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Lo stress: le cause e i segnali per riconoscerlo
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Lo stress è una tensione generata dell’organismo in risposta a stimoli interni o esterni.
L’aumento della tensione si attiva al fine di renderci più efficienti di fronte a certe situazioni problematiche, tuttavia se l’individuo non trova delle soluzioni adeguate, lo stato di tensione cresce al punto da rendere più vulnerabile l’organismo.
Non sono i fatti in sé a stressarci, ma piuttosto gli atteggiamenti e le idee riconducibili al nostro carattere, al giudizio che diamo a noi stessi, a delle aspettative troppo elevate ecc.
Quanto più si è orientati a doveri, valori, ideologie, sogni preconfezionati, obiettivi di status elevati, tanto più l’orizzonte si restringe facendoci sentire dentro un abito scomodo.
Le situazioni che provocano stress sono
∟ Situazioni di pericolo
∟ Competitività eccessiva o ossessiva
∟ Iperattività professionale
∟ Senso di inadeguatezza
∟ Aspettative troppo elevate
∟ Sostenere una prova d’esame o atletica
∟ Lutti improvvisi
∟ Malattie croniche
∟ Licenziamento
Il nostro corpo ci avvisa in tempo se stiamo entrando in eccessiva tensione attraverso dei campanelli d’allarme, quali:
∟ Dolori muscolari
∟ Ipersudorazione, pruriti diffusi nel corpo
∟ Bruciori allo stomaco, irritazione al colon
∟ Alterazione del ciclo mestruale
∟ Perdita o aumento di peso
∟ Dermatiti
∟ Cefalea o tensioni cervicali
∟ Diminuzione della concentrazione
∟ Dimenticanza
Per una buona gestione dello stress, la stima che un individuo ha di sé e la sua consapevolezza sono indispensabili.
Quindi allenare l’individuo all’autostima, aumentando la percezione di sé, delle proprie capacità, sviluppando una maggiore sicurezza, è senza ombra di dubbio alla base per gestire certi stati emotivi che possono provocare stress.
Pierluigi Pittacolo Gestalt Counselor, agevolatore nella relazione d’aiuto e conduttore di gruppi ad indirizzo Gestaltico per lo sviluppo e la crescita personale a disposizione per incontri individuali presso:
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Yoga della Risata
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Daniele Berti Counselor e Happiness Coach
Laughter Yoga Teacher
cell 337447006
skipe daniele.berti27
info@lapalestradellafelicita.com
www.lapalestradellafelicita.com
È un dato acquisito che la risata aiuti a sviluppare un processo di pensiero positivo. E non sembra lontano il tempo in cui essa potrà essere introdotta, dalla porta principale, nei luoghi di cura per integrare e migliorare l’efficacia della medicina classica e, soprattutto, per agire come fattore protettivo e preventivo.
La risata è una medicina per il cuore, non solo perchè tutela un organo indispensabile e prezioso del nostro corpo, ma soprattutto perchè rafforza la metafora che lo identifica come propulsore e generatore di quell’affetto e amore che ognuno di noi considera l’alimento principe della vita.
La proposta semplice e un po’ rivoluzionaria dello Yoga della risata, congiunge le potenzialità del ridere con quelle dello Yoga. Ne deriva un metodo spiazzante attraverso cui si può giungere alia risata positiva senza seguire il percorso lineare dell’umorismo.
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Autori Vari
Ridere per vivere meglio
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SOS mamme
Posted by: | CommentsSOS mamme, stress sotto controllo!
Figli, famiglia, lavoro, casa: le mamme di oggi hanno troppi impegni da gestire da sole e troppo poco tempo. I consigli della psicoterapeuta per fare (quasi) tutto e tenere a bada lo stress.
SOS mamme stressate! La società nella quale viviamo ci chiede di essere donne, mamme, lavoratrici, compagne, ‘manager’ del nostro menage famigliare, e sempre al top della perfezione. Ma come si fa? Il tempo è poco, il più delle volte ci ritroviamo sole a gestire tutti gli impegni e lo stress è sempre alle porte!
Ecco alcuni ‘consigli di sopravvivenza’ della psicoterapeuta Anna Salvo, docente di psicologia dinamica dell’Università degli studi della Calabria e autrice di numerosi libri su tematiche psicologiche femminili, come “Depressione e sentimenti”, “Madri e figlie”, editi da Mondadori.
