facilitano nelle attività per lui problematiche. Come gli occhiali per un miope o la carrozzina per un disabile motorio, ha imparato ad usare bene, quando necessario, il computer per leggere più velocemente e scrivere più correttamente, riducendo così il suo gap nei confronti dei compagni.

Riacquistando fiducia in se stesso ha anche iniziato a superare la paura della parola scritta tanto che adesso, nonostante la sua lettura sia molto stentata, ha riscoperto il piacere di leggere qualche pagina del suo libro preferito prima di addormentarsi. Vederlo a 10 anni, dopo tanta fatica e sofferenza, con in mano un libro, il suo caro amico d’infanzia, è stata per noi un’emozione indescrivibile e per lui un grande traguardo. Ha anche imparato ad accettare la sua diversità e a combattere, se necessario, per essere rispettato nell’ambiente scolastico.

Legge faticosamente, scrive male, fa errori. Ma ha una buona pagella ed è uno dei più bravi della classe in geografia, storia e scienze. E c’è qualcuno che ha il coraggio di sostenere che sarebbe invece meglio fare finta di niente, non “etichettare”, ignorare il problema e magari incolpare la scuola di non saper insegnare o la famiglia di non saper educare? Auguro a mio figlio e a tutti i bambini e ragazzi dislessici del mondo di non trovare mai lungo la propria strada, già tanto faticosa, persone così incapaci di comprendere. Per loro non c’è una diagnosi. Si chiama forse, semplicemente, ignoranza. Ed è ben peggio della dislessia.

Laura
Vicenza
mamma di un bambino dislessico

(16 luglio 2009) http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=65969