LE SETTE REGOLE D’ORO ANTI-STRESS
- La perfezione non esiste!
Spazziamo via una volta per tutte il mito che una madre debba essere sempre perfetta. “È una sorta di ‘virus’ che si è diffuso nel mondo occidentale quello che la mamma debba essere sempre al top delle sue performances e non si possa concedere neanche uno scatto” esordisce Anna Salvo.
“Impariamo invece ad essere sufficientemente adeguate, disponibili, efficienti e finalmente in pace con noi stesse, perché le corse verso una perfezione irraggiungibile generano solo ansie e stress, che si ritorcono automaticamente contro di noi! È nelle commedie americane o in certi spot pubblicitari che tutti sono sempre sorridenti, pacati, disponibili, ma la realtà è fatta di persone con le loro debolezze, a volte sorridenti e serene, a volte prese dai loro pensieri o arrabbiate, e se per una volta abbiamo uno scatto di nervi con il nostro bambino non per questo dobbiamo sentirci delle mamme scellerate.
Accettiamo l’imperfezione come una cosa normale e positiva: immaginate quanto sarebbe insopportabile un genitore perfetto”?
- Impara a chiedere aiuto
Un altro mito di noi donne è quello dell’onnipotenza infallibile: a volte pensiamo di poter fare tutto da sole e di non aver bisogno degli altri. È vero, come accudiamo noi nostro figlio non lo sa fare nessuno, nessuno sa meglio di noi come mettere in ordine la casa e dove riporre ogni cosa, nessuno sa cosa e come comprare al supermercato, ma se ne abbiamo la possibilità, approfittiamo pure dell’aiuto della mamma, di una vicina di casa, di una tata o di una donna delle pulizie, che ci aiutino col bebè o nelle faccende domestiche. E quando è disponibile, deleghiamo qualche incombenza pratica anche al papà!
- Possessiva, no grazie
Confessiamolo: uno dei motivi principali per qui non vogliamo delegare l’accudimento del bambino ad altre persone è la nostra possessività. “Bisogna scrollarsela di dosso” consiglia la psicoterapeuta: “Il bambino non è una cosa nostra, ma si può affidare tranquillamente ad altri senza che ce lo ‘rovinino’. La nonna gli dà sempre le caramelle? Per quelle poche volte che capita non gli faranno certo del male!
All’asilo non lo lavano come faremmo noi? Pazienza, rimedieremo quando tornerà a casa!” Altro timore: quello che, stando spesso con altre figure, possa alla lunga affezionarsi a loro di più che a noi. “Mettiamoci l’animo in pace” prosegue Anna Salvo: “la mamma occuperà sempre un posto privilegiato, che si è costruito e consolidato sin dai primi mesi di vita e che nessuno le potrà togliere mai!
Insomma, se una volta tanto vogliamo concederci una giornata di evasione, per andare al cinema, a fare shopping o incontrare un’amica, lasciamo pure il pargolo dai nonni o dalla tata, senza sensi di colpa!
Teniamo presente che fino ad alcuni decenni fa nelle famiglie borghesi i bambini venivano allevati dalle tate e incontravano i genitori solo un paio di volte al giorno: era un eccesso, certo, ma oggi forse stiamo eccedendo nel senso opposto!
Infine, può essere difficile per noi da ammettere, ma spesso i bambini, anche se lontani da noi, si divertono e non vivono solo e sempre nell’attesa che la mamma ritorni!”
- Sul lavoro devi darti delle priorità
Se abbiamo un bambino di pochi mesi sarà ben difficile che riusciremo ad assolvere agli impegni di lavoro con la stessa serietà di prima. “Se abbiamo un lavoro autonomo, creiamoci delle priorità e rimandiamo le cose più impegnative a un altro momento, senza pensare che in questo modo ‘perdiamo il treno’” evidenzia Anna Salvo.
“Nella nostra società è diventata predominante l’idea dell’ora o mai più. Invece dobbiamo pensare che il nostro ‘ora’ è invaso dalla presenza importante del nostro bambino: il resto può attendere”.
- Coltiva la vita di coppia
Teniamo presente che un figlio non rappresenta per il padre lo stesso oggetto d’amore che rappresenta per la mamma. Anzi, il padre si aspetta di essere riconosciuto lui stesso come oggetto d’amore. Per quando inebriante sia il rapporto mamma-bambino, allora, non si può pretendere che gli unici discorsi tra moglie e marito siano incentrati su quel che ha mangiato il bambino, quante volte si è sporcato o i progressi che ha fatto durante il giorno.
“Ci vuole una distribuzione equa di attenzioni” dice l’esperta; “ricordiamoci che abbiamo scelto quell’uomo come compagno di viaggio, un viaggio che non si può interrompere adesso che il bebè è piccolo per poi essere ripreso quando diventerà grande”.
Il segreto per coltivare il rapporto di coppia? Condividere gli impegni e ritagliarsi ogni volta che si può dei momenti tutti per sé.
- Non prendere tutto come un attacco personale
Man mano che il bambino cresce, acquisisce un suo mondo interiore, che non è necessariamente legato a noi. Se a volte non ha fame o se fa i capricci, non pensiamo che ‘ce l’ha con noi’. Le mamme sono portate a colpevolizzarsi facilmente e a pensare sempre di aver sbagliato qualcosa.
“Togliamoci colpe che non abbiamo e cerchiamo piuttosto di capire che cosa in quel momento disturba il nostro bambino” suggerisce la Salvo: “e questo potremo farlo solo mantenendoci serene. Oltretutto i bambini hanno delle antenne formidabili e captano subito se la mamma ha un cambio di umore o una tensione ed ecco che diventano ancor più capricciosi ed irritabili. È un giro vizioso che si può interrompere, ma non dobbiamo attenderci che sia lui a farlo: tocca a noi”.
- Concedi al bambino spazi di puro ozio
A volte le mamme si stressano perché nel pomeriggio devono districarsi fra le varie attività extrascolastiche del bambino: dal corso di inglese alla piscina, dalle lezioni di piano alla pallavolo. Ebbene, leviamoci dalla testa l’idea che il bambino debba essere intrattenuto sempre con qualche attività, ‘altrimenti si annoia’. Leggi anche Lo sport fa bene ai bambini
È giusto che ai bambini sia concessa anche l’esperienza dell’ozio – in cui restano sdraiati a guardare il soffitto, sognano ad occhi aperti, seguono le loro fantasie – e l’esperienza del gioco libero, magari in compagnia del loro amichetto del cuore. Se ne gioverà lui ma ne trarremo giovamento anche noi mamme, che magari riusciremo a dedicarci un po’ a noi stesse!
In conclusione … “Le mamme si portano addosso un bagaglio troppo pesante di ‘istruzioni per l’uso’ e principi di prestazione: intorno a noi c’è un ciarpame di indicazioni, regole, divieti che può annientare la nostra spontaneità e il nostro istinto materno. Il bambino non è un ‘prodotto’ che deve venire benissimo: lasciamolo e lasciamoci vivere!” conclude Anna Salvo.
http://www.nostrofiglio.it/il-bebe/9-12-mesi/SOS-mamme-stress-sotto-controllo.html
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Noi siamo ciò che pensiamo
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Il corpo e la mente dell’uomo sono intimamente collegati, tanto che ogni nostra emozione si riperquote su tutto il nostro organismo, producendo cambiamenti anche molto sensibili su di esso. La nostra mente unita al nostro cuore è in grado di modificare anche i nostri geni. Tutto il nostro corpo è sensibile a percepire e sintomatizzare ogni nostra emozione. Quando piangiamo per esempio, sono le nostre emozioni a far sì che il nostro corpo produca lacrime e singulti. Un pensiero piacevole può modificare sensibilmente il battito cardiaco; stessa cosa dicasi per un bello spavento. Tutti quanti conosciamo bene gli effetti dello stress sulle capacità cardiache e sulla pressione sanguigna. Esempi banali che dimostrano inequivocabilmente l’influenza delle emozioni sul nostro corpo. Allo stesso modo la nostra biologia influenza i nostri pensieri. Quindi il corpo e la mente sono indissolubilmente legati a doppia via: andata e ritorno. E’ ormai scientificamente provato che i nostri pensieri, le nostre emozioni e quindi i nostri sentimenti possono modificare il nostro corpo. Esistono delle molecole (neuropeptidi) che collegano i nostri pensieri ad ogni parte del nostro organismo. Alcuni esperimenti hanno perfino dimostrato che i pensieri di un primo individuo fatti su un secondo individuo, modificanao il sistema nervoso di quest’ultimo (vi è mai capitato di sentirvi osservati e di scoprire che qualcuno vi sta proprio guardando?). Tutto questo è ulteriormente dimostrato dalla fisica quantistica, che ormai ha individuato la Matrice energetica all’interno della quale tutto è indissolubilmente collegato. Questo collegamento è tale che i nostri pensieri hanno potere sulla realtà indipendentemente dalla nostra volontà. Ma se scegliamo consapevolmente di amare e di essere compassionevoli nella nostra vita individuale, saremo in grado non solo di migliorare la nostra esistenza, ma di portare il nostro notevole contributo al cambiamento in positivo del mondo intero. Inoltre guardare l’esistenza con atteggiamento positivo aiuta a rimanere in salute, perchè il potere curativo della mente è sbalorditivo. Il fatto che la mente possa sconfiggere completamente la malattia o che possa solamente aiutare il processo di guarigione dipende dal livello di convinzione e di fiducia dell’individuo nelle sue capacità. Qualunque malattia o disturbo vi affligga siate determinati a sentirvi bene al più presto. La determinazione unita alla fiducia muove le montagne ha detto a suo tempo un grand’uomo.
Articolo di Giovanna Garbuio http://giopop.blogspot.com
Psicologia delle Emozioni
Posted by: | CommentsIl Centro Raziel Padova
PSICOLOGIA
DELLE EMOZIONI
con la dott.ssa Elena Piva
Domenica 11 Aprile 2010
presso
CENTRO YOGA AILANTO
Via Vittoria 19
MIRANO (centro) – VE
Qui la mappa
Rivolto a tutti coloro che:
-
vogliono conoscere se stessi
-
imparare a gestire le proprie emozioni
-
migliorare le proprie relazioni interpersonali
Verrà inoltre introdotto il rapporto tra stati mentali e malattie psicosomatiche.
Il corso intende offrire, attraverso esempi, discussioni e attività collettive gli strumenti necessari per:
> Affrontare e gestire le situazioni di stress
> Comprendere il dolore e la sofferenza
> Superare paura, ansia, depressione
> Modificare credenze improduttive
> Accrescere il benessere emotivo
> Migliorare la qualità del sonno
> Essere protagonisti della propria vita senza subire l’influenza degli altri
> Migliorare il rapporto con il proprio corpo
> Acquisire maggiore sicurezza in se stessi
ARTICOLAZIONI DEL CORSO
INCONTRO UNICO di una giornata che tratta i seguenti argomenti:
MATTINO
-
Le EMOZIONI: aspetti fisiologici, comportamentali e cognitivi
-
Lo sviluppo emotivo nella crescita dell’individuo
-
Il rapporto tra pensiero e reazione emotiva
-
Le emozioni fondamentali: identificare e conoscere le proprie
-
I pensieri inadeguati che minano il nostro benessere
-
Acquisire un nuovo sistema di interpretazione degli eventi
POMERIGGIO
-
Accenni di psico-somatica: un viaggio a partire dall’inconscio
-
Il teatro del corpo: un palcoscenico di emozioni
In questa seconda parte dell’incontro si sperimenteranno:
tecniche immaginative, di rilassamento ed esercizi collettivi
per i quali è consigliato un abbigliamento comodo;
In questa sede, lo spazio è decisamente caldo ed accogliente,
ingrediente indispensabile per consentire ai partecipanti di sentirsi immediatamente a proprio agio
e di percepire l’energia ottimale a beneficio degli obiettivi proposti.
Il centro Ailanto è dotato di tutto l’occorrente per lo svolgimento degli esercizi.
Chi ritiene può portarsi un telo o plaid per alcuni esercizi di rilassamento a terra
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IL SEMINARIO SI TERRA’
DOMENICA 11 APRILE
dalle 9.30 alle 13 e
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con intervalli per lunch e break
PROMOZIONE: 5 ISCRIZIONI + 1 OMAGGIO ovvero verrà riservata la partecipazione OMAGGIO, allo stesso Seminario, per chi si prenota ed iscrive oltre a se stesso, altre 5 persone.
Info: Sonia Maggy Guerra sg.maggy@gmail.com tel. +39 340 7969041






















